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Se non hanno pane dategli brioche   Leave a comment

Non amo le pubblicità e infatti non smetterò mai di ringraziare chi ha inventato il telecomando che ci consente di baipassare (questa parola non esiste o per lo meno non si scrive così ma chi se ne frega)  ciò che non ci piace e non ci interessa.

Invece mi è capitato spesso  in questi ultimi tempi di capitare o rimanere su una pubblicità che ritengo inquietante e/o quanto meno sgradevole.

E’ la pubblicità di cracker e/o brioche di una famosa marca (non facciamo nomi ma dichiariamo di chi si parla, è la “Misura”).

In questi spot vediamo una signorina che, circolando per caso nelle loro vicinanze, si accorge che altre persone che tranquillamente stanno mangiando cracker o brioche, regolarmente acquistate, di questa marca. Ognuno di noi osserverebbe la scena e proseguirebbe per la sua strada ma la tipa invece decide di fingere un malore e con questo stratagemma non solo riesce ad impadronirsi di un/una cracker/brioche ma con un gesto rapido riesce a sottrarre di tutto il pacchetto che si porta via soddisfatta mentre il proprietario o i proprietari rimangono con un palmo di naso. Uno scippo in piena regola. Il tutto termina con l’immagine della tipa che mostra il pacchetto-corpo del reato con un sorriso da impunita.

Non so se sono solo vecchia e moralista e bacchettona ma in tutto questo vedo una morale ed un insegnamento di stampa berlusconiana e frutto della decadenza di valori di questi ultimi decenni cioè: non importa che cosa tu faccia e tu dica – puoi rubare al prossimo o mentire, è tutto lecito e tutto permesso -, l’importante è che tu lo faccia con un sorriso rassicurante.

Niente di più immorale e diseducativo.

Non comprerò mai più prodotti di questa marca.

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Pubblicato 23 maggio 2012 da euclide in Di tutto un po', Mondo malato, Televisione

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Idiozia   6 comments

Quella di Belen non è la pubblicità più stupida che ci sia in giro perché ci sono spot che in fatto di idiozia sono molto peggio. Spesso per colpa degli autori, quelli cosiddetti “i creativi” che in qualche caso sono decisamente, come diceva un mio professore all’università, “braccia rubate alla agricoltura”.

Mi riferisco alla pubblicità di un noto deodorante per uomo che appartiene ad una famosa azienda di prodotti per uomini e che da qualche mese ci tormenta con le immagini girate (per finta) nello spogliatoio di una importante squadra calcistica del nord Italia (per chi non l’avesse capito è quella con la casacca tipo pigiama a righe bianche e nere da carcerato) nel quale si vedono alcuni dei giocatori più rappresentativi mentre, in accappatoio o solo con l’asciugamano, celiano tra loro a proposito di bagni schiuma e schiume da barba.

Tutto questo per far capire di che azienda sto parlando perché lo spot al quale mi riferisco è un altro: quello che ha per protagonista il capitano della squadra pigiamata nonché della nazionale di calcio italiana.

Questo aitante ragazzone è ritratto in alcuni momenti della sua importante e fruttuosa attività sportiva mentre una voce autorevole ci spiega che per uomini come lui, sempre sicuri in qualsiasi situazione, la *** (non riporto il nome perché se vogliono che gli faccia pubblicità mi devono pagare), dopo niente-po-po-di-meno-che cinque anni di ricerche scientifiche, ha inventato il *** +++ ###, un deodorante che grazie alla più avanzata tecnologia “protegge gli uomini dai cattivi odori in qualunque circostanza, anche sotto stress, grazie al sistema innovativo Triple Response e alla tecnologia con Betaciclodestrina”. Praticamente sto coso ha una tecnologia rivoluzionaria (?!) che gli consente di attivarsi e riattivarsi secondo le necessità del soggetto per fornire una maggiore performance antiodore. Il tutto con tanto di grafico esplicativo a forma di treno di onde.

Quando l’ho visto per la prima volta ho pensato: meno male che l’hanno inventato…..no perché se no pensate che puzza di sudore….è veramente un prodotto indispensabile per uno che svolge la sua attività sportiva all’aperto in un campo di 70 metri per 100…. ma forse è perché i tifosi della squadra pigiamata (sicuramente quei gentiluomini che si fanno chiamare “drughi” e i suoi proprietari, in particolar modo il creativo che si chiama come un cane) hanno la puzza sotto il naso.

Insomma, la scelta di un calciatore non mi è sembrata particolarmente felice per la promozione di un simile prodotto. Cioè per dire, sarebbe stato meglio come testimonial un conduttore di ascensori o di autobus.

Dato che evidentemente in questo ho ragione, come secondo testimonial hanno scelto un non-calciatore la cui importanza per le sorti del Mondo è paragonata a quella del capitano (e il tutto senza la minima vergogna): un pompiere americano che ci viene presentato come eroe dell’11 settembre e ci viene mostrato mentre con tuta ignifuga, casco, bombola e canna dell’acqua dei pompieri americani fende una parete di fuoco, sicuramente per mettere eroicamente in salvo due donne, quattro bambini e un gatto.

Posto che anche in questo caso mi sembra difficile immaginare la necessità di un deodorante che si attiva e riattiva (sicuramente il pompiere durante l’incendio ha altro a cui pensare e comunque il fumo copre qualsiasi odore, oltre a tutto indossa anche la maschera ad ossigeno) mi fa decisamente sganasciare l’accostamento tra uno dei mestieri più utili del mondo – quello del pompiere che almeno in Italia è decisamente sottopagato – e il mestiere forse più inutile – quello del calciatore che ovunque, anche in Italia, è strapagato. Veramente una grande idiozia, mi chiedo se esista qualche gonzo che sia cascato in questa trappola. Ma evidentemente sì visto che lo spot gira da un bel po’.

Non so chi sia il creativo inventore di questa roba ma il risultato è che evito accuratamente di comprare prodotti della marca ***.

Uhm…mi sa che con la vecchiaia mi sto inacidendo un po’.

Pubblicato 16 gennaio 2010 da euclide in Di tutto un po', Mai più senza, Mondo malato, Televisione

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Un po’ di veleno   8 comments

Se c’è una pubblicità che proprio non sopporto – beh, una delle tante – è quella nuova (per la verità ci assilla già da qualche mese) della Tim che ha come protagonista la coppia Belen – De Sica.

La coppia è decisamente male assortita con De Sica nel solito ruolo stereotipato del maschio italiano seduttore che è tipico dei suoi cine-panettoni natalizi e Belen che è…..che cosa è?

Ha iniziato con il poco credibile ruolo di professoressa di latino del figlio di De Sica – figuriamoci una insegnante di latino con l’accento spagnolo, almeno potevano farla insegnante di spagnolo, ma certo lo spagnolo si insegna poco nella scuola italiana e poi non si presterebbe alla frasetta sulla “perifrastica”…a proposito, le colleghe (vere) di latino mi hanno detto che da quando c’è quella pubblicità gli studenti chiedono con insistenza di studiare questa misteriosa “perifrastica”…potere della pubblicità – poi ha proseguito con un altrettanto incredibile ruolo da meccanico di auto insieme ad altre 2 o 3 stangone in mini-abito come lei – non ho mancato di prendere in giro le mie (vere) colleghe di latino chiedendo se anche loro aggiustano le auto e se nella facoltà di Lettere Classiche insegnano la meccanica – poi l’abbiamo incontrata in una galleria d’arte come espositrice di una scultura moderna – una prof. artista, in effetti ci sono ma ne conosco solo tra le insegnanti di arte e di filosofia (uno), non di latino – poi è apparsa come  pattinatrice capo di un gruppo di ragazze vestite di rosso e in cerca di un Babbo Natale (?!) – su questo non faccio commenti – e infine al ristorante in montagna con De Sica che dà probabilmente il peggio di sé con l’infelice battuta sull’impepata di cozze che con il desiderio espresso da Belen alla domanda “cosa vuol fare nel 2010” “voglio navigare” centra veramente, come si suol dire, con i cavoli a merenda .

Una tale varietà di ruoli, professioni e hobby che fa capire che gli autori non sanno più che cosa inventarsi per rendere Belen credibile.

Il tutto con il contorno di De Sica che almeno fino alla galleria d’arte la chiama professoressa –  quindi fino a questo momento è ancora il papà regolarmente sposato del povero allievo di Belen – e poi non si capisce bene che cosa faccia sempre intorno a questa donna. O meglio si capisce che ha intenzione di fare colpo su di lei con il chiaro intento di diventarne l’amante perché fino a che le faceva gli occhi dolci al colloquio a scuola passi – poteva essere un maldestro tentativo per ingraziarsi la prof – e alla galleria d’arte si sono chiaramente incontrati per caso ma la corsa in macchina è decisamente sospetta. La conferma si ha poi al pranzo al ristorante in montagna: chiaramente stanno facendo una romantica settimana bianca insieme. Altrimenti non ci sarebbe motivo per un pranzo a due professoressa-genitore dell’allievo, insomma se in montagna ci fossero anche il figlio di De Sica e la madre parteciperebbero anche loro al pranzo.

Cose da pazzi!! Ma gli autori se ne saranno accorti? Praticamente un caso di relazione extra-coniugale raccontata e favorita in diretta. Ma la Chiesa non dice niente? E le associazioni in difesa della famiglia che tanto ci spaccano i maroni sulle altre cose? Incredibile.

Ci tengo comunque a rilevare che non è che detesto la pubblicità perché immorale a causa della questione della relazione extra-coniugale – della quale non me ne importa una pippa -, la detesto perché mi stanno decisamente sulle palle nell’ordine:

a)      le pubblicità dei telefonini (tutte) che sono costruite ad hoc per fare colpo sui gonzi

b)      Belen – anche per la sua relazione con quel simpaticone di Corona

c)      De Sica quando fa il personaggio del cascamorto seduttore romanesco, anche perché guardandolo all’opera e osservando le reazioni compiaciute di Belen poi gli altri uomini si convincono che le donne non aspettano altro che gli ammiccamenti e i complimenti da strada tipici del personaggio.

Purtroppo il mio cellulare è Tim ma non ho voglia di cambiarlo per protesta dato che comunque non saprei che cosa scegliere tra le altre pubblicità di telefonini – anche se quella di Totti-Babbo Natale è abbastanza carina, a patto che non ci somministrino ancora la Ilary Blasi ricamatrice.

Pubblicato 1 gennaio 2010 da euclide in Di tutto un po', Mondo malato, Televisione

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Spot   8 comments

Di solito non guardo la pubblicità perche mi provoca una profonda irritazione, ma una volta tanto ho visto uno spot che trovo carino.

Fa parte della campagna di una banca che è basata sul fatto che delle persone per strada ignorano personaggi famosi per parlare con degli impiegati della banca. La situazione è improbabile ma sono carine le espressioni dei personaggi famosi.

Mi riferisco allo spot con Materazzi, Pirlo e Cannavaro. I tre calciatori sono seduti al tavolino di un bar e fanno un espressione decisamente compiaciuta quando un signore avvicinandosi al tavolino dice “Ah, ma voi siete…”. Poi il signore li supera e si avvicina ad un tavolino dietro dove comincia a parlare con alcuni impiegati della banca.

I tre inizialmente sono in imbarazzo, poi ascoltano con una certa invidia e poi con irritazione. E a quel punto Pirlo, il timido Pirlo, il tranquillo Pirlo, quello che ha un aplomb straordinario in ogni situazione, fa per alzarsi a dirne quattro al signore. E Materazzi, il rissoso Materazzi lo ferma. Il tutto con sul viso delle espressioni divertenti e molto appropriate.

Mi sembra uno spot ben riuscito. 

Pubblicato 19 febbraio 2008 da euclide in Di tutto un po', Televisione

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