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C’era una volta   Leave a comment

I sceneggiatori Usa sono veramente fuori di testa. Dopo aver perso il loro tempo occupandosi solo di vampiri licantropi e morti viventi o fantasmi ora si sono avventurati nel campo delle favole partorendo una serie TV quanto meno bizzarra dal titolo “C’era una volta”. Mi è capitato di vederne alcune puntate su Sky e ora mi vedo costretta a seguire tutta le serie per capire dove vogliono andare a parare, sperando che – come sembra – non ci sia una seconda serie.

Nella trama si parla di una cittadina Usa, chiamata Storybrooke nella quale sarebbero imprigionate, da tempo immemorabile, in seguito ad un sortilegio, i personaggi delle favole della nostra infanzia: Biancaneve e i sette nani, Cenerentola, Cappuccetto rosso, la Bella e la Bestia, Hansel e Gretel, Pinocchio…tutti, di qualsiasi epoca e nazionalità. Artefice del tutto la strega di Biancaneve, la cattiva dei più cattivi cattivissimi che dopo aver ingannato e fatto sortilegi a tutti gli altri, buoni o cattivi delle altre storie, li imprigionati in questa ridente cittadina della quale ha assunto la carica di Sindaco. Elemento di rottura del sortilegio è Emma (interpretata da una bionda Jennifer Morrison, l’attrice che faceva uno dei primi tre assistenti del dott. House, passa da una follia all’altra)  , nella vita reale orfana e dalla vita travagliata ma che sembrerebbe essere l’unica figlia di Biancaneve e del Principe Azzurro (a Storybrooke rispettivamente la maestra del paese e il marito di una bionda che si scopre essere la figlia nientepopodimeno che di Re Mida 😆 ), Questa donna sarebbe la madre naturale del figlio adottivo della regina/strega/sindaco della cittadina e per questo convocata lì dal ragazzino che sembra essere l’unico – a parte una altro personaggio misterioso che si rivelerà essere Pinocchio in persona – a conoscenza della storia della cittadina e del sortilegio che la avvolge.

Dapprima riluttante, in breve tempo, sollecitata dal figlio, la tipa deciderà di rimanere a Storybrooke – della quale assumerà la carica di sceriffo (ma è una carica che assegnano a cani e porci? Non è previsto almeno un livello minimo di istruzione che accerti la tua conoscenza degli elementi essenziali della legge? Maledetta la mia formazione da insegnante, penso che l’istruzione – almeno quella di base – sia importante, o, scusate, indispensabile) – per contrastare i piani della regina/strega/sindaco. Così tra nani che nascono dalle uova e vengono battezzati dai picconi 😆 , cappuccetti rossi che sono in realtà lupi mannari, geni dello specchio che fanno i giornalisti (servili ed adulatori in entrambe le professioni), cappellai matti, cenerentole che sono ragazze madri e chi ne ha più ne metta scorrono le puntate – siamo già alla 19-esima – in ognuna delle quali ci viene raccontata la “vera storia” del personaggio protagonista.

Così veniamo a sapere che Biancaneve (bruttina e con le orecchie a sventola, lo specchio si sbagliava, la regina/strega/sindaco è effettivamente molto più bella) è una specie di maschiaccio che circola nella foresta armata di arco e frecce; la regina/strega/sindaco (che ha un armadio pieno di cassettine che contengono i cuori di tutti i personaggi 😆 ) ha ucciso o soggiogato i maghi e/o streghe di tutte le altre favole – compresa quella cattiva di Hansel e Gretel-  e odia Biancaneve perché quando era piccola ha involontariamente fatto uccidere l’unico grande amore della regina/strega/sindaco; il Principe Azzurro, che non è un vero principe ma è figlio di contadini, era già sposato prima di incontrare Biancaneve e quindi poi è un bigamo; la Bestia della Bella e la Bestia è un mago molto

potente di nome Tremotino (interpretato da Robert Carlyle, quello di Full monty..mio dio quanto è caduto in basso) che a Storybrooke possiede un negozio di antiquariato e, non è chiaro perché, si allea con Emma contro la regina/strega/sindaco….e via con una quantità di altre cose veramente assurde e demenziali.

E qualche grossa incongruenza. Per esempio Emma, che è vissuta fuori da Storybrooke e quindi per lei il tempo è trascorso normalmente, sembra avere 30/35 anni e questo significa che Biancaneve e il Principe Azzurro si sono incontrati solo 29/36 anni fa. O forse – deve essere sicuramente così – si conoscono da secoli (almeno dal 1812) ma hanno deciso di procreare solo in tempi recenti 😆

Per Pinocchio invece (a quanto sembra vissuto anche lui fuori da Storybrooke) non sembrano esserci ragionevoli spiegazioni riguardo al fatto che non dimostra affatto i suoi più di 130 anni, al massimo ne dimostra 40.

Ridete pure e datemi della pazza perché seguo questa fesseria ma ormai è diventata una droga per me e al martedì sera non posso più farne a meno.

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Se non hanno pane dategli brioche   Leave a comment

Non amo le pubblicità e infatti non smetterò mai di ringraziare chi ha inventato il telecomando che ci consente di baipassare (questa parola non esiste o per lo meno non si scrive così ma chi se ne frega)  ciò che non ci piace e non ci interessa.

Invece mi è capitato spesso  in questi ultimi tempi di capitare o rimanere su una pubblicità che ritengo inquietante e/o quanto meno sgradevole.

E’ la pubblicità di cracker e/o brioche di una famosa marca (non facciamo nomi ma dichiariamo di chi si parla, è la “Misura”).

In questi spot vediamo una signorina che, circolando per caso nelle loro vicinanze, si accorge che altre persone che tranquillamente stanno mangiando cracker o brioche, regolarmente acquistate, di questa marca. Ognuno di noi osserverebbe la scena e proseguirebbe per la sua strada ma la tipa invece decide di fingere un malore e con questo stratagemma non solo riesce ad impadronirsi di un/una cracker/brioche ma con un gesto rapido riesce a sottrarre di tutto il pacchetto che si porta via soddisfatta mentre il proprietario o i proprietari rimangono con un palmo di naso. Uno scippo in piena regola. Il tutto termina con l’immagine della tipa che mostra il pacchetto-corpo del reato con un sorriso da impunita.

Non so se sono solo vecchia e moralista e bacchettona ma in tutto questo vedo una morale ed un insegnamento di stampa berlusconiana e frutto della decadenza di valori di questi ultimi decenni cioè: non importa che cosa tu faccia e tu dica – puoi rubare al prossimo o mentire, è tutto lecito e tutto permesso -, l’importante è che tu lo faccia con un sorriso rassicurante.

Niente di più immorale e diseducativo.

Non comprerò mai più prodotti di questa marca.

Pubblicato 23 maggio 2012 da euclide in Di tutto un po', Mondo malato, Televisione

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Chi l’ha pensata?   3 comments

Che ci fa Antonio Banderas in un mulino bianco nella campagna parmense?

Senza offesa ma la scelta dell’attore mi sembra veramente infelice e lui poco credibile come pasticcere e/o fornaio che dialoga con una gallina.

Lui è mediterraneo, con una immagine forgiata dai tanti e popolari film che ha interpretato.

Andava meglio come marinaio – magari nei panni di Capitan Findus – ma come sforna briosche, per di più con accento spagnolo, non è proprio adatto.

Datemi retta, per sfornare dolciumi ci vuole uno alla Giovanni Rana.

 

Pubblicato 17 maggio 2012 da euclide in Di tutto un po', Televisione

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Obbligo di cronaca?   3 comments

Ancora un terremoto di devastanti proporzioni. Questa volta ha colpito uno dei paesi più poveri del mondo, quella Haiti che negli decenni era già stata messa in ginocchio dagli uragani e ma soprattutto dalla sanguinosa dittatura dei Duvalier.

Ogni sera i telegiornali ci inondano di immagini e notizie e ancora una volta vedendo i telegiornali delle tre reti Rai mi sono posta alcune inevitabili domande.

Perché solo il Tg3 ha ricordato che la decennale e nefasta dittatura dei Duvalier si è potuta mantenere grazie all’appoggio del governo USA? Su Tg1 e Tg2 silenzio totale su questo particolare e grandi elogi agli USA per l’azione umanitaria che stanno conducendo (a quanto pare non molto bene, meno male che ci ha pensato Silvio inviando Bertolaso sul posto….una volta tanto sono d’accordo con Lui: in certe situazioni un tecnico è meglio di qualsiasi politico o ex presidente che ci sia in circolazione)

Perché i tre telegiornali della stessa azienda hanno mandato tre corrispondenti diversi? Ad ognuno di loro hanno affiancato sicuramente un cameraman, un autista e un tecnico per la trasmissione dei servizi in Italia. Cioè 4×3 = 12 persone che sembrano ben nutrite, dissetate e riposate nonostante l’inferno in cui si trovano. Se a loro sommiamo i 12 membri delle squadre Mediaset + quelli di La7, Mtv, Sky e chi ne ha più ne metta abbiamo un esercito di persone che consuma risorse idriche e alimentari che altrimenti potrebbero essere destinate alla popolazione locale e che sicuramente con la sua presenza ingombra le strade e impiccia le squadre di soccorso. Se a questi sommiamo gli inviati di Francia, Svizzera, Spagna, Austria ecc abbiamo una vera folla di parassiti.

Sia chiaro che sono ben consapevole dell’importanza dell’informazione e della possibilità di ricevere immagini e notizie, ci mancherebbe altro, ma mi sembra che tutta questa gente sia un po’ troppa e non mi è piaciuto ricevere tre volte la stessa notizia da tre persone diverse con tre filmati della stessa cosa ripresa da angolazioni diverse.

Pensavo la stessa cosa nei giorni del terremoto a L’Aquila e lì era anche peggio perché data la vicinanza a Roma ogni giorno almeno un politico andava in mezzo ai piedi dei soccorritori.

Tengo a precisare che il fatto che citi solo i telegiornali Rai e non i telegiornali delle reti Mediaset non è dovuto a mia soddisfazione per l’obiettività e la completezza dell’informazione fornita da Tg4, Tg5 e Studio Aperto ma esclusivamente al fatto che non guardo mai questi tre cosiddetti “telegiornali” che per me potrebbero anche non esistere. Solo qualche volta, quando sono sicura che nulla ma proprio nulla possa scalfire il mio buon umore, giro su Rete 4 per godermi qualche passaggio del Tg comico e satirico condotto da Emilio Fede.

Pubblicato 22 gennaio 2010 da euclide in Di tutto un po', Mondo malato, Televisione

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Idiozia   6 comments

Quella di Belen non è la pubblicità più stupida che ci sia in giro perché ci sono spot che in fatto di idiozia sono molto peggio. Spesso per colpa degli autori, quelli cosiddetti “i creativi” che in qualche caso sono decisamente, come diceva un mio professore all’università, “braccia rubate alla agricoltura”.

Mi riferisco alla pubblicità di un noto deodorante per uomo che appartiene ad una famosa azienda di prodotti per uomini e che da qualche mese ci tormenta con le immagini girate (per finta) nello spogliatoio di una importante squadra calcistica del nord Italia (per chi non l’avesse capito è quella con la casacca tipo pigiama a righe bianche e nere da carcerato) nel quale si vedono alcuni dei giocatori più rappresentativi mentre, in accappatoio o solo con l’asciugamano, celiano tra loro a proposito di bagni schiuma e schiume da barba.

Tutto questo per far capire di che azienda sto parlando perché lo spot al quale mi riferisco è un altro: quello che ha per protagonista il capitano della squadra pigiamata nonché della nazionale di calcio italiana.

Questo aitante ragazzone è ritratto in alcuni momenti della sua importante e fruttuosa attività sportiva mentre una voce autorevole ci spiega che per uomini come lui, sempre sicuri in qualsiasi situazione, la *** (non riporto il nome perché se vogliono che gli faccia pubblicità mi devono pagare), dopo niente-po-po-di-meno-che cinque anni di ricerche scientifiche, ha inventato il *** +++ ###, un deodorante che grazie alla più avanzata tecnologia “protegge gli uomini dai cattivi odori in qualunque circostanza, anche sotto stress, grazie al sistema innovativo Triple Response e alla tecnologia con Betaciclodestrina”. Praticamente sto coso ha una tecnologia rivoluzionaria (?!) che gli consente di attivarsi e riattivarsi secondo le necessità del soggetto per fornire una maggiore performance antiodore. Il tutto con tanto di grafico esplicativo a forma di treno di onde.

Quando l’ho visto per la prima volta ho pensato: meno male che l’hanno inventato…..no perché se no pensate che puzza di sudore….è veramente un prodotto indispensabile per uno che svolge la sua attività sportiva all’aperto in un campo di 70 metri per 100…. ma forse è perché i tifosi della squadra pigiamata (sicuramente quei gentiluomini che si fanno chiamare “drughi” e i suoi proprietari, in particolar modo il creativo che si chiama come un cane) hanno la puzza sotto il naso.

Insomma, la scelta di un calciatore non mi è sembrata particolarmente felice per la promozione di un simile prodotto. Cioè per dire, sarebbe stato meglio come testimonial un conduttore di ascensori o di autobus.

Dato che evidentemente in questo ho ragione, come secondo testimonial hanno scelto un non-calciatore la cui importanza per le sorti del Mondo è paragonata a quella del capitano (e il tutto senza la minima vergogna): un pompiere americano che ci viene presentato come eroe dell’11 settembre e ci viene mostrato mentre con tuta ignifuga, casco, bombola e canna dell’acqua dei pompieri americani fende una parete di fuoco, sicuramente per mettere eroicamente in salvo due donne, quattro bambini e un gatto.

Posto che anche in questo caso mi sembra difficile immaginare la necessità di un deodorante che si attiva e riattiva (sicuramente il pompiere durante l’incendio ha altro a cui pensare e comunque il fumo copre qualsiasi odore, oltre a tutto indossa anche la maschera ad ossigeno) mi fa decisamente sganasciare l’accostamento tra uno dei mestieri più utili del mondo – quello del pompiere che almeno in Italia è decisamente sottopagato – e il mestiere forse più inutile – quello del calciatore che ovunque, anche in Italia, è strapagato. Veramente una grande idiozia, mi chiedo se esista qualche gonzo che sia cascato in questa trappola. Ma evidentemente sì visto che lo spot gira da un bel po’.

Non so chi sia il creativo inventore di questa roba ma il risultato è che evito accuratamente di comprare prodotti della marca ***.

Uhm…mi sa che con la vecchiaia mi sto inacidendo un po’.

Pubblicato 16 gennaio 2010 da euclide in Di tutto un po', Mai più senza, Mondo malato, Televisione

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Un po’ di veleno   8 comments

Se c’è una pubblicità che proprio non sopporto – beh, una delle tante – è quella nuova (per la verità ci assilla già da qualche mese) della Tim che ha come protagonista la coppia Belen – De Sica.

La coppia è decisamente male assortita con De Sica nel solito ruolo stereotipato del maschio italiano seduttore che è tipico dei suoi cine-panettoni natalizi e Belen che è…..che cosa è?

Ha iniziato con il poco credibile ruolo di professoressa di latino del figlio di De Sica – figuriamoci una insegnante di latino con l’accento spagnolo, almeno potevano farla insegnante di spagnolo, ma certo lo spagnolo si insegna poco nella scuola italiana e poi non si presterebbe alla frasetta sulla “perifrastica”…a proposito, le colleghe (vere) di latino mi hanno detto che da quando c’è quella pubblicità gli studenti chiedono con insistenza di studiare questa misteriosa “perifrastica”…potere della pubblicità – poi ha proseguito con un altrettanto incredibile ruolo da meccanico di auto insieme ad altre 2 o 3 stangone in mini-abito come lei – non ho mancato di prendere in giro le mie (vere) colleghe di latino chiedendo se anche loro aggiustano le auto e se nella facoltà di Lettere Classiche insegnano la meccanica – poi l’abbiamo incontrata in una galleria d’arte come espositrice di una scultura moderna – una prof. artista, in effetti ci sono ma ne conosco solo tra le insegnanti di arte e di filosofia (uno), non di latino – poi è apparsa come  pattinatrice capo di un gruppo di ragazze vestite di rosso e in cerca di un Babbo Natale (?!) – su questo non faccio commenti – e infine al ristorante in montagna con De Sica che dà probabilmente il peggio di sé con l’infelice battuta sull’impepata di cozze che con il desiderio espresso da Belen alla domanda “cosa vuol fare nel 2010” “voglio navigare” centra veramente, come si suol dire, con i cavoli a merenda .

Una tale varietà di ruoli, professioni e hobby che fa capire che gli autori non sanno più che cosa inventarsi per rendere Belen credibile.

Il tutto con il contorno di De Sica che almeno fino alla galleria d’arte la chiama professoressa –  quindi fino a questo momento è ancora il papà regolarmente sposato del povero allievo di Belen – e poi non si capisce bene che cosa faccia sempre intorno a questa donna. O meglio si capisce che ha intenzione di fare colpo su di lei con il chiaro intento di diventarne l’amante perché fino a che le faceva gli occhi dolci al colloquio a scuola passi – poteva essere un maldestro tentativo per ingraziarsi la prof – e alla galleria d’arte si sono chiaramente incontrati per caso ma la corsa in macchina è decisamente sospetta. La conferma si ha poi al pranzo al ristorante in montagna: chiaramente stanno facendo una romantica settimana bianca insieme. Altrimenti non ci sarebbe motivo per un pranzo a due professoressa-genitore dell’allievo, insomma se in montagna ci fossero anche il figlio di De Sica e la madre parteciperebbero anche loro al pranzo.

Cose da pazzi!! Ma gli autori se ne saranno accorti? Praticamente un caso di relazione extra-coniugale raccontata e favorita in diretta. Ma la Chiesa non dice niente? E le associazioni in difesa della famiglia che tanto ci spaccano i maroni sulle altre cose? Incredibile.

Ci tengo comunque a rilevare che non è che detesto la pubblicità perché immorale a causa della questione della relazione extra-coniugale – della quale non me ne importa una pippa -, la detesto perché mi stanno decisamente sulle palle nell’ordine:

a)      le pubblicità dei telefonini (tutte) che sono costruite ad hoc per fare colpo sui gonzi

b)      Belen – anche per la sua relazione con quel simpaticone di Corona

c)      De Sica quando fa il personaggio del cascamorto seduttore romanesco, anche perché guardandolo all’opera e osservando le reazioni compiaciute di Belen poi gli altri uomini si convincono che le donne non aspettano altro che gli ammiccamenti e i complimenti da strada tipici del personaggio.

Purtroppo il mio cellulare è Tim ma non ho voglia di cambiarlo per protesta dato che comunque non saprei che cosa scegliere tra le altre pubblicità di telefonini – anche se quella di Totti-Babbo Natale è abbastanza carina, a patto che non ci somministrino ancora la Ilary Blasi ricamatrice.

Pubblicato 1 gennaio 2010 da euclide in Di tutto un po', Mondo malato, Televisione

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Il cordoglio imposto   4 comments

Oggi a scuola ho trovato le bandiere a mezz’asta, normale visto che oggi è stato proclamato il lutto nazionale.

C’era anche la prevedibile circolare che avvertiva che “Per disposizione del governo alle ore 12,00 in tutte le scuole e in tutti gli uffici dovrà essere osservato un minuto di silenzio in onore delle vittime dell’attentato di Kabul. Il suono della campanella segnalerà l’inizio della celebrazione, la fine verrà sancita da un altro suono della campanella“.

Proprio così: “dovrà essere” non “potrà essere”.

Avrei preferito una cosa del tipo “In considerazione del profondo cordoglio suscitato dalla tragica morte dei 6 militari italiani, in concomitanza dei funerali solenni, a chi lo desideri è data facoltà di interrompere l’attività lavorativa o di studio (in fin dei conti è una “interruzione di pubblico servizio”) per osservare un minuto di silenzio in onore delle vittime.” Un gesto spontaneo mi sembra sempre meglio di una cosa imposta. E’ anche molto più sincero. Ma forse io sono senza cuore.

Verso le 11 si è sparsa la voce che una troupe del Tg5 sarebbe venuta per filmare il minuto di silenzio. Per rendere la cosa più significativa e sincera il docente avrebbe dovuto leggere una breve dichiarazione di cordoglio. Il testo della dichiarazione è stato fornito in fotocopia.

E’ stata scelta una classe quinta. Per fortuna non la mia, grazie al fatto che nella classe ci sono 4 studenti ancora minorenni e senza la liberatoria dei genitori i loro volti non possono essere mandati in onda.

Al tg delle 13 sono state mandate in onda le immagini, opportunamente inserite in un servizio sul dolore degli italiani dal pomposo titolo “l’Italia si inchina”. E’ una roba da pochi secondi: la telecamera sbircia attraverso la porta semiaperta e poi entra nell’aula inquadrando brevemente gli studenti, il preside e i docenti, silenziosi e in posa come si conviene. Per fortuna nel montaggio hanno eliminato le poche parole che il collega ha pronunciato (si era rifiutato categoricamente di leggere e/o recitare la dichiarazione)….erano immagini per il telegiornale ma sono state costruite e orchestrate come in un film…ma qualcuno crede ancora che ciò che si vede in televisione sia vero?

Pubblicato 21 settembre 2009 da euclide in Di tutto un po', Mondo malato, Televisione, Vita scolastica

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