Archivio per aprile 2008

La scuola è uno zoo?   23 comments

Io credo di no. Vogliono farla apparire così e per questo non esitano a far leva sui peggiori istinti degli studenti e sulle loro manie di emulazione e protagonismo.

A cosa mi riferisco?

Mi riferisco al servizio che ho visto ieri sera al telegiornale. Si parlava di un sito web denominato “scuolazoo” nel quale sono raccolti i pubblicati tutti i video che gli studenti realizzano con il telefonino. Il commento della giornalista avvalorava l’ipotesi dello zoo e a titolo esemplificativo del contenuto del sito sono stati mostrati due video, evidentemente ritenuti divertenti: nel primo si vedeva uno studente che incendiava la verifica scritta perchè valutata negativamente, nel secondo si vedeva uno studente che, mentre il supplente stava spiegando qualcosa alla lavagna, gli si è avvicinato e gli ha abbassato i pantaloni.

A questo punto mi sarei aspettata dalla giornalista una dura stigmatizzazione del commento sui comportamenti dei due studenti. Il gesto dei pantaloni in particolare non mi pare per nulla divertente, anzi è una gravissima mancanza di rispetto nei confronti dell’uomo che in quel momento era supplente e per questo è un gesto di grande maleducazione.

Invece niente. E come se non bastasse ecco l’immancabile “il gesto è stato compiuto in presenza dell’insegnante che naturalmente non ha mosso un dito“.  La colpa dei fatti è stata così fatta ricadere sull’insegnante, colpevole di non essere intervenuto.  

Perchè a quanto pare il ruolo di educatori è demandato in esclusiva ai docenti: così tutti gli altri se ne possono lavare le mani. Non importa se alla televisione, sui giornali e, ahimè, in famiglia vengono proposti e incoraggiati modelli ed atteggiamenti negativi, se gli studenti sono bestie è colpa dei docenti, non colpa mia o tua o sua.

E ancora. E’ stato intervistato  l’ideatore del sito che si è detto molto divertito della cosa e contento del successo ottenuto. Anche da lui nessuna stigmatizzazione dei contenuti dei video, anzi un invito a realizzare e poi filmare altre imprese simili a queste. Il motivo mi pare più che evidente, anche lui deve la sua fama e la sua celebrità alla persistenza di questi cattivi comportamenti.

Infatti nell’home page del sito c’è un invito e soprattutto un incoraggiamento a realizzare altre imprese simili a queste: “Scuolazoo è il sito che renderà celebri le vostre imprese scolastiche!”. Perchè è questo che fa gola. L’attimo di celebrità. Non fa nulla se la celebrità è negativa, basta apparire e magari trovare il modo di andare al GF, cosa che a quanto pare è la “massima” aspirazione degli studenti……ma sarà vero o è soltanto una cosa inventata per fare pubblicità alla trasmissione GF? 

E poi via con una nuova impresa dal titolo “Arrivare in ritardo al mattino e tirare giù la porta della classe non ha prezzo” . Evviva!!! applaudiamo il vandalo!!! Lui si che è un gran “figo”, le porte non le apre ma le rompe. Deve aver pensato la stessa cosa lo studente che ieri nella mia scuola è stato fermato mentre infieriva a pugni e calci sulla porta del bagno. Peccato che l’eroe non abbia rotto la porte della sua cameretta ma quella della classe. Nella scuola. Una proprietà di tutti, non sua. Spero che gliel’abbiano  fatta pagare a peso d’oro.

E poi, per finire, il banner: Basta studiare. E’ ora di copiare. Da oggi puoi copiare senza sgamare. Clicca qui per scoprire come. Perchè oggi studiare ed avere una istruzione non è più un valore. E’ invece diventato un segno distintivo la furbizia. Perchè stupirsene, i giornali non insegnavano a eludere i controlli degli autovelox? e in periodo di Esame di Stato (fine di Maggio e Giugno) gli inserti del Corriere della Sera (non il giornale che regalano sul metro) non sono pieni di interviste con attori, cantanti e altri idoli giovanili che spiegano come sono riusciti a passare l’esame di maturità senza avere studiato e copiando la prima, la seconda e la terza prova? ma perchè gli studenti dovrebbero prendere sul serio la scuola? ecchè, sono forse fessi?

Avventura all’ufficio postale   3 comments

Non vorrei essere cattiva perchè, davvero, detesto quelli che pensano di essere i soli a lavorare e non ci credo che gli altri non fanno niente. Ma oggi, dopo essere stata all’ufficio postale, mi viene voglia di ricredermi.

I fatti. Sono andata all’ufficio postale per pagare un bollettino di conto corrente e spedire una lettera con la posta prioritaria: sono entrata alle 14,10 e ne sono uscita alle 16,00!!!!  L’ufficio è abbastanza grande, è il centro di raccolta delle raccomandate non distribuite di mezza Milano. Per questo ci sono 20 sportelli e normalmente non ci si mette così tanto tempo. Ma oggi sì. Sarà colpa del ponte che ha privato l’ufficio di alcuni dipendenti? una epidemia li ha falcidiati? boh!! sicuramente c’è un problema nell’organizzazione.

Non è più la posta di una volta con uno sportello per ogni funzione (raccomandate, vaglia, conti correnti…) e delle interminabili code. Ora ogni sportello può svolgere più di una funzione e l’attesa non si fa più stando in piedi davanti allo sportello: ci sono i numerini e delle ottime e comode (?!) poltroncine da occupare in attesa della chiamata del tuo numero. Fantastico potremmo dire…peccato che il tutto funzioni in modo incomprensibile.

Innanzitutto i numerini: al distributore all’ingresso ci sono 4 pulsanti che vanno digitati secondo quello che si deve fare. Questi 4 pulsanti generano (chissà come)  numeri di 6 serie diverse: A, C, F, L, H, P. Quello che ho capito è che la serie C è per il pagamento dei bollettini di c/c, la serie P è quella per la spedizione di raccomandate e pacchi, la serie L è quella per il ritiro di pacchi e raccomandate. E le altre? la A probabilmente è quella per i titolari di conto corrente BancoPosta ma la F e la H mi risultano ignote. E’ anche del tutto incomprensibile il criterio secondo il quale i numeri vengono chiamati.

Arrivo alle 14,10 e prendo i miei numerini: P134 e C231. Non male, stavano servendo il P116 e il C218…….Illusa. Al P116 c’erano due rom che stavano spedendo un pacco: non so dove dovessero spedirlo, fatto sta’ che dopo 25 minuti erano ancora lì. In compenso la serie C si è arenata al numero 220. Per circa un’ora sono usciti numeri delle altre serie fino a che, alle ore 15,15, il direttore dell’ufficio è uscito tra noi che eravamo in attesa e ha detto “Chi ha bollettini di c/c da pagare venga con me che andiamo nell’altra sala ” . Momento di smarrimento e di stupore. Nessuno di noi ha capito perchè ci dovevamo spostare, perdendo di vista lo sportello “P”, visto che c’erano sportelli senza operatore anche in quella sala. Comunque lo abbiamo seguito nell’altra sala, quella della distribuzione delle raccomandate (serie L), nella quale una trentina di persone inferocite stavano aspettando la loro raccomandata davanti all’unico sportello aperto (sulle modalità di stampo medioevale con le quali vengono conservate le lettere non consegnate e sulla lenta procedura con la quale vengono consegnate al legittimo proprietario ci sarebbe da scrivere un altro romanzo). Naturalmente appena uno di noi si è avvicinato allo sportello chiedendo se poteva pagare il bollettino di conto corrente, c’è stata una insurrezione popolare, il malcapitato è stato mangiato e il direttore si è messo anche lui a distribuire le raccomandate. A questo punto sono tornata nell’altra sala dove, dopo circa 5 minuti, la serie C si è sbloccata. I numeri hanno iniziato a scorrere senza che nessuno si presentasse allo sportello (erano tutti nell’altra sala) e così, alle 15,25 ho potuto pagare il bollettino di c/c. Mezzo lavoro era fatto.

Rimaneva l’altra metà. I rom se ne erano andati. Il P117 e il P118, a giudicare dal tempo impiegato, devono aver spedito circa 200 raccomandate. Chiamano il P119. Nessuno si presenta allo sportello. Il P120 è già con il portafoglio in mano…cosa accade? l’impiegata si alza e se ne va (!). Avrà pensato che forse nessuno aveva la serie P? forse, visto che si è messa a chiacchierare e poi ad aiutare (senza essere chiamata!!!) l’impiegata dello sportello di fianco (che, per la cronaca, stava servendo un numero della serie H). Se non ci fosse stato il vetro divisorio probabilmente in quattro avremmo scavalcato il bancone per strozzarla con le nostre mani…ma c’era il vetro e abbiamo dovuto pazientare per altri 20 minuti fino a che non si è nuovamente seduta al suo posto. Dato che 12 dei numeri serie P che mi precedevano avevano rinunciato, la cosa è durata ancora poco e alle 16,00 me ne sono potuta andare.

Insomma è stata una esperienza che però in definitiva si è rivelata utile. Durante la lunga attesa ho infatti capito alcune cose:

  1. non aprirò mai un conto BancoPosta dopo aver visto un povero correntista che, non riuscendo a farsi capire attraverso lo spesso vetro divisorio, ha dovuto praticamente gridare, a beneficio di tutti i presenti, che voleva prelevare 2000 euro in contanti..alla faccia della sicurezza e della privacy
  2. i biglietti della serie H danno accesso ad un unico sportello evidentemente destinato ai correntisti di BancoPosta più meritevoli:  chi è in possesso di uno di questi preziosi numerini non fa praticamente coda e può fare tutte le operazioni (prelevamento, raccomandate, bollettini, pacchi ecc.) allo stesso sportello.

Non ho però capito come si fa ad avere il mitico numerino serie H.

Segnali di una brutta giornata   4 comments

Potrebbe essere una brutta giornata se….

…..ti svegli in un posto strano…..

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Pubblicato 28 aprile 2008 da euclide in Di tutto un po', Mondo malato, Vita in famiglia

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25 Aprile, W la Liberazione, W i Partigiani   10 comments

In risposta a chi ieri voleva impedire che Bella Ciao fosse cantata e suonata sulle piazze italiane e a chi dice che dobbiamo ringraziare solo gli americani se l’Italia è stata liberata dalla dittatura fascista e dall’occupazione nazista.

Pubblicato 26 aprile 2008 da euclide in Di tutto un po'

Sono solo promesse elettorali o diventeranno realtà?   13 comments

Oggi, sfogliando il settimanale Oggi, ho trovato un simpatico giochino che voglio riproporre.

Si parlava dell’esito delle elezioni e della netta vittoria della coalizione formata da PdL e Lega Nord, che, grazie all’esito delle votazioni, si trovano ad avere una maggioranza schiacciante sia alla Camera che al Senato e che sono quindi nella condizione migliore per realizzare il loro programma elettorale.

Ed ecco il gioco. Tra le molte parole e promesse fatte da Berlusconi in campagna elettorale sono state estrapolate le 20 idee più “forti” (i 20 “sogni” di Silvio): vediamo quali riuscirà a realizzare. Naturalmente speriamo proprio che alcune di queste cose non si realizzino mai,  😉  comunque mi impegno a tenere aggiornato l’elenco segnando anche l’eventuale data di realizzazione.

  1. L’Esecutivo sarà composto al massimo 60 componenti tra ministri, vice e sottosegretari
  2. Il primo Consiglio dei Ministri si terrà a Napoli
  3. Già dal primo Consiglio dei Ministri verrà abolita l’ICI sulla prima casa
  4. Il Premier trascorrerà un giorno alla settimana a Napoli fino a che non sarà risolto il problema dei rifiuti
  5. Ad ogni nuovo nato verrà versato un bonus di 1000 euro
  6. Le pensioni al di sotto dei 1000 euro al mese verranno adeguate al carovita
  7. Verranno date agevolazioni fiscali a chi pur potendo andare in pensione deciderà di rimanere al lavoro
  8. Gli straordinari e i premi di produttività verranno detassati
  9. Per ridurre i costi dello Stato verranno tagliati gli enti e le consulenze inutili
  10. Il numero dei componenti di Camera e Senato verrà ridotto
  11. L’IVA dovrà essere pagata solo dopo il reale incasso della fattura
  12. L’IRAP (Imposta regionale delle attività produttive) verrà ridotta
  13. La tassa per auto, moto e motorini verrà ridotta in modo graduale
  14. Verranno previste riduzioni delle tasse in relazione al numero dei figli
  15. Verrà introdotto il federalismo fiscale
  16. Verranno ridotti in modo drastico gli ingressi di clandestini nel nostro paese
  17. Le pene per i reati di violenza su donne e bambini verranno inasprite
  18. Verrà istituito l’agente di quartiere
  19. Verrà promossa una cordata italiana per l’acquisto di Alitalia
  20. Tra le grandi opere da realizzare verrà data la priorità a TAV, Pedemontana lombarda e veneta, Ponte sullo stretto di Messina

 

Pubblicato 25 aprile 2008 da euclide in Di tutto un po', Politica

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Scommettiamo?   9 comments

Dopo qualche giorno di assenza a causa di impegni di lavoro (sì, lavoriamo anche noi insegnanti 😉 ) mi riaffaccio per una breve notiziola che ho letto nel pomeriggio e che mi ha fatto sorridere in questo periodo di magra e di toto-ministri.

A proposito, il nome che si fa oggi per il Ministero della Pubblica Istruzione è Stefania Prestigiacomo. Non per essere cattiva, ma è l’ennesima incompetente (di fatti di scuola naturalmente) proposta per questo ruolo. Prima di lei sono stati infatti fatti i nomi di Calderoli (non è quello che portava i maiali a pisciare sui terreni destinati alla costruzione delle moschee?), Formigoni (il governatur con la g maiuscola), Bondi (sì, proprio lui, il giocondo portavoce di Berlusconi) e ora la Prestigiacomo che, almeno rispetto agli altri nomi, è di fresca e gradevole presenza.

A proposito di Formigoni, domani dovrò prendere in giro il mio collega che ha votato per il PdL proprio perchè c’era lui come capolista: “Perchè voglio che esporti a Roma un pò del modello di buon governo della Regione Lombardia“. Dopo l’elezione (più che prevista visto che era il capolista e che sarebbe risultato eletto anche se il PdL avesse preso 1 solo seggio) Berlusconi si è accorto che così deve lasciare la presidenza della Regione Lombardia e che sarebbe necessario tornare alle urne (che babbeo, se me l’avesse chiesto prima glielo avrei spiegato io). E così dietro front. Che vergogna, l’hanno usato per raccogliere voti e poi lo hanno scaricato….

Comunque veniamo alla notizia. Io non lo sapevo ma forse voi sì. Il principe Emanuele Filiberto di Savoia era tra i candidati alle ultime elezioni politiche. Era capolista del suo partito, “Valore e Futuro”, presente nella circoscrizione estera dell’Europa. Ha preso solo 4.457 voti, soprattutto in Svizzera, anche se poteva essere votato da tutti gli italiani residenti in Europa. Ma la chicca è una intervista da lui rilasciata al quotidiano Il Giornale nella quale dà la colpa dell’insuccesso al fatto che “Non sono mai stato invitato ai dibattiti televisivi in Italia e gli italiani all’estero si informano soprattutto con quelli“. Ma non si perde d’animo e “visto che in politica sono un volto nuovo, visto che il mio partito è nuovo e visto che ho avuto poco tempo per farmi conoscere, mi sembra già un buon risultato” e poi “Tra quindici-vent’anni il mio sarà il primo partito italiano“. Scommettiamo? 🙂

VANINI + T = VANTINI   11 comments

OK, chiedo scusa a tutti gli Andrea Vanini del mondo.

Mi sono proprio sbagliata (per la verità è Venividiwc che mi ha indotto all’errore 😉 ): l’autore dell’inno della campagna elettorale del Partito della Libertà, la canzone “Meno male che Silvio c’é”, non si chiama Andrea Vanini ma bensì Andrea VanTini.

Come forse ricorderete, il 16 febbraio scorso ho scritto un articolo su questa canzone. Tale articolo, la cosa è veramente incredibile, risulta il pezzo più letto di tutto il blog. Dalle statistiche infatti risulta che fino ad adesso ha ricevuto 1961 visite e che è riuscito a staccare di un bel pezzo l’articolo secondo classificato, Le ragazze di Playboy, fermo a 908 visite (anche questo è incredibile).

E’ proprio durante una di queste visite che uno degli Andrea Vanini del mondo mi ha segnalato l’errore. Inizialmente non gli ho creduto ma di fronte alla sua insistenza mi sono messa a fare ricerche scoprendo così la verità.

Ecco che cosa ho scoperto: Andrea Vantini è un giovane cantautore veneto di 38 anni. Secondo quanto pubblicato dal Corriere della sera, l’ispirazione per comporre questa canzone gli sarebbe venuta una sera del 2002 mentre guardava una puntata di Sciuscià di Michele Santoro (e infatti l’articolo inizia con la frase “Tutta colpa di Michele Santoro” 🙂 ). Per sei anni, fino al 14 febbraio scorso, la canzone non è riuscita a varcare il confine dell’ufficio di registrazione, poi è diventata l’inno della campagna elettorale del PdL. Sembra inoltre che il giovane Andrea si sia organizzato: per la felicità degli estimatori della canzone è in vendita on-line, per la modica cifra di 15 euro + spese di spedizione, un confezione contenente una T-short e il cd della canzone. L’articolo del Corriere prosegue con dei giudizi sulla canzone tra i quali segnalerei quello di Edoardo Sanguineti “Io mi auguro che Berlusconi lo adotti come inno ufficiale, sarebbe proprio un ottimo deterrente al voto”, al quale faccio i complimenti per la lungimiranza.

Vorrei però concludere citando un altro articolo che ho trovato oggi  sul Web. Si tratta di una gustosa recensione della canzone ed è stata scritta da un certo W_la_libertà sul sito http://www.DeBaser.it. Nella parte finale si legge: “Menomale che Silvio c’é è il grido disperato di un povero e giovane intelligente uomo, simbolo dell’Italia che lavora e che ama la Libertà, che decide di innovare il presente con una bella dose di Libertà. Libertà di rifarsi (anche esteticamente), Libertà di curarsi, Libertà di arricchire il prossimo, Libertà di non pagare le tasse in quanto ingiusto, Libertà di costruire palazzi senza autorizzazione, Libertà di corrompere…per questo e molto altro: Menomale che Silvio c’è e dormite tranquilli che Silvio c’é!“. E, ahimè, è proprio vero.