Si avvicina il giorno di Natale e tutti ci stiamo preparando a festeggiarlo insieme alle nostre famiglie perché, come si sa, “Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi”.
Ma la tradizione di festeggiare in famiglia sembra che sia l’unica cosa che ci accomuna: ognuno ha le sue usanze e abitudini e i suoi menù più o meno tipici. C’è che festeggia il 24 sera, chi il 25 a mezzogiorno, chi entrambi, chi il 25 sera, chi il 26. Addirittura c’è chi non lo festeggia proprio perché scambia i regali e festeggia a Santa Lucia o all’Epifania.
Insomma c’è di tutto e di più e così, visto che con il blog sono in contatto con gente di tutta l’Italia ho pensato di approfittare del blog per conoscere e scambiare abitudini e tradizioni.
La domanda a cui dovete rispondere, e spero che risponderete numerosi, è la seguente: come festeggiate il Natale?
La prima risposta è la mia: vi racconto come sarà il mio Natale.
Innanzitutto i regali si aprono rigorosamente la mattina del giorno 25 . Di solito mi sveglio presto e dispongo in salotto tutti i pacchetti che abbiamo ricevuto o che ho confezionato. Li metto ordinati per persona come se li avesse lasciati propri Babbo Natale e poi, quando vengono anche mia sorella e i miei nipoti iniziamo ad aprirli. Non uno alla volta mentre tutti guardano perché alcuni sono talmente lenti nell’apertura che gli altri si fanno venire il latte alle ginocchia dall’attesa. Si fa tutti assieme in una baraonda di carte e nastrini che è il vero regale di natale per la mia gatta Pallina.
Questa dei regali è l’unica tradizione che è rimasta immutata nel tempo perché in effetti il resto ha subito qualche variazione dovuta all’allargamento dei nuclei familiari e alla progressiva scomparsa di alcuni membri della famiglia. Ora facciamo così:
Il 24 non si fa niente, o meglio si cucina per il giorno dopo.
A mezzogiorno del 25 pranzo, a casa mia, con il nucleo ristretto della famiglia: solo noi e la famiglia di mia sorella. Una volta questo pranzo vedeva la partecipazione dei nonni e degli zii di mia mamma. Si faceva a casa mia mentre la sorella e il fratello di mia mamma pranzavano a casa dei rispettivi suoceri. Il menù era ed è rimasto a base di carne lessa. Ai bei tempi mia nonna preparava la gallina ripiena, ora invece ci limitiamo ad un lesso misto molto ricco (gallina, lingua, biancostato, coda, ossa varie) il cui scopo secondario è la preparazione del brodo per il pranzo della sera. Come contorno ci sono le verdure bollite nella preparazione, la mostarda e salsine varie. Frutta leggera, frutta secca. Niente panettone perché si deve stare leggeri per la sera.
Alla sera tutti i parenti reduci dai pranzi natalizi nelle “famiglie acquisite” convergono da noi. Siamo circa una ventina e, da quando ho traslocato in una casa piccola, la cena si fa da mia sorella. Il menù è particolare: il piatto forte sono gli antipasti dato che, ora che siamo tutti più vecchi, difficilmente si riesce ad andare oltre il primo piatto. Quindi antipasti vari e molto stuzzicanti: acciughe sott’olio (messe sotto prezzemolo qualche giorno prima), alici rizzoli, sardine, olive verdi e nere dolci o piccanti, paté d’oca, paté di tonno, paté di prosciutto, nervetti, insalata russa, insalata di tonno e carciofi, insalata di polipo, salami affettati, salmone, prosciutto crudo, patatine fritte, insalata di sedano ecc. Primo piatto a base di ravioli che sono serviti in brodo e/o al ragù e di zuppa di cipolle. Come secondo facciamo degli arrosti e delle verdure cotte, cose che si possono conservare facilmente e addirittura congelare visto che non si sa mai come andrà a finire: a volte si mangia tutto, altre volte nessuno vuol vedere i secondi piatti. Poi frutta fresca e secca, torroni e cose varie, panettone, pandoro e spumante. Il panettone deve essere rigorosamente tradizionale, niente schifezze ripiene di cremine. E deve essere cotto con dentro i canditi se no non è altrettanto buono. Tanto i canditi possono essere tolti nel momento in cui si mangia, come facciamo io e mio cugino tra gli sguardi di disapprovazione del resto del parentado.
A mezzogiorno del 26 pranzetto a base di avanzi a casa di mia sorella. Ci si deve mantenere leggeri in attesa della sera.
La sera del 26 tutti a casa di mia zia dove convergono anche alcuni dei parenti di suo marito. Altro pranzo il cui menù non è rigorosamente fisso nel tempo. Unici piatti sine qua non le lasagne al forno, il roastbeef e il panettone con la crema di mascarpone e cognac.
Queto è quello che facciamo noi secondo la tradizione milanese di festeggiare anche nel giorno di Santo Stefano. E voi che cosa fate?