L’angolo di Euclide

Di tutto un po’

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Genio della comunicazione

Pubblicato da euclide su 26 Gennaio 2009

Non c’è che dire. Lei sì che è al passo con i tempi e capace di dialogare con le giovani generazioni. Non è certo vetusta come noi, professori tristi e ingrigiti attaccati come delle piovre ai nostri miseri registrini, ai gessetti e alla lavagna.

Naturalmente mi riferisco alla nostra luminosissima ministra dell’Istruzione MeriStar Gelmini che con un “colpo giovanilista e a sorpresa” (Secolo XIX.it) ha comunicato le materie scelte per la seconda prova dell’Esame di Stato con un video su You Tube, sito  frequentato dai giovani che, notoriamente, non fanno altro per tutta la giornata.

Per rendere ancora più sensazionale lo scoop, il Decreto Ministeriale, datato 21 Gennaio 2009, è stato congelato per due giorni e reso pubblico solo nel primo pomeriggio del giorno 23, dopo che le agenzie di stampa avevano lanciato la notizia del video. Per fortuna che un collega che non compra giornali ma li legge su Internet mi ha avvisato della cosa. Io, vetusta insegnante abituata a reperire le notizie  e i testi di legge dai canali ufficiali, ne ero all’oscuro: sul sito del MIUR non c’era ancora traccia della notizia.

Comunque niente di nuovo: al liceo scientifico la seconda prova scritta sarà di matematica alla faccia di emmea che ha terrorizzato per mesi i compagni di classe paventando una seconda prova di latino (“il ministro ha un debole per il latino”). Può darsi che il debole ci sia davvero ma scegliendo latino si sarebbe rovesciata addosso una tale quantità di critiche da dover dare, probabilmente, le dimissioni.

Io ho ignorato il video fino ad oggi quando per curiosità sono andata a vederlo. Per la verità l’idea mi è venuta dopo aver letto l’articolo di Pupo su “Il giorno” di oggi (lettura che consiglio a tutti, per certa stampa 1 euro è un prezzo veramente troppo alto ma ogni tanto si trovano delle “perle” veramente rare). Sì proprio Pupo: quello che canta “Gelato al cioccolato” e che fino a qualche tempo fa presentava il gioco dei pacchi su Rai1. Ha una rubrica fissa dal titolo “Dolce e un po’ salato” (con chiedetemi la frequenza, certe cose le rimuovo automaticamente) e l’articolo di oggi si chiama “Maria Stella su You Tube. Da amare alla follia“. Il titolo riassume il contenuto dell’articolo leggendo il quale si può capire come una mossa come quella del canale su YouTube, per noi addetti ai lavori inutile, demagogica e propagandistica, sia vista  invece dalla gente comune come un segno di modernità, serietà e trasparenza.

Infatti Pupo scrive: “Mi sembra una persona sveglia, che prova a mettercela tutta per fare bene il suo lavoro. Io penso che i ragazzi, abituati a ministri-interlocutori assai meno attraenti della Gelmini, si sentano protagonisti di una strana avventura. Perché la Gelmini potrebbe essere la professoressa, o la maestra, ideale: severa al punto giusto, disponibile all’ascolto anche se spesso si ha l’impressione che abbia già deciso tutto (meno male che non è del tutto addormentato n.d.r), sorridente solo quel tanto che basta per far capire che non si ha a che fare con una lady di ferro ma con una donna vera.” e ancora “Si rivolge direttamente agli studenti, superando formalismi e lungaggini, e andando subito al dunque, a svelare le materie che i ragazzi aspettavano di leggere su qualche fredda comunicazione del ministero. (…) Poi, al termine della lettura e di una breve disgressione sull’eventualità di una terza prova (incompetente!! la terza prova esiste già, lei ne chiede la modifica con la scusa che i docenti non sono capaci di valutare in modo oggettivo, nuova offesa alla categoria n.d.r.), conclude “Ma su questo mi piacerebbe conoscere la vostra opinione”. Nessun filtro tra lei e il ragazzo al computer che la ascolta, soltanto la speranza, o l’illusione, di un dialogo che può proseguire. Di una cosa sono sicuro: se fossi uno studente sarei innamorato pazzo della Gelmini”.

Per fortuna i più di 1500 commentatori del video non la pensano come Pupo ed è abbastanza incredibile il numero di insulti presenti tra i commenti. Chissà se la ministra li legge.

Comunque non c’è niente da fare, Berlusconi e la sua allegra combricola sono dei geni della comunicazione e sanno come gettare fumo negli occhi della gente.

Lo prova la trovata di oggi  annunciata ai quattro venti dalla Gelmini e da Brunetta: dall’anno prossimo pagelle e voti su Internet e sms per avvertire i genitori delle assenze dei figli. E allora sì che la scuola italiana sarà finalmente moderna e al passo con i tempi. Ma fatemi il piacere….

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Dolce risveglio

Pubblicato da euclide su 2 Novembre 2008

L’inter ieri sera ha vinto e stamattina ho appreso la notizia secondo la quale Berlusconi, contrariamente a quanto detto spavaldamente solo quattro giorni fa, avrebbe deciso di sospendere, o meglio rallentare, l’attuazione della riforma Gelmini dell’Università. Il decreto già pronto sulla materia verrà tenuto nel cassetto ancora per un po’, in attesa che si calmino le acque.

La scusa è quella che non si vogliono agitare ulteriormente le acque ma il motivo vero è che lo sciopero compatto del mondo della scuola e la manifestazione del 30 Ottobre hanno fatto centro pieno spaventando soprattutto gli alleati del premier, Bossi in testa, preoccupati del calo di consensi del Governo e della provata impopolarità del provvedimento sul maestro unico. Alla faccia di chi diceva che lo sciopero e il corteo erano inutili visto che il decreto era già diventato legge.

In realtà c’è anche di più, per esempio i giovani universitari di AN, che hanno aderito allo sciopero del 30, si sono mossi chiedendo un incontro urgente con i parlamentari del PdL per discutere i contenuti della riforma e contestare lo strumento utilizzato per farla passare e cioè il decreto legge. Identica posizione è stata presa dagli esperti sull’istruzione di AN.

Solo gli universitari di FI difendono a spada tratta l’operato del governo e il giorno 30 davanti all’Università Statale di Milano 20 studenti hanno manifestato in favore della riforma: una cosa ridicola che però ha costretto i giornalisti a titolare “Due manifestazioni a Milano, una contro e una per la riforma Gelmini”.

Intanto sui contenuti del decreto sospeso filtrano alcune informazioni. Secondo alcune indiscrezioni, il progetto punterebbe:

  • a bloccare la “proliferazione” dei corsi,
  • a cancellare le sedi distaccate considerate in eccesso
  • a trasformare gli istituti in Fondazioni di diritto privato (il decreto 112 già contemplava la “possibilità” per i singoli di atenei di compiere questa scelta che diventerebbe invece obbligatoria, alla faccia di chi diceva che ci preoccupavamo per niente)

Inoltre  “sospensione” dei concorsi per i professori – quelli già banditi nel 2007 e nel 2008 – al fine di rendere effettivo il blocco del turn over.

Ragazzi, ora riposatevi un pochino e poi pronti a continuare la lotta.

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Oggi

Pubblicato da euclide su 30 Ottobre 2008

Già, proprio una bella giornata….

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30 Ottobre 2008

Pubblicato da euclide su 27 Ottobre 2008

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Chiedo venia, ovvero come ho fatto a sbagliarmi così tanto? Maledizione, sono sempre troppo ottimista.

Pubblicato da euclide su 26 Ottobre 2008

Stuzzicata da Emmea, sono andata a rileggermi gli articoli che avevo scritto nel mese di maggio, quando si è saputo il nome del nuovo ministro della istruzione e del sottosegretario.

Rileggendoli con il senno di poi mi è venuto un solo commento: mannaggia, dovevo aver bevuto.

 

Probabilmente ero sbronza quando ho scritto che come ministro dell’istruzione avrei preferito l’onorevole Valentina Aprea, visto il contenuto del disegno di legge che porta il suo nome e che è attualmente in discussione nella Commissione Cultura della Camera.

Per chi non ne fosse al corrente si tratta del Progetto di Legge 593 dal titolo “Norme per l’autogoverno delle istituzioni scolastiche e la libertà di scelta educativa delle famiglia, nonché per la riforma dello stato giuridico dei docenti” e che prevede alcune modifiche sostanziali rispetto all’esistente. Essa infatti contiene interventi sulla natura giuridica delle scuole (che possono diventare Fondazioni), sul loro finanziamento, sugli organismi di governo delle scuole (Consigli di Amministrazione sostituiranno i Consigli di Istituto), sullo stato giuridico dei docenti (che diventeranno liberi professionisti), sull’organizzazione del loro lavoro, delle carriere e della disciplina (argomenti che non saranno più oggetto di contrattazione sindacale collettiva ma verranno regolati a livello di legge), sui diritti sindacali (abolizione delle RSU), sul reclutamento dei docenti. Insomma una serie di contenuti veramente preoccupanti.

 

Per quanto riguarda la Gelmini ricordo che non volevo fare la prevenuta e così mi ero informata su di lei e alla fine avevo sospeso il giudizio chiudendo con “Basteranno queste sue doti per farne un buon ministro?”. Mi ero augurata di sì ma con il senno di poi devo dire che sono proprio le sue “doti organizzative e di coordinamento” e la sua “caparbietà” che ne fanno un pessimo ministro. Se le sono state indispensabili per mettere a posto le varie correnti di Forza Italia non sono adatte per un settore come quello della scuola. La scuola non è una azienda e non ha bisogno di una burocrate che proceda a testa bassa eseguendo gli ordini che le vengono impartiti senza ascoltare nessun altro. Se fosse competente in materia e conoscesse un minimo l’ambiente lo saprebbe, ora finalmente mi spiego perché hanno nominato ministro dell’istruzione una totale incompetente.

 

P.S.: mi accorgo di essere, da un po’ di tempo a questa parte, monotematica ma quello che sento e vedo è talmente preoccupante che non riesco a scherzare sul resto.

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Pazzo, un po’ rimbambito e ancora pericoloso

Pubblicato da euclide su 26 Ottobre 2008

Chissà in quanti saranno rimasti delusi sentendo Berlusconi smentire le dichiarazioni con le quali Mercoledì aveva auspicato l’uso della forza pubblica per soffocare le proteste di questi giorni.

Per pensarlo basta leggere alcuni quotidiani di Giovedì, e non solo quelli di parte o di proprietà della famiglia (La Padania , Il Giornale, Libero).

Per esempio su Il Giorno , c’era a pagina 5 una intervista con Francesco Cossiga, presidente emerito della Repubblica Italiana (uno dei tanti) nonché ministro dell’Interno negli anni settanta (allora lo chiamavano Kossiga con le due esse a forma di simbolo delle SS).

Ed è proprio ricordando questo suo ruolo che si permette di dare preziosi consigli all’attuale ministro Maroni.

Cito dall’articolo:

“(…) Quali fatti dovrebbero seguire?

Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno

Ossia?

In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito..

Gli universitari invece?

Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città

Dopo di che?

Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri.

Nel senso che…

Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano.

Anche i docenti?

Soprattutto i docenti

Presidente, il suo è un paradosso, no?

Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!

(…)”

 

Agghiacciante. Quando l’ho letto non ci volevo credere.

 

Eppure probabilmente in molti la pensano come lui. Per questo quando ho sentito dei disordini e dei tafferugli che ci sono stati a Milano mi sono arrabbiata e ho dato degli idioti agli studenti che avevano provocato gli agenti mettendosi automaticamente dalla parte del torto.

 

Mi raccomando, la protesta deve rimanere nell’ambito della legalità e deve essere assolutamente pacifica: non diamo loro alcuna occasione per fare leva sulla paura della gente.

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Pensare al futuro

Pubblicato da euclide su 25 Ottobre 2008

“Pensare agli altri

oltre che a se stessi,

al futuro oltre che al presente”

Questa frase di Vittorio Foa, uno dei grandi vecchi della sinistra italiana recentemente scomparso, è stata scelta come sfondo per il palco della manifestazione nazionale a Roma che si sta svolgendo in questo momento.

Mi sembra una ottima scelta e una esortazione quanto mai necessaria in questo momento di crisi in cui molti, anche io ne conosco purtroppo, vivono chiusi nel loro individualismo, preoccupati soltanto delle cose che li toccano in modo diretto.

Dobbiamo ricominciare a pensare anche agli altri, a quello che sta loro succedendo e alle conseguenze, presenti e future, di gesti e provvedimenti che in questo momento possono sembrare indispensabili e senza alternative ma che invece si possono evitare o almeno limitare.

La perdita di una manciata di posti di lavoro è una tragedia immane perché dietro ogni lavoratore, precario o no, c’è una famiglia che arranca per tirare avanti. E l’abolizione di una tassa può allietare e portare sollievo ma non dimentichiamoci che sarà un sollievo momentaneo perché le minori entrate fiscali di un comune costringeranno inevitabilmente quel comune a ridurre i servizi a disposizione della cittadinanza o ad aumentarne la tariffa.

Non posso non pensare alle dichiarazioni del presidente del consiglio o dei ministri in carica che continuano a stupirsi perché, per esempio, a protestare contro il DL Gelmini non ci sono solo i 2000 maestri elementari precari che perderanno il posto.

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Domande e risposte

Pubblicato da euclide su 17 Ottobre 2008

Dopo quello che mi è capitato ieri sono sempre più sconcertata e convinta di essere una aliena sbarcata per caso in questo mondo.

 

E stamattina non è andata molto meglio.

 

Nella rassegna stampa che ho visto in TV si è parlato dell’editoriale scritto dal direttore de Il Giornale, Mario Giordano, dal titolo “Dalla parte di chi lavora”.

In questo editoriale il direttore rivolge una serie di accorate domande a chi in questi giorni protesta. Per render l’idea del tono questo è l’incipit:  Ma che cosa urlate? Che cosa sfilate? Che cosa fate in corteo? Non vi rendete conto che ormai sconfinate nell’archeologia?”.

Ce n’è per tutti, noi docenti compresi e quindi ho pensato che sarebbe carino usare questo articolo del blog per chiarirgli un po’ le idee. Almeno per quanto mi riguarda.

 

Domande: “E voi, professori, perché difendete a spada tratta questa scuola che non funziona? Perché continuate a raccontare balle a voi stessi, così evidenti che nemmeno lo specchio vi crede?

 

Risposte: Caro direttore, Lei ha equivocato. Non è nostra intenzione difendere a spada tratta la scuola che non funziona, noi vogliamo difendere quella parte della scuola italiana, la scuola primaria, che è ritenuta tra le migliori 5 del mondo e che il decreto Gelmini vuole eliminare reintroducendo il maestro unico e eliminando il tempo pieno che è un modello pedagogico-didattico ricco ben diverso dal doposcuola – parcheggio per i bambini senza madre casalinga o tata – esistente ai miei tempi. Per quanto riguarda il resto della scuola italiana, piena di difetti come da Lei rilevato, riteniamo che i rimedi previsti dall’attuale governo siano molto peggio del male che devono curare: la diminuzione delle ore di lezione in ogni ordine di scuola, l’aumento del numero di alunni per classe, la riduzione delle ore in compresenza, l’accorpamento delle classi di concorso e il conseguente utilizzo di docenti per l’insegnamento di discipline che non sono le loro (ma naturalmente dopo un corso di formazione di 150/200 ore), il taglio dei docenti di sostegno, il taglio dei corsi per l’istruzione degli adulti, la riduzione dell’obbligo scolastico a 14 anni secondo noi non miglioreranno la qualità della scuola italiana ma la peggioreranno di un bel po’.

Infine, non è mia abitudine indugiare davanti allo specchio raccontandomi balle, io al mattino esco abbastanza presto di casa per andare a lavorare.

 

E più avanti:

 

Domande: “E voi, studenti universitari, perché vi ostinate con quei megafoni a richiamare folle che non ci sono? Perché difendete atenei che s’inventano corsi (37) frequentati da un solo studente? A chi giova la laurea in scienza e tecnologia del fitness o quella in aiuole fiorite? Perché non mettiamo fine a questi sprechi? Che cosa c’è da protestare?

 

Risposta: l’università l’ho terminata con successo molti anni fa ma mi sento di rispondere a loro nome. Non è loro intenzione difendere i corsi da lei citati, loro vogliono difendere l’università italiana dai tagli previsti nei finanziamenti (mezzo miliardo in tre anni) e dall’eliminazione del turn over che ridurrà notevolmente, in pochi anni, il numero dei docenti. Questo perché non vogliono correre il rischio che le Università Statali siano costrette a trasformarsi (come già previsto dalle legge 133/08) in Fondazioni con il conseguente aumento delle rette universitarie e la divisione, sul modello americano, in Università di serie A e di serie B in base alle disponibilità economiche degli studenti e alla possibile perdita del valore legale del titolo di studio.

 

 

Riguardo poi alla trasmissione TV su Canale 5 di stamattina durante la quale, rispondendo ad una specifica domanda del giornalista, il ministro Gelmini ha affermato di non comprendere i motivi della protesta di docenti e studenti della scuola superiore e universitari visto che il decreto che porta il suo nome non riguarda questi ordini di scuola, mi sento di dire alcune cose:

 

a) Credo che il compito di qualsiasi giornalista degno di questo nome sia quello di informare correttamente il pubblico e pertanto penso che il giornalista avrebbe fatto meglio a porre la sua domanda a chi protesta e non all’oggetto della protesta.

 

b) Non condivido l’opinione del ministro secondo la quale ognuno dovrebbe preoccuparsi solo del suo orticello: io non perderò certo il mio posto di lavoro ma sono ugualmente preoccupata per i danni che lei e i suoi colleghi di governo stanno provocando alla scuola italiana

 

c) Se il ministro ancora non ha capito il motivo delle proteste, non ci resta che farle un disegnino.  

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La nuova scuola

Pubblicato da euclide su 4 Ottobre 2008

L’altra sera al Telegiornale ho sentito Berlusconi dire che non è vero che licenzieranno 80.000 docenti e 40.000 membri del personale ATA in 3 anni e che questa è una notizia falsa diffusa in modo tendenzioso dall’opposizione.

Ha ragione.

Innanzitutto, come si legge a pag.14 dello “Schema di piano programmatico del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, di cui all’art. 64 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133″ gli obiettivi attesi e indicati nella relazione tecnica di accompagnamento al decreto legge 112/2008, convertito dalla legge 133/2008 si quantificano nella riduzione di 87.341 docenti e di 44.500 ATA in 3 anni.

Poi tale riduzione non verrà operata licenziando il personale assunto, come me, a tempo indeterminato ma semplicemente riducendo il bisogno di personale assunto a tempo determinato, i cosiddetti “precari.

Le idee su come fare sono molto chiare e altrettanto chiaramente esposte nelle tabelle 1, 2 e 3 delle pagine 14 e 15 e di seguito sintetizzate

Aree di intervento

Stima riduzioni a.s. 2009/10

Stima riduzioni a.s. 2010/11

Stima riduzioni a.s. 2011/12

a) Innalzamento del rapporto alunni/ classe

6000

3400

3400

b) Determinazione organico scuola primaria con il solo orario obbligatorio

10000

4000

 

c) Riduzione insegnanti specialisti lingua inglese scuola primaria

4000

3900

3300

d) Determinazione organico scuola I grado con il solo orario obbligatorio

10300

10600

6000

e) Eliminazione clausola salvaguardia titolarità nella riconduzione delle cattedre a 18 ore di insegnamento

2000

 

 

f) Riconduzione di tutte le cattedre a 18 ore di insegnamento

5000

 

 

g) Revisione dei curricoli istitutivi II grado

3300

3700

7000

h) Razionalizzazione dell’organico dei corsi serali e dei corsi per l’istruzione degli adulti

1500

 

 

TOTALE

42100

25600

19700

 Ecco che cosa significa:

Punto a:  Il rapporto alunni/classe si eleverà di uno 0,40 in tre anni e sarà riferito ai livelli massimi di alunni per classe attualmente vigenti per i vari gradi di istruzione. Attualmente le classi iniziali dei vari cicli (I superiore e III superiore) devono avere non meno di 25 alunni e un massimo di 30, tali numeri verranno presumibilmente aumentati.

 Punto b: Come previsto dal DL137 del 1/9/08 verrà privilegiata l’attivazione di classi affidate ad un maestro unico e funzionanti con un orario di 24 ore settimanali. Nel caso che le famiglie lo chiedano e che la dotazione organica delle scuole lo consenta  sarà possibile attivare classi con orario di 27 o 30 ore settimanali ma affidate comunque ad un maestro unico. Quindi potranno attivare classi di 27 o 30 ore solo le scuole in grado di coprire tale orario utilizzando solamente personale assunto a tempo indeterminato.

Punto c: L’insegnamento dell’inglese verrà affidato a maestri già assunti a tempo indeterminato ai quali verrà data una formazione linguistica obbligatoria della durata di 150/200 ore. A questo proposito è bene segnalare che i maestri assunti a tempo determinato quest’anno sono stati invitati molto caldamente a barrare la casellina nella quale davano la propria disponibilità a frequentare questi corsi.

Punto d: L’orario obbligatorio di insegnamento della scuola secondaria di I grado (la scuola media) verrà ridotto a 29 ore settimanali (invece delle 32 attuali) e l’orario delle classi a tempo prolungato verrà ridotto a 36 ore con conseguente adattamento del quadro orario. Cioè verranno tolte 3 ore di lezione: non si sa ancora di quali materie e con che criterio verrà operata la scelta. La risposta entro Dicembre.

Contemporaneamente si provvederà a rivedere le classi di abilitazione e la composizione delle cattedre “al fine di superare l’esistente frammentazione degli insegnamenti”. Ho sentito dire che c’è l’intenzione di affidare l’insegnamento delle “Applicazioni tecniche” (oggi si chiama tecnologia) all’insegnante di “Matematica e scienze”, spero che non sia vero. Il tutto entro Dicembre perché le modifiche dovranno entrare in vigore, per le prime classi, già dall’anno scolastico 2009/10.

Punti e, f: E’ bene specificare che l’orario di lavoro dei docenti delle scuole secondarie di I e II grado è di 18 ore settimanali ma non sempre sono 18 ore di lavoro in classe.

Per esempio al liceo scientifico un insegnante di matematica e fisica ha 5 ore (3+2) di lezione in terza e 6 ore (3+3) in quarta e quinta. Il decreto istitutivo originario della cattedra di matematica e fisica, fatto in modo da salvaguardare la continuità didattica e affidare l’insegnamento della matematica e della fisica allo stesso docente, prevedeva un docente per ogni corso e quindi una cattedra di 17 ore (in classe) + 1 ora (a disposizione della scuola). Discorso analogo per la lingua inglese (un docente per ogni corso per un totale di 3+4+3+3+4=17 ore + 1), le lettere (cattedre da 14+4, 15+3, 17+1, 18 ore secondo le classi e le materie affidate al docente), la storia e la filosofia (4+5+6=15 ore +3): in tutti i casi le cattedre erano strutturate per garantire l’accorpamento degli insegnamenti, più valido didatticamente rispetto all’insegnamento separato, e la continuità didattica.

Da qualche anno a questa parte, a colpi di Leggi Finanziarie, quasi tutte le cattedre sono state ricondotte a 18 ore, diventando un vero e proprio spezzatino o, meglio “una notevole frammentazione degli insegnamenti”. Le cattedre di inglese in particolare sono fatte con la calcolatrice con gravi danni nell’insegnamento della materia. Nella mia scuola si sono salvate solo le cattedre di lettere: facendo il calcolo a 18 ore si perdono 2 cattedre intere più una manciata di ore e quindi 3 cattedre. Se aboliscono la clausola di salvaguardia di titolarità, i 3 docenti saranno obbligati a chiedere il trasferimento ad altra scuola o verranno trasferiti d’ufficio e mandati a coprire posti vacanti in altre scuole con conseguente risparmio dato che così si eviterà di assumere a tempo determinato altri 3 docenti.

Punto g: E’ uno degli argomenti dei quali si parla meno e allo stesso tempo uno dei più pericolosi perché per revisione dei curricoli istitutivi II grado si intende sostituzione degli ordinamenti attuali con quelli indicati nel Decreto Legislativo 226 del 17 Ottobre 2005, che non sono altri che quelli della RIFORMA MORATTI, la cui entrata in vigore era stata sospesa dall’ultimo Governo Prodi.

Dal 1/9/2009 invece la scuola superiore diventerà progressivamente quella voluta dall’ex Ministro Moratti con il suo doppio canale: il sistema dei Licei e quello dell’Istruzione Professionale affidato alle Regioni.

In realtà non sarà proprio quello perché anche in questo caso si lavorerà di forbice per ridurre le ore di lezione e quindi sarà ancora più pasticciato.

Tra le modifiche già annunciate ci sarà la riduzione drastica delle ore in compresenza con evidente risparmio di docenti tecnico-pratici.

Punto h: I corsi verranno riorganizzati riducendo il numero delle materie di insegnamento e la loro autorizzazione verrà condizionata dal monitoraggio degli esiti finali.

Perdonate la lunghezza dell’articolo ma le cose da dire sono veramente tante (e non ho ancora finito)

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Ieri come oggi

Pubblicato da euclide su 1 Ottobre 2008

Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro.

La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perché non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libertà, cioè nella scuola di partito.

Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si può fare in due modi. Uno è quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahimè. Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne ricordi più. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo. Tutte le scuole diventano scuole di Stato: la scuola privata non è più permessa, ma lo Stato diventa un partito e quindi tutte le scuole sono scuole di Stato, ma per questo sono anche scuole di partito.

Ma c’è un’altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola di partito o di setta. Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido, come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono pericolosissime.

Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio.

Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private.

Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina.

L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico

 

Questo testo è tratto dal discorso che Piero Calamandrei a pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l’11 febbraio 1950. E’ stato quindi pronunciato 58 anni fa.

E’ sconcertante notare quanto sia ancora attuale in questo momento in cui è in atto la smobilitazione della scuola statale. Perché i tagli e i provvedimenti annunciati riguardano solo la scuola statale: i finanziamenti per le scuole paritarie sono rimasti immutati.

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