L’angolo di Euclide

Di tutto un pò

Archivio per il 'Vita scolastica' Categoria


C’era una volta il tabellone dei voti (sottotitolo: delirio post-esame)

Pubblicato da euclide su 2 Luglio 2008

Rieccomi dopo una pausa di qualche giorno. Scusatemi, ma in questi giorni sono stata piuttosto occupata con le prove orali dei miei “ragazzi”. Invidio Vitadaprof che, essendo presidente di commissione in una scuola che non è la sua, può raccontare gli episodi, a volte divertenti a volte drammatici, che avvengono durente gli esami. Io non lo posso fare, troppi occhi interessati leggono queste pagine.

Gli esami sono finiti come pure le levatacce mattutine, le sudate per l’afa, la noia che ti prende durante le interminabili prove scritte e orali ecc.

A proposito dell’afa, è incredibile, ma quando racconto di quanto faceva caldo invariabilmente il mio interlocutore mi chiede “Ma perché, a scuola non avete l’aria condizionata?“…ma quando mai? sembra che non siano mai entrati in una scuola… Già perché la nostra è abbastanza ben tenuta, anche per la buona volontà del personale che si occupa della piccola manutenzione e della pulizia, ma mi è capitato di andare in scuole, anche prestigiose, di Milano e provincia e rimanere sconcertata di fronte allo stato della struttura, che spesso è vecchia e inadatta all’uso, perché in realtà nata per essere adibita ad altri scopi, e trasandata. Altro che aria condizionata…in un liceo dell’hinterland milanese le pareti dei corridoi e delle classi erano ancora imbrattate, tra le altre cose, di scritte con vernice spray risalenti ad almeno 5 anni prima. In alcuni casi mi chiedo come possiamo insegnare agli studenti il rispetto degli edifici scolastici e degli arredi se li costringiamo a stare in posti ridotti in quel modo. 

Tornando all’afa comunque quest’anno siamo stati fortunati se pensiamo che il giorno della riunione preliminare, il 16 giugno, c’erano 13 gradi. Ci siamo letteralmente congelati e poi, in una settimana, la colonnina di mercurio è salita di almeno 20 gradi. Roba da sentirsi male.

Per fortuna il tutto è finito, ora si attende solo la pubblicazione dei risultati finali che quest’anno presenta delle novità a proposito delle quali ci chiediamo chi sia il genio che le ha pensate.

Innanzitutto i risultati devono essere esposti al termine degli esami delle due classi quindi abbiamo finito il giorno 1 ma i risultati verranno esposti il giorno 7. Poi da quest’anno sul tabellone esposto all’albo non compariranno più i voti finali ma solo la dicitura “Esito positivo” o “Esito negativo”. In caso di 100 e lode si dovrà scrivere “Esito positivo con lode”. Quindi gli studenti per sapere il voto dovranno fare una richiesta scritta alla segreteria e allora riceveranno un foglio con scritta la valutazione finale (naturalmente la comunicazione del voto è strettamente personale e quindi Paolino non potrà conoscere la valutazione di Elena). Oppure per sapere il voto dovranno aspettare il diploma che arriverà probabilmente ad Aprile prossimo. La cosa curiosa è che questa faccenda del foglio con il voto da ritirare in segreteria inizialmente non era prevista dall’Ordinanza Ministeriale, poi forse a qualcuno è venuto in mente che lo studente di solito vuole sapere il voto che ha preso e si è studiato questo escamotage del foglio in segreteria.

Dicono che il tutto sia dovuto alla legge sulla privacy ma se è così accadono cose un po’ strane. Per esempio alla fine dell’anno scolastico i voti degli esaminandi non comparivano sui tabelloni che riportavano solo il credito, e questo perché, come dice la normativa, “essi rilevano unicamente ai fini dell’attribuzione del credito scolastico”. OK, ma poi dopo le prove scritte il punteggio complessivo delle prove è stato reso pubblico e leggibile da tutti: perchè non scrivere anche qui “presente alle 3 prove” e mandarlo in segreteria? in questo caso la privacy non vale più? e poi a questo punto l’unico numero che manca per costruire il voto finale è il voto dell’orale, al quale peraltro tutti possono assistere essendo pubblico. E’ questo che si vuole mantenere segreto? boh!! questa cosa non l’ho proprio capita, se qualcuno è in grado per favore me la spieghi.

Che bei tempi quando ci si trovava tutti davanti al tabellone finale e si facevano i giusti e sacrosanti confronti con i compagni. E non c’era il rischio di incontrare i commissari dell’esame dato che, come recitava la normativa di allora, ”il tabellone finale va esposto non prima di un’ora dopo che l’ultimo membro della commissione abbia lasciato la città”.

Pubblicato su Di tutto un po', Mondo malato, Vita scolastica | Contrassegnato da tag: , , , , | 12 Commenti »

Il Rito

Pubblicato da euclide su 21 Giugno 2008

“Alle ore 8,** intervengono il delegato del dirigente scolastico prof.ssa $$$. Il presidente della commissione, prof.ssa ###  alla presenza dei proff. %%%, §§§, componenti la Commissione e dei candidati XXX e YYY chiamati ad attestare le regolarità delle operazioni, fatta costatare la perfetta integrità del plico contenente le tracce ministeriali, dopo averlo aperto, subito restituisce intatta alla prof.ssa $$$ la busta  destinata alla prova scritta del giorno successivo.

Il delegato del dirigente scolastico esce dai locali della prova e il presidente, alla presenza dei predetti commissari e candidati, fatta costatare la perfetta integrità della busta contenente le tracce proposte per la prima prova scritta, la apre tagliandone l’estremità con le forbici, estrae i fogli con le tracce, e le consegna al prof. %%% il quale procede alla fotocopiatura  delle stesse che vengono poi consegnate ai candidati.

Il presidente, dopo aver ricordato ai candidati le norme vigenti che regolano lo svolgimento delle prove scritte e che è consentito soltanto l’uso del dizionario di italiano non enciclopedico, comunica che, essendo le ore 8,**, il termine utile per la presentazione degli elaborati scade alle ore 14,**.”

Anche quest’anno, come tutti gli anni, in tutte le scuole superiori d’Italia, tra le ore 8,00 e le ore 9,00 di Giovedì 18 e Venerdì 19 si è consumato il rito descritto sopra: il rito dell’apertura delle buste ministeriali contenenti i testi delle prime due prove scritte dell’esame di stato. Un rito sempre uguale e compiuto con una certa solennità in presenza degli emozionati e trepidanti candidati.

Del contenuto delle buste e degli errori nei testi ormai si sa tutto. La poesia di Montale dedicata al ballerino russo, la Costituzione, gli sms… e poi la seconda prova di greco, di matematica, di lingue ecc.

Dei temi non parlo se non per dire che a me sono sembrati più interessanti e fattibili di quelli dell’anno scorso e che i miei studenti hanno scelto in maggioranza quello di Montale.

Della prova di matematica del PNI, quest’anno eccezionalmente priva di errori e quindi controcorrente rispetto al resto e agli anni scorsi, che dire? Era proprio facilotta. Almeno cinque quesiti e tre punti e mezzo (su quattro) di uno dei problemi erano a dir poco regalati. Naturalmente per apprezzare il regalo era necessario essere studenti normalmente studiosi, cioè in grado di calcolare in modo corretto il volume del cono e della sfera, di applicare simmetrie elementari alle curve, di calcolare combinazioni semplici, di tracciare i diagrammi di funzioni elementari, di derivare e integrare senza errori funzioni elementari. E questo non è da tutti.

Tra i quesiti da segnalare l’ennesimo riferimento alla “sezione aurea del raggio“, vecchia roba di storia della matematica di cui forse parla qualche docente del biennio, e il quesito sulla probabilità del continuo, che non è definita in nessuno dei libri di testo di calcolo della probabilità attualmente in commercio.

Ma la cosa più incredibile è la richiesta di calcolare in gradi e minuti la misura di alcuni angoli: una roba da geometri (nel senso dei periti), solo loro usano ancora (forse) i minuti e i secondi. In analisi matematica si usano i radianti o, caso mai, i gradi sessagesimali ma nella scrittura decimale. E sui libri che usano i nostri studenti ormai la regola di conversione in minuti e secondi è sparita da tempo: per risolvere il quesito ho dovuto riesumare delle vecchie tavole logaritmiche. Per fortuna non butto via niente.

Ma perché mi stupisco, è dal quesito di maturità di tre anni fa che parlando di misura degli angoli, oltre ai radianti e ai gradi sessagesimali spiego anche i gradi centesimali (spariti dai libri di testo almeno vent’anni fa) e dopo il quesito dell’anno scorso spiego ai miei studenti anche la probabilità del continuo (e questo per i miei studenti era uno dei quesiti regalati). :-)

Forse è meglio che l’anno prossimo ricominci a spiegare come si calcolano i logaritmi usando le tavole (in effetti è ancora nel programma ministeriale del liceo scientifico tradizionale): caratteristica e mantissa…che bello!!

Curiosità. La sigla PNI sta per Piano Nazionale Informatica, ed è il nome di un tipo di sperimentazione del Liceo Scientifico. Niente di recente, sono almeno 20 anni che si fa. Beh, da quest’anno in calce alla prova la dizione è cambiata e, a quanto pare, il tutto è diventato Piano Internazionale Informatica, cioè PII. Che sia l’effetto delle famose tre “I”?

Pubblicato su Di tutto un po', Vita scolastica | Contrassegnato da tag: , , , | 7 Commenti »

Rieccomi

Pubblicato da euclide su 7 Giugno 2008

Finalmente la scuola è finita. Naturalmente è finita solo la la parte relativa al lavoro didattico in classe dato che ora ci aspettano gli scrutini della settimana prossima e poi, dal 16 giugno, l’esame di stato (e quest’anno sono commissaria interna).

L’ultima settimana è trascorsa nelle attività solite del periodo: finali dei tornei sportivi con relative premiazioni, consegna dei compiti delle vacanze e degli esercizi supplementari per chi sarà promosso con il debito, ripasso (o tentativo di ripasso dato che le loro menti sono ormai annebbiate dal panico pre-esame) del programma svolto con gli studenti di quinta, spiegazione degli ultimi argomenti con quelli delle altre classi (tempo buttato, tanto, nonostante le minacce di verifiche nei primi giorni di scuola dell’anno prossimo non ascoltano), lettura e firma dei programmi svolti.

E poi stesura/stampa/fotocopiatura/raccolta-delle-firme delle relazioni per le varie attività svolte nel corso dell’anno: giochi matematici vari, corsi di aggiornamento, coordinamento di materia, coordinamento del consiglio di classe……tutto nella modulistica e nella forma corretta dato che abbiamo “la qualità”.

Insomma, una fatica ma è sempre meglio di quello che hanno fatto alcuni colleghi che viaggiavano per la scuola con un codazzo di studenti che imploravano un’ultima interrogazione. A me non capita. Innanzitutto perché arrivo alla fine di maggio con un numero molto alto di voti pro capite (nella classe quarta ho 9 voti a testa, 10 nella terza) e quindi con situazioni molto ben definite. E poi perchè pongo un limite temporale e, come sono solita dire, chiudo le ostilità prima dell’ultima settimana di scuola. Non è cattiveria, lo faccio per il loro bene: le interrogazioni dell’ultima settimana di scuola sono sempre un disastro e molti di loro rischierebbero di peggiorare la loro situazione.  Ma ho visto quello che è successo. Per esempio ho assistito al colloquio tra una docente e uno studente che avendo i voti 6+, 6, 6+ chiedeva una interrogazione fuori ora l’ultimo giorno di scuola perché “io voglio il 7 in pagella”. Ho consolato una ragazza scoppiata in lacrime quando si è resa conto che il 6 ottenuto nell’interrogazione relativa all’ultima parte del programma non era sufficiente a sanare una situazione a base di 3, 4 e 5 nel corso di tutto l’anno.  Insomma una pena.

E se gli studenti sono in ansia per il risultato finale non è che i docenti siano meno ansiosi. In settimana abbiamo avuto un momento di panico e delirio collettivo per l’attesa della sentenza del Consiglio di Stato sui debiti formativi. Si prefiguravano gli scenari più incredibili compresa la sanatoria universale di tutti i debiti formativi passati, presenti e futuri (non erano solo gli studenti a prevederla) e il panico era amplificato dalle notizie diffuse dalle agenzie di stampa. Invece il Consiglio di Stato non ha modificato nulla, si svolgerà tutto come avevamo programmato nel Dicembre scorso: corsi di recupero entro il 15 luglio e prove di verifica nei primi 5 giorni di Settembre, prima dell’inizio delle lezioni. Questo perché il Ministro Gelmini ha emanato una nota (Nota 4 Giugno 200 8) nella quale si ribadisce l’autonomia delle scuole nell’organizzazione di queste attività. Una prova di buon senso dovuta anche al fatto che non si può ragionevolmente stravolgere all’ultimo momento dei programmi sui quali tutti noi, ma soprattutto gli studenti, abbiamo basato il nostro lavoro. Una considerazione al riguardo. Meno male che il ministro sa leggere i decreti meglio di tutti i giornalisti italiani: non c’è stata una, e dico una, agenzia di informazione che abbia riportato correttamente la notizia. Ovunque abbiamo sentito dire che “Anche secondo il ministro Gelmini le verifiche devono essere concluse tassativamente entro il 31 Agosto e quindi nessuna prova si potrà svolgere a Settembre“. Peccato che la norma e la nota invece recitino in modo inequivocabile che “nel rispetto della programmazione già definita da parte delle singole istituzioni scolastiche, si precisa che entrambe le disposizioni richiamate prevedono che “di norma” i suddetti interventi e le conseguenti verifiche si concludano, salva ovviamente la possibilità da parte delle scuole di anticipare tale data, entro il 31 agosto. Eventuali proroghe, motivate da particolari esigenze organizzative, saranno adeguatamente valutate anche in relazione alle implicazioni correlate all’avvio del nuovo anno scolastico. Le iniziative di recupero e la loro valutazione dovranno, comunque, concludersi entro la data di inizio delle lezioni.”  Sono veramente stufa della cattiva informazione che ci viene, ormai da anni e continuamente, propinata.

Per finire un’altra notizia strombazzata in settimana: l’offensiva del Ministro Brunetta contro i fannulloni della pubblica amministrazione. Perbacco, il piccoletto ha grinta e sembra che abbia intenzione di oscurare con il suo operato tutti gli altri ministri. Io non ho nulla contro i bassi di statura (sono alta 1,60) ma ho fatto una ricerca su Internet e non sono riuscita a trovare da nessuna parte la misura della sua altezza. Ho trovato solo articoli che parlavano della sua “alta statura politica” e qualche appello alla ricerca di una foto che lo ritragga insieme a Berlusconi….ah, anche dell’ironia sulla statura dell’ex deputato di Rifondazione Comunista Giordano. Come dire che non si può parlare della altezza di Brunetta perché anche tra quelli di sinistra ci sono persone basse. Cose da matti.

Pubblicato su Di tutto un po', Mondo malato, Politica, Televisione, Vita scolastica | Contrassegnato da tag: , , , , , | 6 Commenti »

Quello che non devi sapere per non rimanere incinta

Pubblicato da euclide su 31 Maggio 2008

Ieri a scuola è stata una giornatona: sono infatti arrivate due interessanti e utili pubblicazioni per gli studenti.

Una è l’immancabile edizione 2008 della “Guida all’esame di Stato” del Corriere della sera, l’altro è un simpatico opuscoletto dal titolo “Sesso senza sorprese, tutto quello che non devi sapere per non rimanere incinta”.

Della guida all’esame di stato e degli utili suggerimenti ivi contenuti parlerò in un secondo momento, ora voglio invece soffermarmi sull’opuscolo sul sesso: prodotto a cura della SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia) per promuovere il programma “Scegli tu” (sito web www.sceglitu.it) è una divertente raccolta delle più incredibili stupidaggini riguardanti il sesso e la contraccezione che si siano mai sentite ma che evidentemente fanno parte delle credenze popolari. Tali sciocchezze, definite bufale e accompagnate da spassosi disegnini, vengono poi commentate e confutate nelle pagine successive.

Ecco le bufale:

  1. Per evitare di rimanere incinta bisogna lavarsi con la coca cola o il limone dopo un rapporto sessuale (n.d.r ecco un uso alternativo della famosa bibita che non conoscevo)
  2. Si può rimanere incinta con un bacio
  3. Se prima di un rapporto bevi tre whisky non puoi mettere incinta la ragazza
  4. Non si può rimanere incinta se il rapporto dura meno di un minuto
  5. La prima volta è impossibile rimanere incinta
  6. Non si può rimanere incinta facendo l’amore in piedi
  7. Non si può rimanere incinta facendo l’amore in acqua
  8. Se fai l’amore di giorno non rimani incinta perché lo sperma ai ragazzi esce solo di notte
  9. Se fai sesso con un uomo che da ragazzo si è masturbato molto non rimani incinta perchè ha già consumato tutti gli spermatozoi
  10. Una donna non può rimanere incinta se durante il rapporto non raggiunge l’orgasmo

Al di là del divertimento che si prova nella lettura (la numero 9 secondo me è la migliore) la cosa fa molto riflettere perchè mi sembra incredibile che dei ragazzi intelligenti come (quasi tutti) i nostri studenti possano credere a cose del genere. E mi chiedo anche come - e grazie a chi - certe scemate possano ancora circolare.

Pubblicato su Di tutto un po', Mondo malato, Post di utilità sociale, Vita scolastica | Contrassegnato da tag: , , | 8 Commenti »

Fine anno

Pubblicato da euclide su 28 Maggio 2008

Alla fine dell’anno scolastico la vita di noi insegnanti si fa particolarmente grama. Le mattinate a scuola le trascorriamo ascoltando brutte interrogazioni e il pomeriggio lo passiamo a casa correggendo brutti compiti. Le ultime due settimane sono state così con in più, tanto per gradire, un Collegio Docenti e altre amenità che non sto ad elencare. Non vedo l’ora di chiudere le ostilità con gli studenti perché, non c’è niente da fare, a questo punto dell’anno gli studenti che hanno sempre studiato sono cotti e infilzano fesserie una via l’altra. Per quanto riguarda gli altri, o hanno completamente (e a ragion veduta) gettato la spugna o ti rincorrono per farsi interrogare nel vano tentativo di migliorare la loro situazione. Il risultato sono interrogazioni che potrebbero anche risultare discrete a patto che ci si accontenti di ascoltare una esposizione (a volte anche pregevole) riguardante solo l’ultimissima parte del programma e che si rinunci ad interloquire e a chiedere spiegazioni o approfondimenti o riferimenti ad argomenti precedenti. Se si interviene è la fine.

Così vedo che è dal 20 maggio che non scrivo niente e leggo poco o niente degli altri, chissà che arretrati troverò.

Nel frattempo, cercando sul sito del ministero le commissioni d’esame ho visto una nota nella quale si comunica il cambio di nome del ministero: non si chiamerà più “ministero della pubblica istruzione”  ma è tornato a chiamarsi “ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca”, affettuosamente MIUR. Lo dicevo che prima o poi sarebbe successo.

A proposito. Sono uscite le commissioni dell’esame di stato ed è già iniziata la fase di delirio collettivo in cui studenti (e loro sarebbero forse giustificati) e docenti (loro lo sono molto meno) cercano affannosamente notizie sui commissari esterni nominati. E’ una sagra del pettegolezzo terrificante alla quale una volta (forse anche ora) partecipava anche il sito studenti.it: digitando il nome del docente era possibile avere interessanti ed essenziali informazioni tipo “quali sono le domande preferite” e “come è preferibile vestirsi il giorno dell’interrogazione”. Naturalmente la fonte di tali informazioni erano i loro studenti.  

Pubblicato su Di tutto un po', Vita scolastica | Contrassegnato da tag: , , | 10 Commenti »

Nuovo meme

Pubblicato da euclide su 20 Maggio 2008

A quanto pare dopo poco tempo dall’ultimo meme sono stata coinvolta in un nuovo meme. A coinvolgermi è stata una collega che si firma “la prof” e il cui blog si chiama 10 minuti di intervallo con sottotitolo “I 10 minuti che sostituiscono l’ora d’aria“.

Ecco le regole del gioco:

  • indicare il blog che vi ha nominato con annesso link
  • descrivere le regole di svolgimento
  • scrivere 6 cose che ci piace fare
  • nominare altri 6 blog tramite i quali proseguire il meme
  • lasciare un commento su tutti e 6 i blog appena citati. 

Visto che la cosa è leggermente diversa dall’altra partecipo al gioco e quindi ecco le 6 cose che mi piace fare:

  1. mangiare cose semplici e poco elaborate
  2. dormire e fare sogni avventurosi e molto elaborati
  3. stare da sola e lontano dal chiasso (ogni tanto)
  4. prendere il sole se non fa molto caldo
  5. dare bei voti quando sono meritati
  6. risolvere le parole crociate senza schema e le cornici concentriche

E ora le nomine dei 6 fortunati ai quali passo il pacco :-) :

  1. http://maviserra.wordpress.com/
  2. http://sarassita.wordpress.com/
  3. http://nessisconnessi.wordpress.com/
  4. http://www.irish-coffee.net/
  5. http://emmea.altervista.org/
  6. http://darionescu.wordpress.com/

 

Pubblicato su Di tutto un po', Vita in famiglia, Vita scolastica | Contrassegnato da tag: , | 11 Commenti »

Il sottosegretario

Pubblicato da euclide su 14 Maggio 2008

La nomina di Mariastella Gelmini al Ministero , nonostante la sua incompetenza in materia, non mi aveva preoccupato troppo perché sappiamo tutti per esperienza che il ministro può anche non sapere niente di scuola purché il viceministro o i sottosegretari siano competenti.

Così ho aspettato fiduciosa la nomina dei viceministri e dei sottosegretari e devo proprio dire che mai la mia fiducia è stata più mal riposta. Chi infatti è uscito dal cappello di Berlusconi per essere nominato Sottosegretario di stato all’istruzione, università e ricerca? nientepopodimeno che Giuseppe Pizza.

Qualcuno chiederà sicuramente “Ma chi diavolo è costui?”

Il tipo qua a fianco, signori, è il segretario nazionale del Partito della Democrazia Cristiana e ha avuto un momento di notorietà in piena campagna elettorale quando ha rinunciato al diritto di avere il simbolo del suo partito sulla scheda elettorale.

Per il resto si sa che è nato nel 1947 e di professione fa il giornalista pubblicista. Inutile dire che nel suo curriculum politico non c’è nessun incarico nel campo della scuola e quindi anche il soggetto si può ufficialmente definire incompetente. Allegria.

Eppure di persone competenti nel campo della scuola, nel Popolo della Libertà ce ne sono. Una in particolare è la signora qui a fianco che ha rivestito il ruolo di viceministro e sottosegretario all’istruzione nei precedenti governi Berlusconi. Era il nome che tutti si attendevano per il ministero dell’istruzione ma è stata trombata. Si chiama Valentina Aprea.

 

Pubblicato su Di tutto un po', Mondo malato, Politica, Vita scolastica | Contrassegnato da tag: , , , , | 9 Commenti »

Scuola per pesci: calcio, slalom, hula hoop e limbo

Pubblicato da euclide su 9 Maggio 2008

Coraggio colleghi, se proprio non riusciamo ad infilare niente in quelle zucche vuote dei nostri studenti possiamo darci all’addestramento dei pesciolini rossi.

Già perché ieri sera mi sono casualmente imbattuta in un articolo, che definirei quanto meno bizzarro, dal titolo “Calciatori ma non solo, i prodigi dei pesci addestrati” sul sito di Virgilio notizie.

In questo articolo si parla di uno statunitense, Dean Pomerleau, di 41 anni, che è diventato famoso grazie al suo addestratissimo pesce rosso, di nome  Comet che è in grado di cimentarsi nell’hula-hoop, di saltare nel cerchio, di palleggiare e di attraversare dei ridottissimi tunnel.

In questo video è possibile vedere Comet in azione:

La tecnica di addestramento di Pomerleau è basata sui rinforzi positivi: a ogni buona azione corrisponde un premio. Nel caso del pesciolino il premio è un po’ di mangime ma per i nostri studenti possiamo sempre inventarci qualche cosa d’altro infatti, come dice Pomerleau “I pesci sono molto più intelligenti di quanto si pensa. Con gli strumenti giusti e la promessa basilare di una ricompensa alimentare, i pesci possono imparare rapidamente trucchi anche complessi come il limbo, lo slalom o il riporto“. E se i pesci riescono ad imparare questo figuratevi che potenzialità hanno i nostri studenti  :-)

A quanto pare Pomerleau è anche il fondatore della Fish School e l’inventore del kit d’addestramento per pesci R2 Fish School kit contenente piattaforme d’allenamento, dvd esplicativo e ben 20 accessori,  dai cerchi al bastone per il cibo,  per trasformare il pesciolino nel nuovo Ronaldo. Il costo è accessibile: solo 29.99 dollari.

Pubblicato su Di tutto un po', Mai più senza, Mondo malato, Vita scolastica | Contrassegnato da tag: , | 11 Commenti »

DSA: la discalculia

Pubblicato da euclide su 7 Maggio 2008

La DISCALCULIA EVOLUTIVA è una disordine di origine congenita e di natura neurobiologica che impedisce a soggetti normodotati di raggiungere livelli di rapidità e di correttezza nelle operazioni di calcolo e nel processamento numerico.

Tra i DSA è l’ultimo a essere stato riconosciuto e studiato e, mentre la dislessia è diagnosticata e studiata da più di 20 anni, la discalculia è ancora poco conosciuta e viene diagnosticata solo da 4 o 5 anni. Probabilmente perchè la matematica è una materia ritenuta universalmente “difficile” ed è ritenuto normale il fatto che gli studenti incontrino delle difficoltà nello studio di questa materia. 

Per capire di che cosa si tratta bisogna tenere presente che per affrontare adeguatamente un problema di matematica l’alunno deve possedere conoscenze e abilità che gli consentano di valutare le condizioni del compito, di comprendere il significato delle singole informazioni attraverso concetti matematici e di costruirsi una rappresentazione. Inoltre, accanto a queste attività di analisi, devono essere attivate scelte procedurali, azioni di monitoraggio e valutazione dei risultati parziali e finali delle attività compiute…insomma non è una cosa semplice ;-) . In queste attività vengono coinvolti diversi tipi di conoscenza che risultano in stretta relazione tra loro.

La discalculia evolutiva è un disturbo che coinvolge l’elaborazione numerica e il calcolo: le aree coinvolte riguardano quindi il processamento numerico (cioè la scrittura e la lettura di numeri, il confronto e l’ordinamento numerico), le conoscenze procedurali (cioè l’applicazione degli algoritmi nelle operazioni) e il recupero dei fatti aritmetici (cioè l’abilità di svolgere calcoli in automatico).

In circa il 60% dei casi la discalculia è associata alla dislessia ma si presenta anche da sola e il suo riconoscimento è difficile nel primo ciclo delle scuole elementari. Le difficoltà emergono invece con più evidenza quando i bambini, in terza elementare, devono utilizzare in modo rapido ed efficiente i numeri per eseguire calcoli e risolvere problemi. Allora si osservano con frequenza alcuni errori e difficoltà:

  1. difficoltà nel leggere e scrivere numeri complessi (quelli che contengono lo zero) o lunghi (come quelli composti da molte cifre)
  2. difficoltà nell’esecuzione delle quattro operazioni scritte, dovuta al mancato rispetto delle regole procedurali degli algoritmi
  3. difficoltà nel memorizzare la maggior parte delle tabelline
  4. difficoltà in compiti relativi all’automazione delle procedure di conteggio, come ad esempio nel contare a salti o contare all’indietro.

 Per capire meglio queste difficoltà bisogna tener presente che:

Nell’elaborazione dei numeri intervengono diversi fattori che coinvolgono non solo aspetti di tipo concettuale (es., quantità e ordine di grandezza), ma anche aspetti di tipo lessicale e sintattico che permettono di costruire correttamente il nome delle cifre e del numero e di regolare la relazione posizionale delle cifre.

La codifica verbale di un numero richiede di attribuire un nome alle singole cifre in base alla loro posizione: le abilità lessicali permettono quindi di attribuire correttamente tali nomi in modo da ricostruire l’insieme del numero sia in sede di comprensione che di produzione: qui sono possibili errori di lettura delle singole cifre - 7 letto “cinque” - o di numeri - 75 letto “quarantadue -.

Nella lettura e scrittura di numeri intervengono anche meccanismi sintattici che permettono di comporre un numero gestendo correttamente la relazione tra le cifre. In questo ambito sono possibili errori con numeri maggiori di 100. Per esempio “centoquattro” viene scritto come 14 o 1004, “millecentotre” viene scritto come 113 oppure 10001003 e viceversa 126 viene letto “dieci e ventisei“, 2007 viene letto “duecentosette“. Tali errori sono dovuti anche alla difficoltà di comprendere come il valore assoluto di un numero derivi dalla somma dei valori numerici delle singole cifre per cui 123 può essere tradotto verbalmente in 100 + 20 + 3.

Per quanto riguarda il sistema di calcolo, esso è organizzato su tre livelli: il primo riguarda la comprensione delle informazioni aritmetiche (es: associazione tra segno e tipo di operazione da eseguire), il secondo si riferisce ai fatti aritmetici, cioè ai risultati di particolari operazioni che sono stati memorizzati e che possono essere facilmente recuperati in base alle richieste del compito (es: 3×2, 10+8, 20:2, 12-4), il terzo riguarda le procedure di calcolo che richiedono di recuperare e di seguire le sequenze e di rispettare le regole di esecuzione.

In base a questa ripartizione è possibile individuare alunni che incontrano difficoltà in uno o più livelli. Abbiamo quindi:

  • errori nell’applicazione di strategie e di procedure: per esempio di quelle procedure e strategie primitive che non consentono il calcolo veloce (es: proprietà commutativa) ma anche le procedure degli algoritmi delle operazioni (es: moltiplicazione 3 cifre per 2 cifre che prevede in sequenza le moltiplicazioni e poi la somma)
  • errori nel recupero di fatti aritmetici: il “magazzino dei fatti aritmetici” risulta difettoso e quindi oltre ad una difficoltà e una lentezza nel recupero dei risultati si possono anche verificare errori (es: 5×5=10)
  • difficoltà visuo-spaziali: la difficoltà di discriminazione sinistra destra e di orientamento possono influire sulla lettura e scrittura di numeri (es: 51 è letto “quindici”) e sull’incolonnamento delle operazioni; altri problemi possono nascere dalla confusione tra i simboli “+” e “x”.

 

Pubblicato su DSA, Di tutto un po', Mondo malato, Post di utilità sociale, Vita scolastica | Contrassegnato da tag: , , , , , | Non ci sono Commenti »

DSA

Pubblicato da euclide su 5 Maggio 2008

Finalmente un corso di aggiornamento utile e che, a differenza di altri corsi frequentati, non ti fa venire la voglia di mollare la lezione per andare a fare shopping.

Si è parlato dei DSA, cioè dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento. il più noto è la DISLESSIA ma ce ne sono altri come la DISCALCULIA, la DISORTOGRAFIA, la DISGRAFIA e, da ultima e non da tutti riconosciuta, la DISNOMIA.

Sono disordini neurologici congeniti di origine genetica (elevatissima familiarità) che non consentono a soggetti intellettualmente normodotati di automatizzare le procedure di lettura (dislessia), di codifica ortografica (disortografia), di calcolo (discalculia). La disgrafia è invece un problema di prassia e compromette la mobilità fine e quindi il gesto grafo-motorio.

Poiché queste attività si sviluppano in 3 zone distinte del cervello (lettura e scrittura, calcolo, mobilità) i disturbi si possono presentare singolarmente o associati tra di loro.

Per capire meglio di che cosa si tratta bisogna tenere presente che in prima elementare si impara a leggere usando un approccio di tipo fonologico nel quale si associa un suono ad ogni lettera. 

es: CASA            ”C” “A” “S” “A”.

L’acquisizione della lingua italiana è molto rapida  - alla fine della prima elementare il processo è già automatizzato e un bambino legge correttamente il 94,88 % delle parole - e robusta perché la lettura è un apprendimento di tipo procedurale come nuotare o andare in bicicletta, sono cose che non si disimparano.

A questo punto si è formato nel nostro cervello un “magazzino” delle parole che ci consente di iniziare, per la lettura, ad usare un approccio di tipo lessicale, cioè per significato delle parole. Questo approccio è quello che ci consente di leggere e comprendere correttamente anche una frase come questa:

 ”Socdno una riccrea dlel’Unversetiià di Carbmdgie l’oidrne dlele lertete all’iternmo diuna praloa non ha imprtzaona a ptatp che la pimra e l’ulimta saino nllea gusita psoizoine”.

Si è calcolato che durante la lettura un adulto salta dalle 10 alle 14 lettere al secondo (lettura “senza leggere”) perchè la conoscenza delle regole sintattiche e lessicali consente di leggere il contesto e minimizzare l’accesso visivo. La nostra lettura viene quindi fatta attraverso la via lessicale, solo le parole a bassa frequenza (per esempio quelle di un lessico specialistico) vengono lette attraverso la via fonologica. La velocità di lettura media è di 6/7 sillabe al secondo.

Una persona affetta da DISLESSIA - si stima che il 5% della popolazione scolastica ne sia affetto - ha un difetto nel “magazzino del lessico” che lo costringe, per la maggior parte delle parole, ad un approccio fonologico, e quindi, non automatizzato alla lettura che è molto lenta e scorretta. La velocità di lettura è inferiore alle 3 sillabe al secondo e un’altra caratteristica è la sostituzione in lettura e scrittura di lettere con grafia (p/b/d/q/g, a/o, e/a) o suoni (t/d, r/l, d/b, v/f) simili (esempio: termico è letto dernigo, lampo diventa lompa).

Se è DISORTOGRAFICO ha difettoso il “magazzino del lessico ortografizzato” e il processo di scrittura delle parole non è automatizzato. Commette errori nella decodifica delle parole fonologicamente compatibili (es. cuota/quota, ha/a) o che hanno distanza fonologica minima (es. fino/vino, parole con le doppie), e nella segmentazione o fusione delle parole (es. ch iesa).

Se è DISGRAFICO ha un disturbo della funzione motoria fine - ad esempio  ha difficoltà ad allacciarsi i bottoni e le stringhe delle scarpe - che non gli permette di automatizzare il gesto della scrittura. La sua calligrafia viene universalmente definita “a zampa di gallina”, ma ha anche difficoltà nel disegno tecnico.

E la DISCALCULIA? è il disturbo meno conosciuto e forse più diffuso. Merita un discorso a parte. Ci vediamo alla prossima puntata.

Pubblicato su DSA, Di tutto un po', Post di utilità sociale, Vita scolastica | Contrassegnato da tag: , , , , , | Non ci sono Commenti »