Biutifarm
Pubblicato da euclide su 23 Luglio 2008
Eccomi qua, ho trovato l’ora giusta per connettermi al PC, ora sono tutti a cena.
Oggi sono partita da Milano per arrivare qui. Non ho la fortuna che ha The Weird che usa il treno tutti i giorni e come tutte le volte che mi capita di andare in treno sono rimasta sconcertata dall’ambiente e dalla organizzazione medioevale.
Innanzitutto la biglietteria. Coda di 30 persone e solo due sportelli aperti. Sportelli adibiti a tutto. dalle informazioni alla vendita di biglietti per persone che dovevano partire subito alla accettazione di prenotazioni. E la cosa è veramente un disastro perché tranne rare eccezioni chi deve prenotare non ha mai le idee chiare su dove come quando e da dove deve partire e finisce per occupare lo sportello per decine di minuti. Un incubo, ho rischiato seriamente di perdere il treno. possibile che a nessuno sia mai venuto in mente di adibire uno sportello alle prenotazioni e alle informazioni e un altro sportello alla vendita pura e semplice di biglietti? cavoli, che deve partire ha le idee chiare e ci mette meno di 1 minuto e mezzo a fare tutto, E’ così semplice. E non ditemi che ci sono le biglietterie automatiche perché inevitabilmente o sono fuori servizio o prendono solo contante o prendono solo carte di credito o sono senza carta. Per non parlare del fatto che, almeno per me che l’ultima volta ho dovuto farmi aiutare da una impaziente ma gentile signora, sono difficili da usare,
L’altra cosa che mi ha lasciato sconcertata è la quantità di barriere architettoniche che ancora esistono. La stazione è un luogo normalmente frequentato da persone cariche di bagagli, possibile che non esista una che sia una scala mobile? solo molte scale ripide da salire e scendere, per non parlare dell’arrampicata per salire sul vagone. E non parlo di vecchie stazioni di piccole città. Parlo di stazioni di città capoluoghi di provincia e che per giunta sono appena state rimodernate. Per fortuna che la normativa vigente prevede l’obblogo di abbattere le barriere architettoniche se no chissà che cosa avrebbero costruito. E la presenza di scale è particolarmente seccante quando all’ultimo momento di cambiano il binario del treno e chissà come mai il nuovo binario è sempre lontanissimo.
Comunque sono arrivata e la prima cosa che ho fatto è stata fiondarmi in palestra (è la prima volta, nei due anni precedenti non l’avevo mai fatto). L’uso degli strumenti non è stato facile dato che erano tutti sistemati per watussi ma comunque sono stata attenta e poco alla volta ho imparato come si regolano. Si accorgeranno della mia presenza perché ho cambiato tutte le calibrature dei pesi, ovviamente diminuendole, ma si sa che bisogna procedere per gradi. Dopo mezz’ora (come ho detto è meglio procedere per gradi) sono andata in piscina dove sono rimasta fino a che non mi si sono cotte le dita. E’ una piscina termale a 32°C con idromassaggi e ciclette immerse. Questo posto mi piace perché a differenza di quello che si potrebbe pensare non è frequentato da semidei palestrati e con i fisici scolpiti, ma da handicappati, anziani e ciccione. Insomma il classico posto in cui puoi stare tranquillo senza farti paranoie per la pancetta o la cellulite. E poi di fronte a certe situazioni drammatiche che vedi ti rendi conto che le tue paturnie possono essere accantonate per un po’ perché c’è molto peggio nella vita.
Ora chiudo e vado a letto perché oltre a essere distrutta dalla seduta in palestra - la macchina per i quadricipiti mi ha rovinato - domani mi attende una giornata faticosa con ben 6 impegni tra ginnastica in acqua, massaggi e trattamenti vari.
Però mi diverto.
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