L’angolo di Euclide

Di tutto un po’

Il cordoglio imposto

Pubblicato da euclide su 21 Settembre 2009

Oggi a scuola ho trovato le bandiere a mezz’asta, normale visto che oggi è stato proclamato il lutto nazionale.

C’era anche la prevedibile circolare che avvertiva che “Per disposizione del governo alle ore 12,00 in tutte le scuole e in tutti gli uffici dovrà essere osservato un minuto di silenzio in onore delle vittime dell’attentato di Kabul. Il suono della campanella segnalerà l’inizio della celebrazione, la fine verrà sancita da un altro suono della campanella“.

Proprio così: “dovrà essere” non “potrà essere”.

Avrei preferito una cosa del tipo “In considerazione del profondo cordoglio suscitato dalla tragica morte dei 6 militari italiani, in concomitanza dei funerali solenni, a chi lo desideri è data facoltà di interrompere l’attività lavorativa o di studio (in fin dei conti è una “interruzione di pubblico servizio”) per osservare un minuto di silenzio in onore delle vittime.” Un gesto spontaneo mi sembra sempre meglio di una cosa imposta. E’ anche molto più sincero. Ma forse io sono senza cuore.

Verso le 11 si è sparsa la voce che una troupe del Tg5 sarebbe venuta per filmare il minuto di silenzio. Per rendere la cosa più significativa e sincera il docente avrebbe dovuto leggere una breve dichiarazione di cordoglio. Il testo della dichiarazione è stato fornito in fotocopia.

E’ stata scelta una classe quinta. Per fortuna non la mia, grazie al fatto che nella classe ci sono 4 studenti ancora minorenni e senza la liberatoria dei genitori i loro volti non possono essere mandati in onda.

Al tg delle 13 sono state mandate in onda le immagini, opportunamente inserite in un servizio sul dolore degli italiani dal pomposo titolo “l’Italia si inchina”. E’ una roba da pochi secondi: la telecamera sbircia attraverso la porta semiaperta e poi entra nell’aula inquadrando brevemente gli studenti, il preside e i docenti, silenziosi e in posa come si conviene. Per fortuna nel montaggio hanno eliminato le poche parole che il collega ha pronunciato (si era rifiutato categoricamente di leggere e/o recitare la dichiarazione)….erano immagini per il telegiornale ma sono state costruite e orchestrate come in un film…ma qualcuno crede ancora che ciò che si vede in televisione sia vero?

4 Risposte a “Il cordoglio imposto”

  1. riccardo detto

    Un’iniziativa forse giusta, il minuto di cordoglio; ma presa nel modo sbagliato perchè imposta. Concordo senz’altro con te.
    L’idea poi di far leggere un testo “doverosamente” o “ministerialmente” consegnato (penso dall’alto) in fotocopia mi sembra parecchio discutibile.
    Gli insegnanti che avessero voluto, avrebbero potuto leggere una LORO dichiarazione.
    Ho sentito al tg di una polemica perchè in una scuola un insegnante non ha voluto prestarsi all’iniziativa di cui sopra, dichiarando che i morti sono tutti uguali e che allora, bisognava commemorare anche i caduti sul lavoro (e penso anche i migranti).
    Mi sembra una posizione degna di rispetto e che dovrebbe quantomeno aprire una discussione, senza nulla togliere al dolore per i parà uccisi nell’attentato.

  2. theweird detto

    al tiggì di oggi un intero servizio sul fatto che alcune scuole non hanno osservato il minuto di silenzio imposto dal ministero. una di queste era un asilo. spiegaglielo a ’sti bambini di 4 anni che cos’è il minuto di silenzio. la gelmini si è scusata pubblicamente con le famiglie dei parà per le scuole che non hanno osservato la circolare. sono allibita! io credo che esistono tanti insegnanti in grado di affrontare l’argomento senza bisogno che un ministero imponga la cosa dall’alto, che sa più di retorica che altro. non discuto sul fatto che sia giusto o meno osservare un minuto di raccoglimento in memoria di chi ha perso la vita così giovane. discuto sul fatto che un ministero imponga (“si dovrà”…) una cosa del genere, che va lasciata secondo me a discrezione degli insegnanti – tanto più se si tratta di scuole primarie.

  3. Taglia detto

    Che sgradevole sensazione provo: il minuto di silenzio imposto, il teatrino delle televisioni (tanta retorica e ipocrisia, rispetto zero), il: si deve fare! I cordogli pilotati, i cordogli colpevolmente dimenticati o trascurati. Si sta perdendo la misura. Non mi piace quest’Italia

  4. Chit detto

    Quest’esecutivo tratta il Paese come un set e noi non possiamo che fare da comparse!?
    Tutto molto, molto, molto triste… :(

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