
Ce l’abbiamo fatta. I nostri baldi e fieri eroi padani hanno spezzato le reni di quei mussulmani dell’Kurdistan laureandosi per la seconda volta consecutiva Campioni del Mondo delle nazioni non riconosciute, la VIVA WORLD CUP.
Qui a fianco la prima pagina celebrativa de La Padania con in prima pagina la foto del nostro grande Condottiero che, con al fianco la sua fedele trota, stringe fiero l’importante trofeo.
Non potendo essere presente all’evento per impegni di lavoro – perché noi padani lavoriamo, mica come quei fannulloni dei terroni e degli abitanti di Roma ladrona – lascio la parola al grande giornalista padano Enrico Santi della testata L’Arena.it perché ci descriva, con la consueta sobrietà, l’eroica impresa:
«È l’unica squadra da seguire, è meglio dell’Italia». Non ha dubbi Renzo Bossi, figlio del Senatur e team manager della Padania calcistica che ieri al Bentegodi si è laureata per il secondo anno consecutivo campione del mondo delle nazioni non riconosciute superando il Kurdistan per due a zero. Le reti della vittoria nella finalissima della «Viva World Cup» sono state segnate nel secondo tempo da Andrea D’Alessandro e Andrea Casse.
Sugli spalti un migliaio di tifosi dietro lo striscione «Orgoglio padano». Un altro recita «Padania is not Italy». C’è anche un gruppo di ragazze di Palazzolo sull’Oglio. «Forza ragazzi, Gesù è con noi» è il loro incitamento. Le guida una religiosa, suor Danila, che alla fine della partita entra in campo e benedice, tracciandogli una croce sulla fronte, il leader del Carroccio Umberto Bossi. In tribuna vip siede in pantaloncini corti e maglietta verde pisello, anche il ministro Roberto Calderoli. A poca distanza, due monaci tibetani sono avvolti nel loro saio arancione. A fare gli onori di casa c’è il sindaco Flavio Tosi, zoppicante per un incidente di calcio. «Dovremmo allenarlo a battere i rigori», scherza il ministro, riferendosi alla partita elettorale del prossimo anno. E Bossi, alla domanda se dopo la vittoria della Padania a Verona spera di festeggiare anche quella del leghista Tosi alle regionali del 2010, risponde con un «sì» secco. «Ma non è il momento, oggi, di parlare di queste cose», aggiunge. Preferisce commentare la vittoria della «sua» squadra. «La Padania è forte». Come il governo? «Il governo è saldo, ma la Padania di più».
Al Bentegodi, per la finale del torneo mondiale dei popoli, ci sono anche un centinaio di supporter del Kurdistan che sventolano orgogliosi le loro bandiere rosse, verdi e bianche a bande orizzontali, con un sole giallo al centro. Le donne portano il velo. Sul fronte avverso, tre ragazzini con un vistoso Da Giussano dipinto sul petto tentano di buttarla sullo “scontro di civiltà” gridando un paio di volte «Padania cristiana mai musulmana». Nessuno raccoglie. Al contrario il pubblico, guidato dalla “pasionaria” Rosi Mauro risponde «libera» quando Bossi al microfono urla «Padania». La gag si ripete più volte. La curva padana poi si produce con incitamenti sull’aria di Yellow submarine e di Bella ciao.
Nel primo tempo la partita scorre fiacca.
«Ci vuole più energia», sbotta Calderoli. Tosi è speranzoso: «In campo siamo i più forti». Il senatore Federico Bricolo fuma nervosamente. La svolta arriva nella ripresa, dopo una ventina di minuti. Va in gol D’Alessandro. Cinque minuti dopo, il raddoppio di Casse, da poco entrato in campo. «Il suo inserimento con quello di Ligarotti è stato determinante», commenta Renzo Bossi. Che confessa: «Si sa com’è il calcio, un po’ di paura l’ho avuta». Tosi è raggiante. «Per Verona, che ha organizzata tutto al meglio, è una bella soddisfazione». Infine la festa con Bossi, Tosi e i dirigenti della Federazione dei popoli non riconosciuti che consegnano la coppa. Lorenzo Fontana, neodeputato europeo, non trattiene l’entusiasmo: «Ho esultato come quando segna l’Hellas, ma l’assenza, quest’anno, dei fratelli Cossato si è vista».
Siamo imbattibili!! e con i fratelli Cossato ancora di più…altro che quelle pippe della Nazionale di Lippi
Niente male, ho azzeccato la versione di Cicerone.
Come si può notare in questa foto, quelle scritte sugli avambracci di Ibrahimovic sono date di nascita. Per la precisione sul braccio sinistro ci sono le date di nascita di sua madre e di sua sorella, mentre su quello destro ci sono quelle del padre, dei due fratelli e dei due figli. Sulla parte alta del braccio ci sono anche i nomi di battesimo dei genitori.
Oggi uscita in zona, la meta era il mercato del Venerdì di via Marco Aurelio: molto grande e tutto disordinato con le bancarelle di alimentari mischiate a quelle di vestiti e di tacchi-dadi-e-datteri. E’ decisamente multietnico, sia per i clienti che per i commercianti, e in alcuni tratti sembra un vero e proprio suk. Ma probabilmente è l’unico mercato in cui i verdurai attirano ancora i clienti con le urla e le canzoni…insomma niente a che vedere con il mercato del Sabato che è così pieno di snob.
Avevo già sentito parlare di questa stupidaggine ma pensavo che fosse uno scherzo.
“Ho chiesto a Galliani e a Kaka’ di non prendere alcuna decisione prima di una cena tra me e il giocatore. Lo invitero’ lunedi’. Quindi renderemo pubblica la decisione se continuera’ a giocare per il Milan“