L’angolo di Euclide

Di tutto un po’

Archivio per Novembre 2008

Terrore

Pubblicato da euclide su 23 Novembre 2008

E’ iniziata la campagna delle verifiche a sorpresa……

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Domande in attesa di risposta

Pubblicato da euclide su 16 Novembre 2008

PRIMA DOMANDA

Caso Englaro. Il Governatore della Lombardia Formigoni ha vietato alle strutture ospedaliere lombarde di accogliere il corpo di Eluana e di provvedere alla sospensione della alimentazione forzata.

Ma Formigoni è il padrone della Lombardia? Ha il potere di ordinare a cliniche ed ospedali quali pazienti accogliere e quali rifiutare e quali trattamenti medici effettuare? Ma è il Re o l’Imperatore? Credevo avesse solo una carica elettiva.

SECONDA DOMANDA

In Sicilia è stata scoperta una truffa ai danni della sanità: alcuni medici di base hanno percepito la quota di indennità mensile anche per pazienti deceduti. La ASL ha chiesto ai medici di base di restituire i soldi percepiti ingiustamente. Si parla di 12 milioni di euro.

Ma spetta ai medici di base denunciare alla ASL la morte dei loro pazienti? Oppure dovrebbero essere i comuni, una volta ricevuta la denuncia della morte, a comunicarla alla ASL perché provveda alla cancellazione dei pazienti dagli elenchi? Chi è il vero responsabile dell’errore?

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Sono così?!

Pubblicato da euclide su 15 Novembre 2008

Uno dei miei “amici di mouse”, mi ha invitato a fare un test su Facebook dal titolo “Che tipo di intelligenza hai?” Siccome, come già detto, sono curiosa come una gatta, ho abboccato all’amo.

 

Mi è bastato rispondere a 8 semplici domandine per ottenere il seguente responso:

 

Sei attento alle relazioni e al contenuto emotivo delle stesse.

Nell’approccio ai problemi privilegi un metodo possibilistico, dando spazio alle idee altrui.

Cogli le cose basandoti sulla risonanza emotiva che hanno e riesci bene a cogliere la stessa risonanza nelle altre persone.

La tua miglior dote è l’empatia”.

 

 

Perbacco mi sono detta..e così ho continuato e ho fatto altri quiz ottenendo i seguenti risultati.

 

 

Qual’è il tuo stile? “Elegante. Sei fine ed avvenente ma senza ricercatezza” ….però!!

 

 

 

Quanto sei cattivo? “La tua cattiveria e notevole ma confusionaria” Questo l’ho fatto dopo che Godot mi ha sfidato nella gara a che è più cattiva, vorrei che lo facesse anche lei per confrontare i risultati. ;-)

 

 

L’ultimo quiz ha dato il risultato più sconcertante.

 

 

Realmente per chi fai il tifo?MILAN AC Squadra dalle nobili origini nonché tradizioni leggermente scaduta di tono con l’avvento dei cavalieri di forza italia“  8O 

mannaggia, dovrò cambiare sponda? (calcistica naturalmente)

 

 

E poi c’è chi dice che Facebook è inutile… :D

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Ciao Michael

Pubblicato da euclide su 13 Novembre 2008

11-crichton-450Un po’ in ritardo ma voglio ricordare anche io la morte di Michael Crichton, il geniale medico-romanziere autore di una serie di best-sellers internazionali.

Ho sempre letto volentieri e con divertimento i suoi romanzi, una fusione di azione e tecnoscienza, che sono caratteristici perché si svolgono in un quadro temporale limitato a pochi giorni, generalmente in una ambientazione prevalente, e sono sviluppati con un ritmo incalzante.  La verosimiglianza è generalmente rafforzata dall’inserimento nel racconto di dati scientifici e bibliografia che imprimono al racconto un formato ’scientifico’ che distingue Crichton da altri autori di techno-thriller e la formazione medica e scientifica di Crichton emerge costantemente nel racconto per la precisione dei dettagli tecnici.

Insomma, i suoi romanzi sono stati una lettura estiva distensiva ma allo stesso tempo interessante.

Dai quasi tutti i suoi romanzi, scritti come sceneggiature di un film, per i tempi e luoghi precisi in cui si svolgono le azioni, i particolari che li fanno aderire alla realtà e la frammentazione del racconto, tipica del linguaggio cinematografico, che rende molto bene la contemporaneità dei fatti, sono stati tratti dei film che hanno avuto altrettanto successo dei romanzi dai quali sono tratti.

Qualcuno l’ho visto e apprezzato, altre volte è andata come tutte le volte che ho visto un film tratto da un libro che ho amato: il romanzo è sempre più bello. Per questo per esempio non andrò mai a vedere il film “Il cacciatore di aquiloni“.

Qualche titolo: Andromeda  (prima ho visto l’omonimo film negli anni settanta), Congo (meglio del film), Sfera (idem), Mangiatori di morte (in questo caso è meglio il film Il tredicesimo guerriero), Punto critico, Preda, Timeline (molto meglio del film, ma è inevitabile quando devi ridurre a due ore 500 pagine di roba), Jurassic Park (libro e film equivalenti).

E poi come dimenticare i film che ha diretto come regista Il mondo dei robot e Coma profondo e l’inimitabile e monumentale serie tv E.R. ispirata dalla serie di racconti Casi di emergenza?

Ciao Michael, l’estate prossima i tuoi romanzi mi mancheranno.

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Squadra aziendale

Pubblicato da euclide su 12 Novembre 2008

Che il Milan A.C. fosse la squadra aziendale del gruppo Fininvest c’erano pochi dubbi.

 

E’ assai difficile che sulle reti Mediaset si parli male della squadra, dell’allenatore e, naturalmente, del suo Presidente e padrone e ogni vittoria del Milan viene enfatizzata dai giornalisti del TG5 e degli altri telegiornali del gruppo.

 

Da ieri il Milan è anche la squadra aziendale del Governo Italiano.

 

In realtà non è proprio così. C’è una anomalia italiana: abbiamo un Capo del Governo che è convinto di essere il padrone dell’Italia e che vorrebbe poter trattare gli italiani e gli affari italiani come tratta i suoi dipendenti e i suoi affari.

Non contento di aver scelto le persone da nominare come Ministri della Repubblica non in base alle competenze individuali nelle varie materie ma in base al grado di amicizia e di fedeltà alla sua persona (vedi intervista a Guzzanti nella trasmissione “In mezz’ora” di Domenica scorsa) ora usa anche gli impegni ufficiali come Capo del Governo italiano per promuovere le sue aziende.

 

Non si spiega altrimenti l’ennesima “carineria” di ieri quando ha convocato i 5 giocatori brasiliani (in realtà 4 giocatori e 1 dirigente) per “far felice” il Presidente del Brasile Lula da Silva noto appassionato di calcio (“vive per il calcio” ha detto Berlusconi).

 

Attenzione, non li ha invitati nella sua villa di Arcore – relativamente vicino a Milanello ma ancora di più ad Appiano Gentile – ma a Villa Madama a Roma.

 

Non avrebbe fatto prima ad invitare i giocatori brasiliani di Roma e Lazio? Sarebbe stato senz’altro più economico e voglio sperare che a causa dello sciopero dei dipendenti di volo non abbia mandato un aereo militare o privato e a spese del governo (e quindi nostre) a prelevare il simpatico gruppetto di campioni.

 

E se l’intenzione era quella di fargli incontrare dei giocatori della nazionale brasiliana, non si è dimenticato qualcuno? Mi viene in mente per esempio un certo Julio Cesar: abita anche lui da queste parti e sicuramente sull’aereo ci sarebbe stato. Giusto per fare un nome a caso.

 

Ma non sarebbe stata la stessa cosa, e poi si sa che i giocatori del Milan sono i migliori del mondo, anzi tutto il Milan è il migliore del mondo, come del resto il suo Presidente-Padrone.

 

Chissà che risate si fa Barack Obama tutte le volte che Berlusconi ripete che gli ha dato qualche consiglio o che gli insegnerà a governare.

 

Per la miseria, oltre ad avere un pessimo senso dell’umorismo (nessuno capisce le sue battute) e scadenti capacità comunicative (viene sempre frainteso), Berlusconi non ha veramente il senso della misura.

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Facebook

Pubblicato da euclide su 8 Novembre 2008

E’ da un po’ che si parla di questa nuova diavoleria e l’altro giorno (evidentemente avevo poche cose da fare, bisogna che mi trovi un hobby) ho provato ad iscrivermi.

La cosa è riuscita ma non è andata oltre il nome dato che una volta iscritta mi sono detta “E ora? A che cosa serve tutta questa roba?”.

Ho cercato qualcuno che potesse forse essersi iscritto e dopo alcuni infruttuosi tentativi – evidentemente questa roba non è adatta alle persone della mia età – ne ho trovata una sola: una mia ex compagna del liceo che ora fa parte dei miei “amici”.

Oggi la sorpresa: mi è arrivata da Facebook una mail in cui mi si chiede di accettare tra i miei “amici” una certa persona che d’ora in poi chiamerò, per ragioni di privacy, XY.

Ovviamente il nome non mi diceva niente ma siccome sono curiosa come una gatta ho abboccato all’amo e dopo aver visto la sua foto l’ho riconosciuta, faticosamente, come una mia ex allieva, diplomata nel lontano 1999.

E a quel punto ho scoperto che su Facebook c’ero già e con tanto di foto.

La cara XY – o forse qualcun altro – infatti, mi aveva aperto, forse ai primi di Ottobre, una pagina come “personaggio pubblico” caricandoci su la mia foto che c’è sul sito della scuola e dichiarandosi “mia fan”.

 

A lei si sono poi aggiunti altri 38 fan. Per lo più sono ex allievi (alcuni di moltissimi anni fa) ma ci sono anche studenti di adesso, qualcuno dei quali ha lasciato anche un commento sulla mia persona e sui miei metodi di insegnamento.

I commenti sono tutti, per ora, benevoli e per la maggior parte ricordano affettuosamente la mia frase più famosa “Ok bambini, separate i banchi che si fa una verifica a sorpresa” , che è evidentemente ancora saldamente stampata nelle loro menti. Fa piacere constatare come sono stata abile nel temprare il loro carattere.

Sono cose che fanno piacere, a parte il non trascurabile particolare che tra i personaggi dei quali XY si dichiara fan ci sono anche Brunetta, Bossi e qualche calciatore. La compagnia non è esattamente delle migliori. Per fortuna che nel gruppo c’è anche il mio collega di Storia e Filosofia che, amatissimo da generazioni di studenti, ha totalizzato ben 119 fan.

Ho scoperto anche un “gruppo” formato da ex studenti del liceo. Qui i commenti nei confronti dei docenti non sono del tutto benevoli, anzi in qualche caso sono veramente negativi (mi duole dirlo, ma in qualche caso hanno ragione).

Ora mi sorge un dubbio. Cosa faccio? Devo segnalare ufficialmente la mia presenza? Anche se dopo XY che ha 538 “amici” non credo che passerà inosservata. Boh!! Voi che ne dite?

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Risotto alla milanese

Pubblicato da euclide su 6 Novembre 2008

Seconda ricetta della tradizione padana: è il cosiddetto risotto giallo.

Può sembrare banale visto che ogni italiano che si rispetti sa cucinare un risotto ma ricordatevi che la cucina padana è un arte che richiede ingredienti ben determinati e precise sequenze di movimenti nella lavorazione.

Quindi state bene attenti.

 

 

 INGREDIENTI:

  • 500 g di riso arborio o vialone
  • 200 g di burro
  • 30 g di midollo di bue crudo
  • 1/4 di cipolla
  • 1 g di zafferano
  • 1 bicchiere di vino bianco secco
  • 120 g di parmigiano grattuggiato
  • brodo leggero (quanto necessario, circa 2 litri)
  • sale e pepe

PREPARAZIONE:

- Mettere in una casseruola 75 g di burro, il midollo di bue, la cipolla finemente tritata e un pizzico di pepe. Far soffriggere a calore moderato fino a che la cipolla non è stracotta (non deve essere imbiondita). Aggiungere il vino e farlo ridurre della metà.

- Gettare il riso e condire con sale. Fare insaporire per qualche minuto mescolando, quindi aggiungere lo zafferano e 1 litro di brodo caldo e proseguire la cottura a fuoco vivo, senza coperchio e mescolando assiduamente. Quando il riso comincia ad asciugarsi aggiungere altro brodo caldo.

- Toglierlo dal fuoco quando è ancora al dente. Aggiungere il burro rimasto e qualche cucchiaio di parmigiano e mescolare fino a quanto questi ingredienti non sono stati assorbiti. Coprire con un coperchio e lasciare riposare per un paio di minuti.

Servire a tavola portando a parte il parmigiano rimasto che potrà essere spolverato a piacere su ogni piatto. Sempre a piacere si potrà spolverare con un po’ di pepe.

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Il Piave mormorava

Pubblicato da euclide su 4 Novembre 2008

Oggi è il 4 Novembre e le trasmissioni TV sono piene di rievocazioni della Grande Guerra.

Stamattina mentre mi preparavo per uscire ho sentito le note della “Canzone del Piave” e, senza accorgermene, ho iniziato a cantarla senza dimenticare neanche una parola. Perché questa canzone la conosco, avendola imparata da bambina, insieme a moltre altre, quando andavo alla scuola elementare.

Improvvisamente mi sono ricordata. Noi avevamo il maestro (la maestra, signora Maria Coppini) unico. Non c’erano esperti di inglese, educazione fisica (la facevamo ogni tanto con la maestra) o religione (su questo ultimo punto ho qualche dubbio ma effettivamente non mi ricordo assolutamente di un maestro di religione) ma in compenso c’era l’esperto di canto e facevamo un’ora di lezione alla settimana. Me lo ricordo ancora, si chiamava maestro Franco Manisco ed era già anziano ai miei tempi.

Ci metteva allineate su 4 o 5 file e poi ci dirigeva, con accompagnamento di pianoforte, nel canto. Il repertorio era costituito da canzoni di guerra (appunto Il Piave) e degli alpini ma anche Va pensiero, l’inno di Mameli (conosco tutte le parole, anche quelle delle strofe che non si cantano mai) e qualche canzone del Risorgimento come per esempio Rataplan tamburo io sento. Nulla relativo alla Resistenza, forse perché era ancora troppo vicina o forse perché lui non l’aveva ancora digerita. I testi delle canzoni erano su un libricino rilegato e con le pagine di carta colorata che lui aveva fornito ad ognuno di noi.

Devo dire che ci divertivamo molto a cantare, lui era molto simpatico e alla fine della lezione non voleva essere salutato a voce: si metteva vicino alla porta sorridendo e con un dito sul naso ad indicare il punto in cui tutti noi dovevamo guardare uscendo, in fila per due, dalla classe. Questo era il saluto che lui voleva.

I più bravi ricevevano ogni tanto un premio. A me non è mai successo (chissà perché..) ma mia sorella una volta è stata premiata. Ci ricordiamo ancora il momento. Il maestro è andato vicino ad un piccolo armadietto che normalmente era chiuso a chiave e, con un gesto solenne, ha estratto un libricino del tutto simile a quelli dei testi delle canzoni ma che aveva scritto in copertina “Per l’allievo migliore” e l’ha consegnato a mia sorella che, tutta contenta, arrivata a casa la mostrato a mia madre. A mia madre si sono drizzati i capelli, quel libricino conteneva i testi di tutte le canzoni del Partito Fascista: Giovinezza, Faccetta nera ecc. Probabilmente questi libricini gli erano rimasti nell’armadietto dal 1945 e stava cercando di disfesciarli. Forse ogni tanto apriva l’armadietto e si metteva a cantarli con nostalgia…chissà.

Non so che fine abbia fatto il m° Manisco, probabilmente è morto molti anni fa. Quando ero all’università mi ricordo di aver letto un articolo in cui si parlava del suo 90-esimo compleanno. Era ricoverato alla Casa di Riposo per Musicisti Giuseppe Verdi di Milano e, nell’articolo, si ricordavano le generazioni di studenti milanesi che avevano imparato a cantare con lui.

Oggi ho fatto una ricerca su internet e ho visto che ci sono ancora in circolazione dei libri scritti da lui sulla storia di Italia attraverso le canzoni risorgimentali e di guerra. Il primo testo porta la data del 1938. Su E-Bay è anche possibile acquistare una raccolta di canzoni di guerra e risorgimentali curata da lui. E’ di dischi in vinile a 78 giri.

Mio Dio, questa virata verso l’arteriosclerosi mi preoccupa un pochino…

“Il Piave mormorava/ calmo e placido al passaggio/ dei primi fanti il 24 Maggio.

L’esercito marciava/ per raggiunger la frontiera/ e far contro i nemici una barriera. (…)”

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Cazzuola (Cassuola, cassòla, verzata)

Pubblicato da euclide su 3 Novembre 2008

Da milanese e padana d.o.c. da innumerevoli generazioni ho deciso, seguendo il suggerimento di Riccardo, di iniziare una nuova categoria dal titolo “Le ricette della tradizione padana“.

Scopo del tutto è di insegnare al resto degli italiani come si cucinano questi piatti che, fra breve, diventeranno obbligatori sulle nostre tavole.

Iniziamo con la cazzuola (pronuncia corretta: casssouola) che i milanesi non d.o.c. o che non parlano il dialetto chiamano più semplicemente Verzata.

E’ un piatto autunnale, periodo ottimale ottobre-novembre, che consiglio di mangiare a mezzogiorno dato che la presenza delle verze non lo rende facilissimo da digerire per i non padani. I padani invece lo digeriscono benissimo, probabilmente per una particolarità genetica che diventerà molto presto oggetto di ricerche scientifiche.

INGREDIENTI:

  • 500 g di costine di maiale
  • 1 piedino di maiale 
  • 500 g di salamelle piccole (i cosiddetti “verzini”)
  • 100 g di cotenne
  • 1 trito composto da cipolla, aglio, carota, sedano
  • 3 verze grosse
  • 2 dadi
  • olio, sale e pepe

PREPARAZIONE:

- Tagliare il piedino nel senso della lunghezza e metterlo in una casseruola insieme alle cotenne ben lavate e pulite. Coprire il tutto con acqua e far cuocere a fuoco moderato. Dopo circa 1 ora togliere e scolare le cotenne e lasciare cuocere il piedino per altri 30 o 40 minuti. Scolare tenendo 3 dl del brodo di cottura accuratamente sgrassato e tagliare le cotenne e il piedino a pezzi piccoli.

- Sfogliare e lavare le verze, tagliare a pezzi le costine e bucherellare le salamelle. Aggiungere al brodo di cottura i 2 dadi

- Mettere in una pentola molto grossa il trito bagnato d’olio e farlo soffriggere a calore moderato. Aggiungere le costine, le cotenne e il piedino, condirli con sale e pepe e bagnarli con il brodo di cottura. Portare all’ebollizione e far cuocere per circa 1 ora mescolando ogni tanto.

- Aggiungere le salsicce e le verze e completare la cottura fino a che le verze, inizialmente molto voluminose (da qui la necessità di una pentola molto grande) si siano ridotte a circa un quarto. Assaggiare e eventualmente correggere con sale o con un’altro dado.

Servire molto calda con eventuale accompagnamento di polenta. E buon appetito.

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Dolce risveglio

Pubblicato da euclide su 2 Novembre 2008

L’inter ieri sera ha vinto e stamattina ho appreso la notizia secondo la quale Berlusconi, contrariamente a quanto detto spavaldamente solo quattro giorni fa, avrebbe deciso di sospendere, o meglio rallentare, l’attuazione della riforma Gelmini dell’Università. Il decreto già pronto sulla materia verrà tenuto nel cassetto ancora per un po’, in attesa che si calmino le acque.

La scusa è quella che non si vogliono agitare ulteriormente le acque ma il motivo vero è che lo sciopero compatto del mondo della scuola e la manifestazione del 30 Ottobre hanno fatto centro pieno spaventando soprattutto gli alleati del premier, Bossi in testa, preoccupati del calo di consensi del Governo e della provata impopolarità del provvedimento sul maestro unico. Alla faccia di chi diceva che lo sciopero e il corteo erano inutili visto che il decreto era già diventato legge.

In realtà c’è anche di più, per esempio i giovani universitari di AN, che hanno aderito allo sciopero del 30, si sono mossi chiedendo un incontro urgente con i parlamentari del PdL per discutere i contenuti della riforma e contestare lo strumento utilizzato per farla passare e cioè il decreto legge. Identica posizione è stata presa dagli esperti sull’istruzione di AN.

Solo gli universitari di FI difendono a spada tratta l’operato del governo e il giorno 30 davanti all’Università Statale di Milano 20 studenti hanno manifestato in favore della riforma: una cosa ridicola che però ha costretto i giornalisti a titolare “Due manifestazioni a Milano, una contro e una per la riforma Gelmini”.

Intanto sui contenuti del decreto sospeso filtrano alcune informazioni. Secondo alcune indiscrezioni, il progetto punterebbe:

  • a bloccare la “proliferazione” dei corsi,
  • a cancellare le sedi distaccate considerate in eccesso
  • a trasformare gli istituti in Fondazioni di diritto privato (il decreto 112 già contemplava la “possibilità” per i singoli di atenei di compiere questa scelta che diventerebbe invece obbligatoria, alla faccia di chi diceva che ci preoccupavamo per niente)

Inoltre  “sospensione” dei concorsi per i professori – quelli già banditi nel 2007 e nel 2008 – al fine di rendere effettivo il blocco del turn over.

Ragazzi, ora riposatevi un pochino e poi pronti a continuare la lotta.

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