Ho finalmente finito il Sudoku e quindi, con un colpevole ritardo, mi posso dedicare a commentare l’azione di quella simpatica combricola formata dai ministri Gelmini-Brunetta-Tremonti che questa estate, mentre l’Italia dibatteva di grembiulini e voti di condotta, ha sferrato una offensiva senza precedenti verso il sistema scolastico italiano e ha avviato alcuni provvedimenti legislativi che intervengono pesantemente sugli assetti attuali della scuola statale.
Il tutto è iniziato con il famoso Decreto Legge n.112 , già diventato Legge dello Stato il 21/08/2008 (Legge 133) contenente “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”, meglio noto come decreto-Brunetta, quello nel quale sono state finalmente emanate le norme che costringono quei fannulloni degli statali a fare il loro lavoro.
Questo è uno dei numerosi articoli del decreto e interviene pesantemente su un argomento, quello dei permessi e delle assenze, che è materia contrattuale, vale a dire che fino a oggi è stata regolata dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro. Da oggi non più. E la cosa più pericolosa e quindi inaccettabile è che si sia intervenuto su argomenti che sono materia di contrattazione sindacale, per la volontà chiara e più volte dichiarata di eliminare progressivamente le contrattazioni sindacali tra le parti.
Con una incostituzionale distinzione tra dipendenti pubblici e privati si sancisce che (art71):
Nei primi 10 giorni di malattia e per ogni episodio di assenza, viene sospeso il trattamento economico accessorio avente carattere fisso e continuativo. Per chi non l’avesse capito si tratta di una decurtazione dello stipendio, nel mio caso per ogni giorno di assenza mi toglieranno 17,93 euro dalla busta paga. Questa decurtazione si applica anche nel caso di assenza per esami clinici.
Anche nel caso di assenza di un solo giorno l’Amministrazione è obbligata a richiedere la visita fiscale, le fasce orarie di reperibilità per la visita fiscale vengono estese dalle ore 8,00 alle ore 20,00 con l’interruzione tra le 13,00 e le 14,00. Praticamente il dipendente è condannato agli arresti domiciliari senza che abbia commesso alcun reato. La visita fiscale va inviata anche se l’assenza è per esami clinici e la cosa può dar luogo a situazioni bizzarre: mentre il dipendente è alla ASL per una visita specialistica – che non è riuscito a farsi fissare tra le 13 e le 14 o dopo le ore 20 – dall’ufficio “Visite Fiscali” della ASL viene inviato a casa del dipendente il medico fiscale che, non trovando evidentemente a casa il malato, provvederà a convocarlo nel suo ufficio alla ASL per fargli giustificare l’assenza costringendo il dipendente a tornare, naturalmente in orario di lavoro e quindi prendendo un permesso, alla ASL.
La cosa è, come effettivamente sembra, una pura follia oltre ad un notevole aggravio di spesa per la pubblica amministrazione. E non illudiamoci che sia un modo per eliminare l’assenteismo: gli assenteisti abituali godono da sempre del favore di medici (di base e fiscali) compiacenti e, a volte, della protezione dei loro capi.
Se l’articolo 71 non bastasse andate a leggere l’articolo 64 “Disposizioni in materia di organizzazione scolastica” nel quale si da carta bianca ai ministri Gelmini e Tremonti per realizzare quello che da 40 anni non si riesce a fare: LA RIFORMA DELLA SCUOLA.
Altro che la Moratti e la sua Conferenza Programmatica sulla Scuola, i commi 3 e 4 di questo articolo dicono che: entro 45 giorni dalla entrata in vigore del decreto il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca in concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, predisporrà un piano programmatico di interventi volti ad una maggiore razionalizzazione dell’utilizzo delle risorse umane e strumentali. Anche modificando le disposizioni legislative vigenti, si provvederà ad una revisione dell’attuale assetto ordinamentale, organizzativo e didattico del sistema scolastico attenendosi ai seguenti criteri:
a) razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso dei docenti
b) ridefinizione dei curriculi vigenti nei diversi ordini di scuola anche attraverso la razionalizzazione dei piani di studio e dei relativi quadri orari, con particolare riferimento agli istituti tecnici e professionali
c) revisione dei criteri di formazione delle classi
d) rimodulazione dell’attuale organizzazione didattica della scuola primaria
e) revisione dei criteri per la determinazione della consistenza numerica del personale docente e ATA
f) ridefinizione dell’assetto organizzativo didattico dei centri di istruzione degli adulti.
Per quanto riguarda il punto d), il DL 137/08 ha già reintrodotto il maestro unico compiendo un’opera di restaurazione nella scuola elementare che cancella 40 anni di ricerca pedagogica e un modello di scuola efficace e riconosciuto valido a livello internazionale, per il resto bisogna leggere lo “Schema del piano programmatico Gelmini Tremonti” che è stato consegnato l’altro giorno ai sindacati.
Mannaggia, chi l’avrebbe detto che ci saremmo ridotti a dover rimpiangere la Moratti?