L’angolo di Euclide

Di tutto un po’

Televisione e letteratura?

Pubblicato da euclide su 31 Agosto 2008

In vacanza ho guardato molto poco la televisione, per fortuna ho avuto sempre delle cose migliori e più divertenti da fare. Ma ora che sono a casa ho dovuto riprendere le vecchie abitudini e così oggi alle 14.00 circa mi sono sintonizzata su RAI 2 per seguire “Quelli che il calcio“. La trasmissione non c’è ma in compenso stanno trasmettendo una specie di film TV di produzione francese dal titolo “D’Artagnan e i tre moschettieri“.

Che bello, mi sono detta.

Ho letto, o meglio divorato, sia “I tre moschettieri” che “Vent’anni dopo” di Dumas e attendo da anni una trasposizione cinematografica o televisiva che sia non dico fedelissima ma almeno somigliante in modo accettabile al romanzo o almeno al suo spirito.

Dovrò aspettare ancora: da quel poco che ho visto lo sceneggiatore di questa specie di cosa che sto seguendo non deve essere andato oltre la lettura del riassunto della traduzione dal serbo-croato al giapponese di un bigino ungherese del romanzo. Non si spiega altrimenti la figura demoniaca di Milady de Winter, che rinasce come Highlander grazie ai fulmini e si muove contornata da fiamme, e la cotta del Cardinale di Richeliu per Anna d’Austria. E D’Artagnan è rappresentato come arrogante vanitoso rozzo e maleducato al pari degli altri 3 moschettieri, per non parlare del modo grottesco in cui li hanno fatti incontrare e di come hanno imbarbarito la faccenda del duello con gli uomini del Cardinale.

Insomma uno schifo, se non fosse che gli attori sono giovanotti abbastanza bellocci e che si lasciano guardare spegnerei subito la televisione.

13 Risposte a “Televisione e letteratura?”

  1. [...] Read more Posted by | [...]

  2. Http500 detto

    buona settimana!!! :D

  3. Shanadan detto

    a me è piaciuto molto

  4. emmea detto

    Purtroppo è difficile trovare un film che sia fedele a un romanzo, proprio perchè i romanzi si prestano poco a essere traslati in film.
    Di film fedeli al romanzo ne ho visti veramente pochi… (poi, trattandosi di Rai, non c’è da stupirsi che la qualità sia stata scadente :-) )

  5. riccardo detto

    Certo, il rapporto tra cinema e letteratura è spesso fallimentare.
    Tarkovskij e Visconti crearono dei films che non sfigurarono affatto coi romanzi rispettivamente di Lem (”Solaris”) e di Tomasi di Lampedusa (”Il gattopardo”): ma erano artisti di prim’ordine.
    Quanto ai Moschettieri, tempo fa ho visto un film che non era malaccio, con (forse nella parte di Milady) Rebecca de Mornay ed altri che ora non ricordo.
    Quanto però alla “cotta” di Richelieu per Anna d’Austria, mi pare che qualcosa di vero ci sia stato. Dovrei verificare, ma mi sembra che in “20 anni dopo” il Cardinale l’avesse sposata (in segreto) grazie a qualche riserva giuridico-mentale fornitagli forse da codice di diritto canonico del tempo.
    Ciao.

  6. Taglia detto

    Ho sentito parlare di un periodo di assestamento dopo le ferie, in cui si è un po’ “così”, ma addirittura farsi del male con un simile film :D ad un certo punto sono saltate fuori anche le tartarughe ninja?

    Se non ricordo male la trasposizione cinematografica di Visconti non era così aderente al libro di Tomasi. La questione fondamentale è questa: libro e film sono due forme d’arte molto diverse, due forme di comunicazione molto diverse, su questo non ci piove, l’errore è pretendere che il film ricalchi pedissequamente il libro (non può farlo tra l’altro). La domanda allora è: ha senso trasformare un libro in un film? Se sì, si deve concedere qualche licenza al regista, se poi il regista è anche un “artista” le licenze saranno ancor di più, ma il risultato non sempre è disprezzabile.

    Esempi: Don Camillo con Fernandel e Cervi, Dodeskaden di Kurosawa, i Duellanti di Scott. E pure la rilettura di Conrad (cuore di tenebra) fatta in Apocalypse now. Poi Blade runner che si ispira liberamente al libro di P. K. Dick, nonostante ciò il risultato è ugualmente eccellente.

  7. theweird detto

    anch’io mi sono dilettata a guardare quella roba…ehm film (telefilm?? mi inquieta ancor di più!) :-( così, lunedì mattina sono corsa in libreria a comprare un libro per cercare di disintossicarmi ;-) passate bene le ferie? attendiamo foto ;-) buon lavoro!

  8. theweird detto

    commento serio: concordo con Taglia…come faceva giustamente notare il mio prof di Iconologia del Cinema, la letteratura, il romanzo riesce ad esprimere concetti astratti, dal momento che utilizza la lingua, strumento che permette l’astrazione; il cinema invece, procedendo per immagini, non può che rappresentare concretamente, ovvero trasporre nei fatti ciò che magari nel romanzo è espresso attraverso la descrizione di stati d’animo, sensazioni, pensieri filosofeggianti. i pensieri e le emozioni devono trasformarsi nel cinema in gesti, fatti, eventi, personaggi, che diventano simboli che evocano un discorso, un pensiero.
    E’ un po’ quando ti trovi a tradurre da una lingua all’altra…tradurre letteralmente non significa tradurre fedelmente. una traduzione fedele è quella che coglie il senso ed è in grado di trasmettere le stesse sensazioni che il lettore A ha provato nel leggere il testo nella lingua originale. Penso che il discorso valga anche per la trasposizione da romanzo a film.

  9. riccardo detto

    Concordo pienamente con te, Theweird.
    Ricollegandomi infatti a quanto dici sul tradurre, ricordo l’antico adagio secondo il quale il “traduttore” è un “traditore.” Ciò che conta è rendere come appunto dici tu, il senso.
    Anche in questioni artistiche, oltre che in quelle religioso-spirituali, “la lettera uccide ma lo spirito vivifica.”
    Non credo che Ratzinger frequenti questo blog, perciò non dovrei ricevere le sue saette, per questa citazione paolina.
    Ma c’è anche un altro problema: come mai la “nostra” Euclide non risponde? Ci ha forse dimenticati?

  10. riccardo detto

    @ taglia: io avevo detto che l’opera di Visconti non sfigurava con quella di Tomasi; non che fosse più o meno aderente al libro.
    Un’opera d’arte è libera, o non sarebbe appunto un’opera d’arte.
    Comunque, su quest’ultimo punto mi pare che siamo senz’altro d’accordo.

  11. Taglia detto

    @Riccardo: infatti, volevo solo sottolineare che anche se un film non è aderente al libro (e non può esserlo, o molto difficilmente) non necessariamente il film è da disprezzare. Trattasi di un discorso generale che non voleva entrare nel merito di ciò che voi avevate scritto, quanto utilizzare ciò che avevate scritto come spunto per allargare il discorso.

    Ah, il discorso che stiamo facendo vale per i grandi autori, ma non vale per il film che si è “sorbita” la povera Euclide :D

    Circa la libertà, riferita al caso trasposizione di un libro in film, credo sia il punto nodale del dibattito in quanto, potenzialmnte, rifarsi ad un libro per dar forma ad un film potrebbe limitare la libertà del regista (o meglio del team che lavorerà al film), almeno a livello di struttura della trama del film stesso, o di caratterizzazione dei personaggi o di ambientazione. Il discorso qui potrebbe proseguire all’infinito considerando ogni singolo caso :D

  12. riccardo detto

    @ taglia: allora siamo perfettamente d’accordo.
    Del resto, in casi come questi, “allargare il discorso” mi sembra un’ottima cosa poichè la natura stessa dell’opera d’arte richiede una sorta di fuga da schemi logico-razionali rigidi che in quanto tali, possono rivelarsi opprimenti o inadeguati.
    Io applicherei questo ragionamento anche alla filosofia (sia pure con qualche cautela).
    Quanto alla nostra Euclide, che il film le sia stato ammannito da qualche cineasta ex-allievo… una vendetta post-lyceum?

  13. euclide detto

    Capperi!!! non mi sarei mai aspettata di scatenare un così interessante dibattito.
    Grazie dei contributi di tutti, avete tutti ragione: è ingenuo da parte mia pretendere che un film possa riprodurre fedelmente un libro perchè (cito theweird) “il cinema procedendo per immagini, non può che rappresentare concretamente, ovvero trasporre nei fatti ciò che magari nel romanzo è espresso attraverso la descrizione di stati d’animo, sensazioni, pensieri filosofeggianti. i pensieri e le emozioni devono trasformarsi nel cinema in gesti, fatti, eventi, personaggi, che diventano simboli che evocano un discorso, un pensiero”.
    Va bene anche concedere libertà al regista purchè costui si dia un limite ragionevole: la rinascita di MIlady e il suo patto con il diavolo mi sono sembrati francamente eccessivi, per non parlare del fatto che Anna d’Austria è diventata Anna di Spagna e di altre amenità.
    E poi:
    @emmea: la schifezza era di produzione francese, la Rai produce anche cose di buon livello, tipo Montalbano che è un esempio di buona trasposizione cinematografica di libri
    @shanadan: se l’avessero chiamato “i tre spadaccini” invece che “i tre moschettieri” l’avrei apprezzato di più
    @riccardo: non mi freghi su “vent’anni dopo”, il cardinale lì non è più Richeliu ma è Mazzarino :-)
    @taglia: in effetti nel corso di alcuni duelli mi è parso di essere nel pieno di un film delle tartarughe Ninja ;-)
    @theweird: anche per te domenica pomeriggio difficile eh!! :-)

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