Il Rito
Pubblicato da euclide su 21 Giugno 2008
“Alle ore 8,** intervengono il delegato del dirigente scolastico prof.ssa $$$. Il presidente della commissione, prof.ssa ### alla presenza dei proff. %%%, §§§, componenti la Commissione e dei candidati XXX e YYY chiamati ad attestare le regolarità delle operazioni, fatta costatare la perfetta integrità del plico contenente le tracce ministeriali, dopo averlo aperto, subito restituisce intatta alla prof.ssa $$$ la busta destinata alla prova scritta del giorno successivo.
Il delegato del dirigente scolastico esce dai locali della prova e il presidente, alla presenza dei predetti commissari e candidati, fatta costatare la perfetta integrità della busta contenente le tracce proposte per la prima prova scritta, la apre tagliandone l’estremità con le forbici, estrae i fogli con le tracce, e le consegna al prof. %%% il quale procede alla fotocopiatura delle stesse che vengono poi consegnate ai candidati.
Il presidente, dopo aver ricordato ai candidati le norme vigenti che regolano lo svolgimento delle prove scritte e che è consentito soltanto l’uso del dizionario di italiano non enciclopedico, comunica che, essendo le ore 8,**, il termine utile per la presentazione degli elaborati scade alle ore 14,**.”
Anche quest’anno, come tutti gli anni, in tutte le scuole superiori d’Italia, tra le ore 8,00 e le ore 9,00 di Giovedì 18 e Venerdì 19 si è consumato il rito descritto sopra: il rito dell’apertura delle buste ministeriali contenenti i testi delle prime due prove scritte dell’esame di stato. Un rito sempre uguale e compiuto con una certa solennità in presenza degli emozionati e trepidanti candidati.
Del contenuto delle buste e degli errori nei testi ormai si sa tutto. La poesia di Montale dedicata al ballerino russo, la Costituzione, gli sms… e poi la seconda prova di greco, di matematica, di lingue ecc.
Dei temi non parlo se non per dire che a me sono sembrati più interessanti e fattibili di quelli dell’anno scorso e che i miei studenti hanno scelto in maggioranza quello di Montale.
Della prova di matematica del PNI, quest’anno eccezionalmente priva di errori e quindi controcorrente rispetto al resto e agli anni scorsi, che dire? Era proprio facilotta. Almeno cinque quesiti e tre punti e mezzo (su quattro) di uno dei problemi erano a dir poco regalati. Naturalmente per apprezzare il regalo era necessario essere studenti normalmente studiosi, cioè in grado di calcolare in modo corretto il volume del cono e della sfera, di applicare simmetrie elementari alle curve, di calcolare combinazioni semplici, di tracciare i diagrammi di funzioni elementari, di derivare e integrare senza errori funzioni elementari. E questo non è da tutti.
Tra i quesiti da segnalare l’ennesimo riferimento alla “sezione aurea del raggio“, vecchia roba di storia della matematica di cui forse parla qualche docente del biennio, e il quesito sulla probabilità del continuo, che non è definita in nessuno dei libri di testo di calcolo della probabilità attualmente in commercio.
Ma la cosa più incredibile è la richiesta di calcolare in gradi e minuti la misura di alcuni angoli: una roba da geometri (nel senso dei periti), solo loro usano ancora (forse) i minuti e i secondi. In analisi matematica si usano i radianti o, caso mai, i gradi sessagesimali ma nella scrittura decimale. E sui libri che usano i nostri studenti ormai la regola di conversione in minuti e secondi è sparita da tempo: per risolvere il quesito ho dovuto riesumare delle vecchie tavole logaritmiche. Per fortuna non butto via niente.
Ma perché mi stupisco, è dal quesito di maturità di tre anni fa che parlando di misura degli angoli, oltre ai radianti e ai gradi sessagesimali spiego anche i gradi centesimali (spariti dai libri di testo almeno vent’anni fa) e dopo il quesito dell’anno scorso spiego ai miei studenti anche la probabilità del continuo (e questo per i miei studenti era uno dei quesiti regalati).
Forse è meglio che l’anno prossimo ricominci a spiegare come si calcolano i logaritmi usando le tavole (in effetti è ancora nel programma ministeriale del liceo scientifico tradizionale): caratteristica e mantissa…che bello!!
Curiosità. La sigla PNI sta per Piano Nazionale Informatica, ed è il nome di un tipo di sperimentazione del Liceo Scientifico. Niente di recente, sono almeno 20 anni che si fa. Beh, da quest’anno in calce alla prova la dizione è cambiata e, a quanto pare, il tutto è diventato Piano Internazionale Informatica, cioè PII. Che sia l’effetto delle famose tre “I”?
Agos detto
Assolutamente d’accordo. La mia professoressa avrebbe probabilmente commentato con “Ragazzi, è schifosamente facile!”. Probabilmente un effetto dovuto alle lamentele dopo l’anno scorso – ricordo che erano richeste nozioni di algebra generale (parlare di gruppi al liceo? robe da matti!) e se non ricordo male anche un quesito che, sebbene mascherato, era un problema differenziale.
darionescu detto
PII…non suona bene… (cosa sono le tre I?) Però dire “Piano Internazionale Informatico” fa molto “Questa è roba forte!”
Beh io ho fatto entrambe le prove essendo legalmente maturando e… Per quanto riguarda quella di Italiano non ho capito come mai l’ultimo tema è stato passato come “quello degli sms” visto che , almeno secondo me e spero di non aver sbagliato a interpretarlo, era su come influiscono le nuove forme di comunicazione sulla società e se si possa trasmettere emozioni con queste come con le meno moderne (mentre i telegiornali hanno continuato a parlare del linguaggio degli sms che secondo me c’entrava poco).
euclide detto
@Agos: curioso, anche io ho fatto lo stesso commento
Benvenuto tra i miei lettori e commentatori. Comunque oltre a essere “schifosamente facile” era anche “orribilmente corto”
@Darionescu: le “tre I” erano la parte principale del programma del governo berlusconi per la scuola nel 2001 e stanno per Internet, Inglese e Impresa. Ricordo però che il primo gesto del neo ministro moratti fu quello di ridurre le ore di insegnamento dell’inglese nella scuola media. I giornalisti non hanno mai brillato per la capacità di dare informazioni corrette sulle cose della scuola. Sono ancora convinti che la terza prova sia fatta nella tipologia dei quiz a risposta multipla. Credo che tu abbia interpretato il tema in modo corretto
darionescu detto
Grazie! Vedremo se il commissario di Italiano capirà che cosa ho scritto
Ieri parlavo coi miei sull’insegnamento dell’inglese e mio padre ha fatto un’affermazione interessante:”l’importante non è solo la quantità di insegnamento dell’inglese, ma anche la qualità!” Mi riconosco in questa affermazione visto che ho sperimentato un po’ di modi imparare l’inglese e ho notato molta differenza tra uno e l’altro!
Berlusconi quindi mira a formare tanti piccoli suoi alter-ego! Tutti bimbi con lifting, riporto e un po’ bassi che sorridono a 32 denti! Che carini!
riccardo detto
In effetti pare proprio che quest’anno l’esame di maturità sia stato funestato da contraddizioni, incongruenze ed anche da qualche discreta scempiaggine.
Venendo al post, non capisco molto di matematica ma ho capito almeno che nelle prove relative alla materia, si è verificata una sorta di… ritorno al passato.
Ora, forse questo dal punto di vista formale poteva anche andare. Ma tra il punto di vista formale a quell’altro, il sostanziale, c’è molta differenza; è la differenza che corre tra maturità ed immaturità.
E per quanto riguarda l’immaturità, almeno in questo caso mi pare che non siano risultati immaturi i nostri ragazzi.
euclide detto
@darionescu: quando gli insegnanti non sono di ruolo capita che si debbano sperimentare vari metodi di insegnamento..ma poteva andarti peggio: un insegnante di ruolo e del tutto incapace per tutti e 5 gli anni
@riccardo: già, tra l’altro pare che la modifica da PNI a PII sia solo un altro errore di digitazione. Per quanto riguarda il ritorno la passato dire che non è una novità, ogni anno c’è qualche cosa di strano…il fatto è che chi prepara queste prove NON è un docente di scuola superiore e quindi conosce poco o per nulla il programma che effettivamente viene svolto.
Amidee detto
Mi piace pensare alle tre I di Berlusconi, soprattutto la seconda. Inglese.
Com’era? Ai consideres des de fleg of unais steits nos onli as a fleg of a cauntri, bas is a universal messeg of fridom ev dimocrasci…
Più o meno era così.
Magari l’anno prossimo dopo PII ci sarà anche l’aggiunta di un “RLA” per mettere completamente a proprio agio lo studente! D’altronde per come era “schifosamente facile” e “orribilmente corto” il compito, almeno a detta dell’autrice del post, forse ci trattano davvero come tali (: