Puffi o compagni?
Pubblicato da euclide su 13 Giugno 2008
L’altro giorno facendo zapping ho visto che su non so più che canale trasmettono la serie di cartoni animati dei “Puffi”. Allora mi è tornato in mente un gustoso e interessante articolo che avevo letto nella blogosfera nei primi tempi della mia attività di blogger. Il titolo dell’articolo è “Puffi comunisti” , non è una novità, credo risalga al 2004 ed è stato ripreso da altri blogger tra i quali Copia e incolla ORIGINALE.
In tale articolo è riportata una tesi secondo la quale il cartone animato dei Puffi sarebbe stato commissionato al belga Peyo dal KGB con l’intenzione di conquistare e plagiare le giovani menti occidentali. Infatti ad un certo punto si dice “Chissà se i ragazzi che oggi si riconoscono in partiti dell’estrema sinistra non siano stati influenzati nella loro infanzia dai Puffi“.
La tesi si appoggia su una accurata analisi della società dei Puffi dalla quale emergono inequivocabili somiglianze tra questa e la società sovietica durante il regime comunista.
Per cominciare:
I puffi sono delle creature di colore blu, indossano tutti berretto e pantaloni bianchi, tranne il capo villaggio che ha la barba e il berretto e i pantaloni rossi. La loro età non è ben definibile, diciamo che ci sono un anziano (Grande Puffo) ed il resto della comunità sembra essere composto da individui adulti ma ancora relativamente giovani. Anche il genere sessuale è indefinibile dai tratti somatici che sono uniformi per tutti i puffi e lo si intuisce dai comportamenti sociali. Secondo l’autore dell’articolo “La mancata differenziazione tra i sessi e tra gli individui sicuramente ci riporta all’idea comunista di società egualitaria senza barriere tra i sessi e tra gli individui .Ciò crea una omologazione ad un modello fisico tipo di tutti gli abitanti del villaggio, un’inquietante somiglianza con uno degli aspetti più biechi dei regimi comunisti che spersonalizzavano l’individuo annegandolo nella massa.”
I puffi si identificano l’uno con l’altro solamente grazie al ruolo che ognuno ricopre nel processo di produzione, il loro nome è dato dalle abilità specifiche e dai compiti che assumono nel ciclo produttivo della comunità (Puffo Panettiere, Puffo Falegname….). “La parola “puffo”, che precede la qualifica che contraddistingue i puffi assume perciò una funzione unificatrice ed identificatrice (sociale) dei membri del villaggio: è naturale il paragone con la parola “compagno” utilizzata dal partito comunista per identificare i membri dell’apparato e tutti cittadini. “
“Nel regime sovietico le canzoni che i lavoratori cantavano erano composte appositamente dall’intellighenzia e trattavano temi sociali, inneggiando al proletariato e alla produzione. Anche nel villaggio, l’attività lavorativa viene scandita dal ritmo di canzoni che servono per incitare i Puffi nel loro lavoro. Tra le canzoni che i puffi cantano durante le attività lavorative c’è ad esempio la famosissima “la la lala lala la lalalala…………….” (con una vaga somiglianza all’inno dell’URSS).”
E poi:
“La struttura del villaggio dei puffi è molto particolare, le abitazioni dei Puffi sono fatte a forma di fungo, sono composte da un unico locale, infatti le dimensioni sono molto limitate (elemento tipico dell’edilizia popolare sovietica). I colori esterni sono sgargianti a dispetto di un interno molto scarno e spoglio. Le case del villaggio sono predisposte in modo che non ci siano “posizioni migliori” tra le abitazioni, anche la casa di Grande Puffo è mimetizzata in mezzo alle altre.”
“L’economia del villaggio è pianificata e centralizzata sul modello socialista reale. Grande Puffo è l’artefice dei “piani” economici (di impostazione staliniana), non è possibile rintracciare attività private volte a fini di lucro nel villaggio. Il mercato all’interno del villaggio è inesistente, anche la moneta non esiste; tutto avviene per principi re-distributivi stabiliti e pianificati dall’alto. Lo scambio o il baratto non vengono praticati perché i bisogni dei Puffi sono tutti identici dato che i Puffi sono “perfettamente uguali tra loro” anche nelle necessità. Infatti nella società dei Puffi non ci sono classi sociali, non esiste una borghesia in quanto i mezzi di produzione appartengono al popolo; i Puffi sono un proletariato che si è emancipato dalla schiavitù borghese e vive applicando le idee del socialismo reale. E’ Grande Puffo che stabilisce che cosa serve, in che quantità e quando deve essere prodotto o raccolto. La conformazione del villaggio sotto il punto di vista economico perciò è quella di un Kolchoz sovietico”. E, sempre secondo l’autore dell’articolo, “questa inquietante analogia con i principi (soprattutto con i modi di attualizzazione) del marxismo-leninismo è la riprova della faziosità del cartone animato. “
Anche nei personaggi si riconoscono alcuni caratteri particolari:
Il Puffo Quattrocchi si contrappone spesso al Grande Puffo nelle scelte da prendere per la vita del villaggio, è un contestatore e assume serie un’aria e una posa saccente nei confronti dei suoi “compagni” Puffi. Secondo l’autore, facendo un paragone con la storia dell’URSS, questo personaggio sembra richiamare alla memoria Lev Trockij che si contrappone al Grande Puffo/Stalin.
La Puffetta è l’unico essere femminile nel villaggio e i suoi modi di fare e il suo campo di azione sono identici a quelli degli altri Puffi. Secondo la teoria interpretativa dell’autore Puffetta è un elemento di rottura della famiglia patriarcale che vedeva la donna emarginata e posta in secondo piano nei rapporti di valore, interpersonali, sessuali e sociali e ergendosi al disopra del ruolo del maschio occidentale trasforma la propria emancipazione in quella di tutte le donne comuniste che si pongono nella vita, nella produzione e nella vita sessuale allo stesso pari dell’uomo.
Il Puffo Forzuto è il soggetto del villaggio che ha il monopolio della violenza legittima. E’ il braccio dell’esecutivo (Grande Puffo), ha il potere di coercizione e regola le espulsioni coatte dal villaggio. E’ lui che lotta contro il nemico Gargamella. Secondo l’autore il ruolo di Forzuto lo inquadra come tipico agente di sicurezza sovietico, anzi in molti episodi in vera e propria spia del KGB.
Per non parlare dei nemici dei Puffi:
Gargamella è il nemico giurato dei Puffi, un uomo di mezza età, brutto, pelato e soprattutto molto cattivo. E’ un mago di scarse capacità, ha un obbiettivo nella vita che è quello di catturare i Puffi al fine di trasformarli in oro. Il fatto che voglia trasformare i Puffi in oro (e quindi in mercato) non è casuale, nemico numero uno dei Puffi, dal quale diffidare sempre perchè malvagio e infido, Gargamella non è altro che la raffigurazione umana del capitalismo! I Puffi si trovano sempre a combattere contro Gargamella e sempre riescono brillantemente a sopraffarlo, secondo l’autore “ciò è segno dell’incompatibilità tra il sistema socialista e quello capitalista che come previsto da Stalin avrebbero finito inevitabilmente per scontrarsi tra loro“.
Birba è il gatto di Gargamella, è cattivo come il padrone e dall’aspetto molto ripugnante. Anche Birba caccia i Puffi (ma per mangiarli) e nutre un odio viscerale contro il popolo blu. Nella versione originale del cartone animato Birba si chiamava Azreal, tipico nome di origine ebraica, quindi, secondo l’autore “probabilmente il gatto rappresenta l’altro grande nemico del regime sovietico, gli Ebrei. Birba/Azreal potrebbero rappresentare un incitamento ai pogrom oppure contribuire a rafforzare la diffidenza nei confronti degli Ebrei”
Si conclude con una bizzarra interpretazione del nome:
Il titolo originale delle tavole di Peyo era “La Flute à Six Schtroumpfs” ma nella commercializzazione il nome è stato modificato a seconda della lingua di programmazione del cartone animato: Smurfenin (olandese), Smurfen (tedesco), Schtroumpf (francese), Pitufos (spagnolo), Puffi (italiano), Cumafu (giapponese) e altri.
Ma secondo l’autore la cosa che interessa di più era il titolo con cui il cartone animato veniva proposto ai bambini angolofoni: SMURF. Infatti apparentemente il titolo non ha legami con il mondo reale ed è una pura fantasia, ma alcuni studiosi di questo fenomeno mediatico invece hanno provato a dare una interpretazione anche alle motivazioni per le quali è stato scelto questo nome bizzarro.
Le iniziali di SMURF infatti potrebbero essere riferite a: Socialist Men Under a Red Father, cioè “uomini socialisti sotto un padre rosso”
Anche l’autore riconosce che questa sembra una forzatura ma “non è da escludere che sia l’ennesimo messaggio subliminale nascosto nei livelli di lettura profondi del cartone animato. In fin dei conti era soprattutto il mondo anglofono (USA-GB) il principale nemico del comunismo“.
Per finire:
“E’ singolare che i Puffi dimostrino una transnazionalità che solo i cartoni animati di Walt Disney (i quali svolsero la stessa funzione nel campo avverso, esportando il modello di vita capitalista) avevano avuto prima di allora. Certamente sono stati molto importanti nell’omologazione culturale dei giovani europei.
Concludendo, è certo che i Puffi abbiano fallito nel loro intento di plagio (se ciò che ho detto finora ha la minima veridicità), ciò molto probabilmente è imputabile sia al fatto che gli esempi del mondo socialista che il cartone animato proponeva, non reggevano il confronto con la realtà del mondo capitalista e consumista, sia al fatto che le teorie riguardo la comunicazione sulle quali probabilmente il cartone animato si basava, sono state smentite in questi ultimi decenni (Cultural Studies, et.).“
Che dire? La tesi è curiosa però mi ha fatto molto riflettere e trovo che alcune delle cose scritte siano condivisibili. Sarò stata influenzata anche io dai Puffi?
Purtroppo non sono riuscita a trovare il nome dell’autore dell’articolo, peccato perché mi piacerebbe saperne di più su di lui. Se qualcuno lo conosce per favore me lo segnali.


Chicco detto
Davvero interessante….
Faccio notare una cosa…il “Grande Puffo” della politica italiana però è a destra…non solo per la statura, ma soprattutto per il fatto che è ai vertici del potere e ci controlla da almeno 15 anni.
Inoltre,il buon Grande puffo e SB hanno in comune l’ottima retorica e la capacità di persuasione su coloro che li ascoltano.
Con la differenza che quello dei cartoni usa metafore, proverbi e pozioni magiche, quello reale usa le bugie e i tutti i suoi media. Di magico ha solamente il fatto che i suoi capelli appaiono e scompaiono……………magicamente!
apienavoce detto
si anche io in effetti mi sono trovata…..:)
darionescu detto
Con questo criterio si potrebbe dimostrare che anche in Asterix e Obelix i Romani fanno un po’ la parte dei fascisti! Anche la gerarchia scout è molto sovietica allora
Più che altro è militare mi sa
Irish Coffee detto
una bella associazione di idee, non cè che dire
euclide detto
@chicco: benvenuto, i tempi sono cambiati e ora i grandi puffi sono quelli che possiedono le televisioni.
@apienavoce: benvenuta, anche io un po’ mi ero ritrovata
@darionescu: allora sei condizionato da due parti!!
per caso hai votato un partito dell’estrema sinistra?
@Irish coffee: la prima volta che l’ho letto sono rimasta senza parole
riccardo detto
Erano sovietici o parasovietici anche i 7 nani che cantavano: “Andiam, andiam, andiamo a lavorar?”
Scherzi a parte, secondo me l’articolo forza alcuni elementi, più o meno plausibili.
Se leggiamo “Il mondo incantato. Uso, importanza e significati psicoanalitici delle fiabe”, di Bruno Bettelheim possiamo “scoprire” che fiabe come Biancaneve, Hansel e Gretel ecc. mascherano le peggiori tendenze intime, asociali, distruttive ecc. Tutte balle, ma almeno il grande Bruno sapeva autoregolarsi!
Http500 detto
Gli interisti dicono sempre la verità!
Antonio M. detto
La totale identificazione tra comunismo e stalinismo impedisce di cogliere il carattere profondamente umanistico presente nel comunismo teorico e in quasi tutti i tentativi abortiti di comunismo. Tutti gli aborti sono avvenuti per intervento esterno:
gli USA in Guatemala, Messico, Cile, l’URSS abortendo la Primavera di Praga, i socialdemocratici annientando gli “Spartachisti” in Germania, “il cervello che non deve più pensare”, Gramsci in Italia,
i Fronti Popolari in Francia e Spagna.
Anche questa interpretazionee antistalinista dei Puffi si prefigge il medesimo scopo, l’omologazione fra stalinismo e ogni forma di comunismo possibile, passato, presente, futuro.
theweird detto
ecco perchè sono cresciuta bene guardando i puffi
scherzi a parte, tutto è possibile, come per la disney che, come si legge anche nell’articolo, propone un certo tipo di modello culturale…non so fino a che punto ci sia stata questa intenzionalità “subliminale” nel cartone, certo è che, come tutte le forme mediatiche, anche i cartoni risentono di un certo clima culturale e considerando il periodo in cui è uscito, può darsi che una qualche influenza politica (anche inconscia e non così voluta) ci sia stata…e interpretazioni di questo genere secondo me sono un po’ una forzatura, cerchiamo sempre di interpretare a posteriori con chissà quali schemi teorici cose magari nate senza quell’intento (vedi tanta critica d’arte; non so mai fino a che punto l’artista le abbia pensate davvero certe cose…).
darionescu detto
L’intervento di Antonio M. è delirante!
Non credevo che un gruppetto di omini blu vestiti di bianco che aiutano la natura e cantano canzoncine potesse scatenare un discorso del genere
Accipuffolina!
euclide detto
@riccardo: non sono certa che quelle di Bettelheim siano tutte balle, ma ha scritto anche sui puffi?
@http500: come sempre!! secondo te anche Peyo era interista?
@antonio m: l’autore dell’articolo evidentemente era (o è)antistalinista. Concordo con te che l’omologazione tra comunismo e stalinismo non sia corretta e vada combattuta, soprattutto di questi tempi, con ogni mezzo informativo possibile.
@theweird: anche secondo me in alcuni aspetti l’articolo è un po’ una forzatura e per quanto riguarda la critica d’arte anche secondo me alcune cose e interpretazioni sono inventate dal critico
@darionescu: l’intervento di antonio non è stato scatenato dai puffi.
Luigi detto
Esistono anche interpretazioni meno “ortodosse” sul significato dei puffi:
http://bradipo-tales.blogspot.com/2008/05/utopie-blu-puffi-e-viagra.html
riccardo detto
Intendo se non rettificare, spiegarmi meglio: non credo neanch’io che certe teorie di Bettelheim fossero o siano “tutte balle”.
Intendevo dire che talvolta anche lui poteva applicare in modo troppo “meccanico” certi assunti della psicanalisi alle fiabe. Sono stato troppo sbrigativo e colloquiale, anche perchè il libro da me citato è davvero valido.
Dubito che “il” Bruno abbia mai scritto sui Puffi (ma avrebbe potuto scrivere cose interessanti anche su di loro).
Infine, il commento sul comunismo di Antonio M., come tu Euc. hai capito benissimo, era di ampio respiro storico… inoltre corrisponde a quanto penso anch’io.
euclide detto
@riccardo: Euc? mi piace