L’angolo di Euclide

Di tutto un pò

DSA

Pubblicato da euclide su 5 Maggio 2008

Finalmente un corso di aggiornamento utile e che, a differenza di altri corsi frequentati, non ti fa venire la voglia di mollare la lezione per andare a fare shopping.

Si è parlato dei DSA, cioè dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento. il più noto è la DISLESSIA ma ce ne sono altri come la DISCALCULIA, la DISORTOGRAFIA, la DISGRAFIA e, da ultima e non da tutti riconosciuta, la DISNOMIA.

Sono disordini neurologici congeniti di origine genetica (elevatissima familiarità) che non consentono a soggetti intellettualmente normodotati di automatizzare le procedure di lettura (dislessia), di codifica ortografica (disortografia), di calcolo (discalculia). La disgrafia è invece un problema di prassia e compromette la mobilità fine e quindi il gesto grafo-motorio.

Poiché queste attività si sviluppano in 3 zone distinte del cervello (lettura e scrittura, calcolo, mobilità) i disturbi si possono presentare singolarmente o associati tra di loro.

Per capire meglio di che cosa si tratta bisogna tenere presente che in prima elementare si impara a leggere usando un approccio di tipo fonologico nel quale si associa un suono ad ogni lettera. 

es: CASA            ”C” “A” “S” “A”.

L’acquisizione della lingua italiana è molto rapida  - alla fine della prima elementare il processo è già automatizzato e un bambino legge correttamente il 94,88 % delle parole - e robusta perché la lettura è un apprendimento di tipo procedurale come nuotare o andare in bicicletta, sono cose che non si disimparano.

A questo punto si è formato nel nostro cervello un “magazzino” delle parole che ci consente di iniziare, per la lettura, ad usare un approccio di tipo lessicale, cioè per significato delle parole. Questo approccio è quello che ci consente di leggere e comprendere correttamente anche una frase come questa:

 ”Socdno una riccrea dlel’Unversetiià di Carbmdgie l’oidrne dlele lertete all’iternmo diuna praloa non ha imprtzaona a ptatp che la pimra e l’ulimta saino nllea gusita psoizoine”.

Si è calcolato che durante la lettura un adulto salta dalle 10 alle 14 lettere al secondo (lettura “senza leggere”) perchè la conoscenza delle regole sintattiche e lessicali consente di leggere il contesto e minimizzare l’accesso visivo. La nostra lettura viene quindi fatta attraverso la via lessicale, solo le parole a bassa frequenza (per esempio quelle di un lessico specialistico) vengono lette attraverso la via fonologica. La velocità di lettura media è di 6/7 sillabe al secondo.

Una persona affetta da DISLESSIA - si stima che il 5% della popolazione scolastica ne sia affetto - ha un difetto nel “magazzino del lessico” che lo costringe, per la maggior parte delle parole, ad un approccio fonologico, e quindi, non automatizzato alla lettura che è molto lenta e scorretta. La velocità di lettura è inferiore alle 3 sillabe al secondo e un’altra caratteristica è la sostituzione in lettura e scrittura di lettere con grafia (p/b/d/q/g, a/o, e/a) o suoni (t/d, r/l, d/b, v/f) simili (esempio: termico è letto dernigo, lampo diventa lompa).

Se è DISORTOGRAFICO ha difettoso il “magazzino del lessico ortografizzato” e il processo di scrittura delle parole non è automatizzato. Commette errori nella decodifica delle parole fonologicamente compatibili (es. cuota/quota, ha/a) o che hanno distanza fonologica minima (es. fino/vino, parole con le doppie), e nella segmentazione o fusione delle parole (es. ch iesa).

Se è DISGRAFICO ha un disturbo della funzione motoria fine - ad esempio  ha difficoltà ad allacciarsi i bottoni e le stringhe delle scarpe - che non gli permette di automatizzare il gesto della scrittura. La sua calligrafia viene universalmente definita “a zampa di gallina”, ma ha anche difficoltà nel disegno tecnico.

E la DISCALCULIA? è il disturbo meno conosciuto e forse più diffuso. Merita un discorso a parte. Ci vediamo alla prossima puntata.

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