L’angolo di Euclide

Di tutto un po’

Archivio per Aprile 2008

La scuola è uno zoo?

Pubblicato da euclide su 30 Aprile 2008

Io credo di no. Vogliono farla apparire così e per questo non esitano a far leva sui peggiori istinti degli studenti e sulle loro manie di emulazione e protagonismo.

A cosa mi riferisco?

Mi riferisco al servizio che ho visto ieri sera al telegiornale. Si parlava di un sito web denominato “scuolazoo” nel quale sono raccolti i pubblicati tutti i video che gli studenti realizzano con il telefonino. Il commento della giornalista avvalorava l’ipotesi dello zoo e a titolo esemplificativo del contenuto del sito sono stati mostrati due video, evidentemente ritenuti divertenti: nel primo si vedeva uno studente che incendiava la verifica scritta perchè valutata negativamente, nel secondo si vedeva uno studente che, mentre il supplente stava spiegando qualcosa alla lavagna, gli si è avvicinato e gli ha abbassato i pantaloni.

A questo punto mi sarei aspettata dalla giornalista una dura stigmatizzazione del commento sui comportamenti dei due studenti. Il gesto dei pantaloni in particolare non mi pare per nulla divertente, anzi è una gravissima mancanza di rispetto nei confronti dell’uomo che in quel momento era supplente e per questo è un gesto di grande maleducazione.

Invece niente. E come se non bastasse ecco l’immancabile “il gesto è stato compiuto in presenza dell’insegnante che naturalmente non ha mosso un dito“.  La colpa dei fatti è stata così fatta ricadere sull’insegnante, colpevole di non essere intervenuto.  

Perchè a quanto pare il ruolo di educatori è demandato in esclusiva ai docenti: così tutti gli altri se ne possono lavare le mani. Non importa se alla televisione, sui giornali e, ahimè, in famiglia vengono proposti e incoraggiati modelli ed atteggiamenti negativi, se gli studenti sono bestie è colpa dei docenti, non colpa mia o tua o sua.

E ancora. E’ stato intervistato  l’ideatore del sito che si è detto molto divertito della cosa e contento del successo ottenuto. Anche da lui nessuna stigmatizzazione dei contenuti dei video, anzi un invito a realizzare e poi filmare altre imprese simili a queste. Il motivo mi pare più che evidente, anche lui deve la sua fama e la sua celebrità alla persistenza di questi cattivi comportamenti.

Infatti nell’home page del sito c’è un invito e soprattutto un incoraggiamento a realizzare altre imprese simili a queste: “Scuolazoo è il sito che renderà celebri le vostre imprese scolastiche!”. Perchè è questo che fa gola. L’attimo di celebrità. Non fa nulla se la celebrità è negativa, basta apparire e magari trovare il modo di andare al GF, cosa che a quanto pare è la “massima” aspirazione degli studenti……ma sarà vero o è soltanto una cosa inventata per fare pubblicità alla trasmissione GF? 

E poi via con una nuova impresa dal titolo “Arrivare in ritardo al mattino e tirare giù la porta della classe non ha prezzo” . Evviva!!! applaudiamo il vandalo!!! Lui si che è un gran “figo”, le porte non le apre ma le rompe. Deve aver pensato la stessa cosa lo studente che ieri nella mia scuola è stato fermato mentre infieriva a pugni e calci sulla porta del bagno. Peccato che l’eroe non abbia rotto la porte della sua cameretta ma quella della classe. Nella scuola. Una proprietà di tutti, non sua. Spero che gliel’abbiano  fatta pagare a peso d’oro.

E poi, per finire, il banner: Basta studiare. E’ ora di copiare. Da oggi puoi copiare senza sgamare. Clicca qui per scoprire come. Perchè oggi studiare ed avere una istruzione non è più un valore. E’ invece diventato un segno distintivo la furbizia. Perchè stupirsene, i giornali non insegnavano a eludere i controlli degli autovelox? e in periodo di Esame di Stato (fine di Maggio e Giugno) gli inserti del Corriere della Sera (non il giornale che regalano sul metro) non sono pieni di interviste con attori, cantanti e altri idoli giovanili che spiegano come sono riusciti a passare l’esame di maturità senza avere studiato e copiando la prima, la seconda e la terza prova? ma perchè gli studenti dovrebbero prendere sul serio la scuola? ecchè, sono forse fessi?

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Avventura all’ufficio postale

Pubblicato da euclide su 28 Aprile 2008

Non vorrei essere cattiva perchè, davvero, detesto quelli che pensano di essere i soli a lavorare e non ci credo che gli altri non fanno niente. Ma oggi, dopo essere stata all’ufficio postale, mi viene voglia di ricredermi.

I fatti. Sono andata all’ufficio postale per pagare un bollettino di conto corrente e spedire una lettera con la posta prioritaria: sono entrata alle 14,10 e ne sono uscita alle 16,00!!!!  L’ufficio è abbastanza grande, è il centro di raccolta delle raccomandate non distribuite di mezza Milano. Per questo ci sono 20 sportelli e normalmente non ci si mette così tanto tempo. Ma oggi sì. Sarà colpa del ponte che ha privato l’ufficio di alcuni dipendenti? una epidemia li ha falcidiati? boh!! sicuramente c’è un problema nell’organizzazione.

Non è più la posta di una volta con uno sportello per ogni funzione (raccomandate, vaglia, conti correnti…) e delle interminabili code. Ora ogni sportello può svolgere più di una funzione e l’attesa non si fa più stando in piedi davanti allo sportello: ci sono i numerini e delle ottime e comode (?!) poltroncine da occupare in attesa della chiamata del tuo numero. Fantastico potremmo dire…peccato che il tutto funzioni in modo incomprensibile.

Innanzitutto i numerini: al distributore all’ingresso ci sono 4 pulsanti che vanno digitati secondo quello che si deve fare. Questi 4 pulsanti generano (chissà come)  numeri di 6 serie diverse: A, C, F, L, H, P. Quello che ho capito è che la serie C è per il pagamento dei bollettini di c/c, la serie P è quella per la spedizione di raccomandate e pacchi, la serie L è quella per il ritiro di pacchi e raccomandate. E le altre? la A probabilmente è quella per i titolari di conto corrente BancoPosta ma la F e la H mi risultano ignote. E’ anche del tutto incomprensibile il criterio secondo il quale i numeri vengono chiamati.

Arrivo alle 14,10 e prendo i miei numerini: P134 e C231. Non male, stavano servendo il P116 e il C218…….Illusa. Al P116 c’erano due rom che stavano spedendo un pacco: non so dove dovessero spedirlo, fatto sta’ che dopo 25 minuti erano ancora lì. In compenso la serie C si è arenata al numero 220. Per circa un’ora sono usciti numeri delle altre serie fino a che, alle ore 15,15, il direttore dell’ufficio è uscito tra noi che eravamo in attesa e ha detto “Chi ha bollettini di c/c da pagare venga con me che andiamo nell’altra sala ” . Momento di smarrimento e di stupore. Nessuno di noi ha capito perchè ci dovevamo spostare, perdendo di vista lo sportello “P”, visto che c’erano sportelli senza operatore anche in quella sala. Comunque lo abbiamo seguito nell’altra sala, quella della distribuzione delle raccomandate (serie L), nella quale una trentina di persone inferocite stavano aspettando la loro raccomandata davanti all’unico sportello aperto (sulle modalità di stampo medioevale con le quali vengono conservate le lettere non consegnate e sulla lenta procedura con la quale vengono consegnate al legittimo proprietario ci sarebbe da scrivere un altro romanzo). Naturalmente appena uno di noi si è avvicinato allo sportello chiedendo se poteva pagare il bollettino di conto corrente, c’è stata una insurrezione popolare, il malcapitato è stato mangiato e il direttore si è messo anche lui a distribuire le raccomandate. A questo punto sono tornata nell’altra sala dove, dopo circa 5 minuti, la serie C si è sbloccata. I numeri hanno iniziato a scorrere senza che nessuno si presentasse allo sportello (erano tutti nell’altra sala) e così, alle 15,25 ho potuto pagare il bollettino di c/c. Mezzo lavoro era fatto.

Rimaneva l’altra metà. I rom se ne erano andati. Il P117 e il P118, a giudicare dal tempo impiegato, devono aver spedito circa 200 raccomandate. Chiamano il P119. Nessuno si presenta allo sportello. Il P120 è già con il portafoglio in mano…cosa accade? l’impiegata si alza e se ne va (!). Avrà pensato che forse nessuno aveva la serie P? forse, visto che si è messa a chiacchierare e poi ad aiutare (senza essere chiamata!!!) l’impiegata dello sportello di fianco (che, per la cronaca, stava servendo un numero della serie H). Se non ci fosse stato il vetro divisorio probabilmente in quattro avremmo scavalcato il bancone per strozzarla con le nostre mani…ma c’era il vetro e abbiamo dovuto pazientare per altri 20 minuti fino a che non si è nuovamente seduta al suo posto. Dato che 12 dei numeri serie P che mi precedevano avevano rinunciato, la cosa è durata ancora poco e alle 16,00 me ne sono potuta andare.

Insomma è stata una esperienza che però in definitiva si è rivelata utile. Durante la lunga attesa ho infatti capito alcune cose:

  1. non aprirò mai un conto BancoPosta dopo aver visto un povero correntista che, non riuscendo a farsi capire attraverso lo spesso vetro divisorio, ha dovuto praticamente gridare, a beneficio di tutti i presenti, che voleva prelevare 2000 euro in contanti..alla faccia della sicurezza e della privacy
  2. i biglietti della serie H danno accesso ad un unico sportello evidentemente destinato ai correntisti di BancoPosta più meritevoli:  chi è in possesso di uno di questi preziosi numerini non fa praticamente coda e può fare tutte le operazioni (prelevamento, raccomandate, bollettini, pacchi ecc.) allo stesso sportello.

Non ho però capito come si fa ad avere il mitico numerino serie H.

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Segnali di una brutta giornata

Pubblicato da euclide su 28 Aprile 2008

Potrebbe essere una brutta giornata se….

…..ti svegli in un posto strano…..

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25 Aprile, W la Liberazione, W i Partigiani

Pubblicato da euclide su 26 Aprile 2008

In risposta a chi ieri voleva impedire che Bella Ciao fosse cantata e suonata sulle piazze italiane e a chi dice che dobbiamo ringraziare solo gli americani se l’Italia è stata liberata dalla dittatura fascista e dall’occupazione nazista.

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Sono solo promesse elettorali o diventeranno realtà?

Pubblicato da euclide su 25 Aprile 2008

Oggi, sfogliando il settimanale Oggi, ho trovato un simpatico giochino che voglio riproporre.

Si parlava dell’esito delle elezioni e della netta vittoria della coalizione formata da PdL e Lega Nord, che, grazie all’esito delle votazioni, si trovano ad avere una maggioranza schiacciante sia alla Camera che al Senato e che sono quindi nella condizione migliore per realizzare il loro programma elettorale.

Ed ecco il gioco. Tra le molte parole e promesse fatte da Berlusconi in campagna elettorale sono state estrapolate le 20 idee più “forti” (i 20 “sogni” di Silvio): vediamo quali riuscirà a realizzare. Naturalmente speriamo proprio che alcune di queste cose non si realizzino mai,  ;-)   comunque mi impegno a tenere aggiornato l’elenco segnando anche l’eventuale data di realizzazione.

  1. L’Esecutivo sarà composto al massimo 60 componenti tra ministri, vice e sottosegretari
  2. Il primo Consiglio dei Ministri si terrà a Napoli
  3. Già dal primo Consiglio dei Ministri verrà abolita l’ICI sulla prima casa
  4. Il Premier trascorrerà un giorno alla settimana a Napoli fino a che non sarà risolto il problema dei rifiuti
  5. Ad ogni nuovo nato verrà versato un bonus di 1000 euro
  6. Le pensioni al di sotto dei 1000 euro al mese verranno adeguate al carovita
  7. Verranno date agevolazioni fiscali a chi pur potendo andare in pensione deciderà di rimanere al lavoro
  8. Gli straordinari e i premi di produttività verranno detassati
  9. Per ridurre i costi dello Stato verranno tagliati gli enti e le consulenze inutili
  10. Il numero dei componenti di Camera e Senato verrà ridotto
  11. L’IVA dovrà essere pagata solo dopo il reale incasso della fattura
  12. L’IRAP (Imposta regionale delle attività produttive) verrà ridotta
  13. La tassa per auto, moto e motorini verrà ridotta in modo graduale
  14. Verranno previste riduzioni delle tasse in relazione al numero dei figli
  15. Verrà introdotto il federalismo fiscale
  16. Verranno ridotti in modo drastico gli ingressi di clandestini nel nostro paese
  17. Le pene per i reati di violenza su donne e bambini verranno inasprite
  18. Verrà istituito l’agente di quartiere
  19. Verrà promossa una cordata italiana per l’acquisto di Alitalia
  20. Tra le grandi opere da realizzare verrà data la priorità a TAV, Pedemontana lombarda e veneta, Ponte sullo stretto di Messina

 

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Scommettiamo?

Pubblicato da euclide su 23 Aprile 2008

Dopo qualche giorno di assenza a causa di impegni di lavoro (sì, lavoriamo anche noi insegnanti ;-) ) mi riaffaccio per una breve notiziola che ho letto nel pomeriggio e che mi ha fatto sorridere in questo periodo di magra e di toto-ministri.

A proposito, il nome che si fa oggi per il Ministero della Pubblica Istruzione è Stefania Prestigiacomo. Non per essere cattiva, ma è l’ennesima incompetente (di fatti di scuola naturalmente) proposta per questo ruolo. Prima di lei sono stati infatti fatti i nomi di Calderoli (non è quello che portava i maiali a pisciare sui terreni destinati alla costruzione delle moschee?), Formigoni (il governatur con la g maiuscola), Bondi (sì, proprio lui, il giocondo portavoce di Berlusconi) e ora la Prestigiacomo che, almeno rispetto agli altri nomi, è di fresca e gradevole presenza.

A proposito di Formigoni, domani dovrò prendere in giro il mio collega che ha votato per il PdL proprio perchè c’era lui come capolista: “Perchè voglio che esporti a Roma un pò del modello di buon governo della Regione Lombardia“. Dopo l’elezione (più che prevista visto che era il capolista e che sarebbe risultato eletto anche se il PdL avesse preso 1 solo seggio) Berlusconi si è accorto che così deve lasciare la presidenza della Regione Lombardia e che sarebbe necessario tornare alle urne (che babbeo, se me l’avesse chiesto prima glielo avrei spiegato io). E così dietro front. Che vergogna, l’hanno usato per raccogliere voti e poi lo hanno scaricato….

Comunque veniamo alla notizia. Io non lo sapevo ma forse voi sì. Il principe Emanuele Filiberto di Savoia era tra i candidati alle ultime elezioni politiche. Era capolista del suo partito, “Valore e Futuro”, presente nella circoscrizione estera dell’Europa. Ha preso solo 4.457 voti, soprattutto in Svizzera, anche se poteva essere votato da tutti gli italiani residenti in Europa. Ma la chicca è una intervista da lui rilasciata al quotidiano Il Giornale nella quale dà la colpa dell’insuccesso al fatto che “Non sono mai stato invitato ai dibattiti televisivi in Italia e gli italiani all’estero si informano soprattutto con quelli“. Ma non si perde d’animo e “visto che in politica sono un volto nuovo, visto che il mio partito è nuovo e visto che ho avuto poco tempo per farmi conoscere, mi sembra già un buon risultato” e poi “Tra quindici-vent’anni il mio sarà il primo partito italiano“. Scommettiamo? :-)

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VANINI + T = VANTINI

Pubblicato da euclide su 18 Aprile 2008

OK, chiedo scusa a tutti gli Andrea Vanini del mondo.

Mi sono proprio sbagliata (per la verità è Venividiwc che mi ha indotto all’errore ;-) ): l’autore dell’inno della campagna elettorale del Partito della Libertà, la canzone “Meno male che Silvio c’é”, non si chiama Andrea Vanini ma bensì Andrea VanTini.

Come forse ricorderete, il 16 febbraio scorso ho scritto un articolo su questa canzone. Tale articolo, la cosa è veramente incredibile, risulta il pezzo più letto di tutto il blog. Dalle statistiche infatti risulta che fino ad adesso ha ricevuto 1961 visite e che è riuscito a staccare di un bel pezzo l’articolo secondo classificato, Le ragazze di Playboy, fermo a 908 visite (anche questo è incredibile).

E’ proprio durante una di queste visite che uno degli Andrea Vanini del mondo mi ha segnalato l’errore. Inizialmente non gli ho creduto ma di fronte alla sua insistenza mi sono messa a fare ricerche scoprendo così la verità.

Ecco che cosa ho scoperto: Andrea Vantini è un giovane cantautore veneto di 38 anni. Secondo quanto pubblicato dal Corriere della sera, l’ispirazione per comporre questa canzone gli sarebbe venuta una sera del 2002 mentre guardava una puntata di Sciuscià di Michele Santoro (e infatti l’articolo inizia con la frase “Tutta colpa di Michele Santoro” :-) ). Per sei anni, fino al 14 febbraio scorso, la canzone non è riuscita a varcare il confine dell’ufficio di registrazione, poi è diventata l’inno della campagna elettorale del PdL. Sembra inoltre che il giovane Andrea si sia organizzato: per la felicità degli estimatori della canzone è in vendita on-line, per la modica cifra di 15 euro + spese di spedizione, un confezione contenente una T-short e il cd della canzone. L’articolo del Corriere prosegue con dei giudizi sulla canzone tra i quali segnalerei quello di Edoardo Sanguineti ”Io mi auguro che Berlusconi lo adotti come inno ufficiale, sarebbe proprio un ottimo deterrente al voto”, al quale faccio i complimenti per la lungimiranza.

Vorrei però concludere citando un altro articolo che ho trovato oggi  sul Web. Si tratta di una gustosa recensione della canzone ed è stata scritta da un certo W_la_libertà sul sito www.DeBaser.it. Nella parte finale si legge: “Menomale che Silvio c’é è il grido disperato di un povero e giovane intelligente uomo, simbolo dell’Italia che lavora e che ama la Libertà, che decide di innovare il presente con una bella dose di Libertà. Libertà di rifarsi (anche esteticamente), Libertà di curarsi, Libertà di arricchire il prossimo, Libertà di non pagare le tasse in quanto ingiusto, Libertà di costruire palazzi senza autorizzazione, Libertà di corrompere…per questo e molto altro: Menomale che Silvio c’è e dormite tranquilli che Silvio c’é!“. E, ahimè, è proprio vero.

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Sei cose di me

Pubblicato da euclide su 15 Aprile 2008

Grazie alla mavi ho ricevuto la prima nomination per quello che si chiama meme (almeno credo). E così sono coinvolta in questa catena.

Il compito consiste nello scrivere 6 cose su di me e nel nominare altri tre blogger per continuare la catena. Dopo un iniziale momento di panico, ho iniziato a pensare alla cosa, che tutto sommato è divertente, e mi sono messa a fare i compiti e quindi….pronti via.

Cominciamo dalle nomination. Nomino, cioè passo il pacco, a tre giovani blogger che visito giornalmente: theweird, daemonia e venividiwc.

E ora le sei cose.

1) Mi piace il cioccolato. Quello fondente (ma solo fino al 65% perchè se no è troppo amaro) e quello bianco. Non mi piace il cioccolato al latte a meno che non sia infarcito di nocciole. Non sono golosa e questo è l’unico dolce per il quale farei follie e che mangerei a tutte le ore.

2) Mi piace ascoltare la musica classica. Le quattro stagioni di Vivaldi, l’Eroica di Beethoven, i concerti per pianoforte e orchestra di Mozart e poi Chopin, Tchaikowsky, Mendelson….l’ascolto di questa musica mi da gioia e mi riempe il corpo e lo spirito.

3) Mi piace frequentare le librerie, detesto frequentare le biblioteche. Perchè quando leggo un libro che mi piace mi scatta immediatamente il desiderio di possederlo per poterlo rileggere, tutto o in parte, quando ne ho voglia. Perchè una sola lettura non mi basta, devo rivivere e riassaporare i momenti più salienti ed emozionanti. Tra quelli che ho comprato io e quelli che ho ereditato da mia madre ho in casa circa 500 volumi tra i quali cito, in un elenco necessariamente incompleto, I tre moschettieri, Cent’anni di solitudine, Se questo è un uomo, La fata carabina, Ragionevoli dubbi, L’eleganza del riccio…….

4) Mi piacciono i telefilm. E’ da quando sono giovane che ho questa passione. Non li guardo tutti, solo quelli in cui ci sono protagonisti che mi piacciono o nei quali mi posso immedesimare o per i quali provo interesse e comprensione. Per intenderci non seguirei mai la serie TV I Soprano dato che mi riuscirebbe inconcepibile provare compassione per una famiglia di mafiosi. Tra le serie che guardo e riguardo sempre volentieri, oltre al già citato The O.C., ci sono Dr House, ER (fino alla ottava serie, poi mi ha stufato), 3 libbre, Garrison Commando, Highlander, Will e Grace, Scrubs…….

5) Mi piace fare il mio lavoro. Non prendetemi per pazza ma insegnare mi piace. Naturalmente per la parte di lavoro che si fa in classe, a contatto con i ragazzi, non per quella parte fatta di commissioni, coordinamenti, consigli, collegi con quelle interminabili e spesso inutili riunioni. Il contatto con gli studenti mi diverte. E’ bello vederli crescere e maturare ed è bello quando, dopo, vengono a ringraziarmi per il lavoro che ho fatto. Perchè mi succede anche questo e la cosa da molta soddisfazione.

Per finire un elenco di piccole cose che non mi piacciono o che decisamente detesto:

6) Non mi piacciono: gli asparagi, il gorgonzola, le bricciole di biscotto nel caffelatte, i canditi del panettone, il panettone senza canditi, lo spumante dolce, la mostarda, le persone arroganti, i tatuaggi, la televisione urlata…….

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Ho deposto

Pubblicato da euclide su 13 Aprile 2008

Ho fatto il mio dovere e alle ore 13,32 di oggi ho deposto le mie schede nell’urna elettorale.

Alle 12,30 sono uscita di casa e dopo un viaggio di 55 minuti e tre mezzi pubblici ho raggiunto il mio seggio elettorale che, poichè che la mia residenza non coincide con il domicilio, si trova esattamente dall’altra parte della città.

Se solo fosse stato più vicino penso che quest’anno mi sarei riproposta, dopo tanti anni, come presidente di seggio o rappresentante di lista, giusto per tenere gli occhi bene aperti e vigilare sulla regolarità di queste elezioni. Per fortuna non l’ho fatto perchè di queste buone intenzioni tendo a pentirmi quando al mattino suona la sveglia: stamattina per esempio mi sono svegliata per sbaglio alle 5,30 e vedendo il buio che c’era fuori ho subito pensato alla pattuglia di eroici membri dei seggi che si stavano apprestando ad iniziare le loro 16 ore di lavoro al seggio. Forse non ho più l’età per fare certe cose.

Comunque a questo proposito devo dire che al seggio sono stata accolta da tre tristissimi membri di seggio di sesso maschile. Forse poveretti erano molto stanchi o forse non andavano d’accordo tra loro (ci vuole una donna per iniziare una conversazione e mantenerla aperta) o forse avevano litigato. Fatto sta che nessuno ha risposto al mio cordiale saluto, ne all’inizio ne alla fine, maleducati, e nessuno a risposto al mio timido tentativo di conversazione. Non era un granchè, soltanto una considerazione sulla scheda elettorale che ho trovato molto chiara: i simboli dei partiti, stampati a colori, sono ben distinguibili l’uno dall’altro come sono visibili i rettangolini delle coalizioni. Insomma, avrei potuto anche votare senza occhiali (ma per essere proprio sicura di non sbagliare a tracciare il segno li ho messi). Non mi avranno risposto perchè ho detto che la polemica sulle schede elettorali mi sembrava pretestuosa ed infondata? boh!

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Perchè votare?

Pubblicato da euclide su 10 Aprile 2008

In tutti questi anni non ho mai mancato un appuntamento con le urne. Il 13 e il 14 aprile saremo ancora chiamati a votare. A distanza di due anni dall’ultima volta e dopo i due anni, decisamente deludenti, del governo Prodi.

Molti dicono che non andranno a votare, io ci andrò. E sapete perchè?

- Perchè il voto è un diritto. Un diritto costituzionale. Un diritto prezioso che troppe volte diamo per scontato.

- Perchè il voto è un dovere. Ognuno di noi ha il dovere di compiere una scelta della quale ci dobbiamo assumere la responsabilità. Perchè è molto comodo non scegliere. E’ quello che fa Beppe Grillo che così può criticare tutto e tutti perchè tanto “Non è colpa mia”.

- Perchè non è vero che tutti i politici sono uguali. Sono diversi i candidati premier, le loro storie, i loro comportamenti e il loro linguaggio. Sono diverse le idee che hanno riguardo a che cosa deve essere la “Politica” e al perchè deve essere fatta. E sono diversi anche i loro alleati, le loro storie e il loro linguaggio. Sono diversi i loro “eroi”.

- Perchè non è vero che i programmi dei partiti siano uguali. Sono diverse le loro proposte sui grandi temi etici ma anche su temi più piccoli e “meno importanti”. Sono diverse le idee su come deve essere l’Italia.

- Perchè non voglio che siano gli altri a decidere per me. La legge elettorale attualmente vigente, voluta, formulata e votata dai partiti del centro-destra, non ci consente di esprimere preferenze e i deputati e i senatori saranno quelli decisi dalle segreterie dei partiti. Ho poco spazio per esprimermi ma lo voglio usare tutto, voglio votare per contribuire a determinare il “peso” dei vari partiti. E voterò per chi è sempre stato contrario a questa legge e la vuole cambiare.

Per chi voterò? sono affari miei e non voglio dichiararli. Chi mi ha letto sa per chi non voterò sicuramente.

Voi votate per chi volete. Per chi vi pare il meno peggio.  Oppure votate “contro” . Ma votate.

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